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Nel giardino di casa nostra

Accade che nel giardino di casa nostra si verifichino eventi politici molto importanti ma in casa si è distratti dall'ultima serie dello show televisivo più seguito dagli italiani: "Le passioni di Silvio. Vita e opere dell'uomo condannato a non governare l'Italia stando al governo".

A pochi chilometri dalle nostre coste, non così pochi da farli a nuoto ma strategicamente  importanti  per la geografia politica dell'area mediterranea, Tunisia prima ed Egitto dopo, hanno segnato una nuova strategia politica americana nel Mediterraneo. Responsabilizzare l'Islam, esportare la democrazia senza militari (propri), scrivere una nuova pagina nei rapporti geopolitici del Medio Oriente. La linea Obama all'Italia sembra interessare poco. Robetta da elitari.  I resistenti italiani vogliono sapere quante donne” papi Silvio” è in grado di soddisfare. Parli di Mubarak e il resistente parla della nipote di Mubarak. Battuta facile, il sorrisetto e l'auspicio a rimanere uniti ma senza nè leader e nè coalizione per abbattere il tiranno Berlusconi. Stucchevole.

Eppure bisognerebbe fermarsi un attimo a riflettere su quali conseguenze politiche ci saranno in Europa dopo l'investimento americano sul compromesso tra religione, diritti ed economia nell'area mediterranea. Riconoscimento politico dei fratelli musulmani e democrazia per il popolo in cambio di cosa? Non è per caso che il prezzo della democrazia in Egitto (e nella Libia chissà quando) graverà sulle spalle di un'Europa incapace di acquisire definitivamente un ruolo politico nel mare Nostrum? Vorremmo davvero credere alle rivoluzioni nate su Twitter (ogni $rivoluzione$ aumenta il suo valore di mercato - buono a sapersi -) e che mettere a riposo un ferro vecchio come Mubarak sia un'operazione da niente? Israele, Iran, Hezbollah, Hamas, Mediterraneo. Cose Turche!!!

Come al solito qualcuno in Italia ha pensato bene di suggerire il modello egiziano e tunisino per cacciare Berlusconi. E' sempre triste constatare che non ci sia limite alla stupidità umana. A me Twitter e Facebook funzionano bene, quasi quasi lancio una rivoluzione colorata, qualche filantropo potrebbe incuriosirsi…

Pubblicato il 15/2/2011 alle 15.43 nella rubrica Diario.

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