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Elezioni in primavera

Mancano ormai poche ore al voto di fiducia e risulta estremamente difficile fare previsioni su quel che accadrà dopo. Sono mesi che l’azione di governo è paralizzata da una crisi di potere più che politica. Non è la condizione economica e sociale dell’Italia a preoccupare i protagonisti di questa crisi, ma la propria collocazione futura nei posti di comando. Potere, questo si stanno contendendo Berlusconi, Fini e Casini. Una partita tutta interna al centro-destra, una contesa che lascerà morti e feriti (politicamente parlando) sul campo in nome del bene del Paese. Si dice che è da irresponsabili andare al voto in queste condizioni – c’è la crisi economica -  ma l’analisi del contesto mostra l’evidente ipocrisia di una simile affermazione. Non si governa, il Parlamento è fermo, non c’è una maggioranza né si intravedono future maggioranze politiche. Cui prodest il prolungamento dell’agonia politica? Agli italiani, che più passano i giorni e più si allontanano da questa politica indecente? Ai partiti politici, ai parlamentari, ai poteri forti?

Tutti, tranne il Pdl, chiedono il governo istituzionale. Per fare cosa? La legge elettorale. Già, le preferenze, il diritto dei cittadini a poter scegliere il proprio rappresentante, la democrazia. A questo punto dovremmo pensare che ci sia un’intesa tra le forze parlamentari sul tipo di legge elettorale da varare. E invece, tranne un tentativo di far nascere un nuovo mostro, a noi comuni mortali non è dato sapere come procede il lavoro dei saggi.

Berlusconi continua a parlare di comunisti e di traditori (anche lui dice la verità qualche volta) e per smentirlo il Pd ha nominato responsabile delle riforme istituzionali (e quindi anche per la legge elettorale) il saggio Luciano Violante, che nelle sue lezioni in giro per l’Italia orgogliosamente si definisce “un comunista democratico” (?).

Per il bene del Paese, care (in tutti i sensi) forze politiche responsabili, fate calare il sipario su questa legislatura. Andiamo a votare. Magari, se non è chiedere troppo, cari segretari di partito, dato che la legge elettorale è uno strumento, provate ad utilizzarlo bene. Meno collaboratori, parenti, amanti e amici. Più teste pensanti, potrebbero tornarvi utili ma soprattutto ne ha bisogno l’Italia.

Antonio Bruno

Pubblicato su the Front Page il 13 dicembre 2010.

Pubblicato il 2/2/2011 alle 23.34 nella rubrica Diario.

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