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La Sinistra in crisi d'identità, la destra avanza.

E’ un pò di tempo ormai che un’associazione che si richiama all’”estremocentroalto” e con un preciso obiettivo di radicamento sociale e territoriale riempie le pagine dei giornali e risveglia nei giovani della sinistra un sentimento di indefinito antifascismo. Sto parlando di Casapound, ultimo movimento, ma non per importanza, che si sta sviluppando nella galassia della destra italiana. Guai a chiamarli fascisti senza specificare la loro collocazione temporale: il terzo millennio! Fin qui, nulla di nuovo nel panorama italiano delle categorie politiche: rossi, neri, comunisti, fascisti. Categorie di cui potremmo farne tranquillamente a meno.
Desta invece irritazione (nei nostri ambienti di centrosinistra) la volontà di Casapound di “appropriarsi” di certi ambiti politici considerati fino ad oggi di esclusivo appannaggio della sinistra, per tradizione, per cultura, o chissà, magari per diritto ereditario.
Il sociale, un ambito politico in cui c’è stata e c’è un’egemonia da parte delle forze di centrosinistra, è diventato in questo periodo il campo di battaglia dei movimenti di destra.
A Roma mentre Veltroni organizzava il Festival del Cinema, la destra faceva proselitismo nei quartieri popolari. Alemanno Sindaco.
Nelle Università mentre i giovani di “sinistra” si avvitavano in inutili discussioni sul ’68 o sul G8, piuttosto che occuparsi dei problemi che vivono gli universitari, Azione Giovani conquistava lentamente la maggioranza in numerosi consigli di facoltà.
Al nord mentre i sindacati si preoccupavano di scalini e scaloni pensionistici, la Lega attirava il consenso degli operai.
Oggi a Napoli assistiamo quasi stupiti all’occupazione da parte di giovani attivisti di Casapound di uno stabile di proprietà del Comune. Da “Sinistra” proteste, cortei, pubblicità gratuita a Casapound, manifestazioni e inni all’antifascismo militante. Non una parola sul perché quello stabile si trovi in quelle condizioni. Non una parola sul perché da anni la sinistra non fa più la sinistra. Non una parola sulla qualità della vita a Napoli, in Campania.
La cultura del nemico, dell’antagonismo per categorie, contestata (giustamente) a Berlusconi, sta prendendo quota tra i giovani di sinistra, legittimando implicitamente movimenti come Casapound.
Al di là dei gravi e nostalgici richiami al fascismo che viziano qualsiasi forma di confronto politico con Casapound – perdonatemi ma sono un volteriano alla Pertini – sarebbe opportuno entrare nel merito delle proposte che vengono da quest’associazione. Il mutuo sociale, il part-time retribuito per intero alle giovani madri, gli alloggi sociali. Proposte che, da militante del centrosinistra, valuterei senza alcun pregiudizio. Sull’omofobia, il razzismo, che seppur non esplicitamente promossi dall’associazione, si respirano nell’aria “nera”, nessuno sconto da parte nostra.
In virtù di queste considerazioni ritengo il percorso del centrosinistra segnato: o riscopre le proprie radici, tornando a fare il sindacato del territorio, non con sterili proteste bensì con la politica, o è condannato a perdere nei luoghi che gli appartengo per cultura e tradizione. Non si può campare di rendita. E quando Bersani sostiene che il dato preoccupante è il consenso di Berlusconi tra il popolo, altro non dice, a mio parere, che bisogna tornare tra la gente, seriamente. Riscoprire il sociale è l’unico modo per recuperare quella credibilità persa in questi anni. In poche parole, TORNIAMO A FARE POLITICA.

30-09-2009

Pubblicato il 15/10/2009 alle 15.46 nella rubrica Diario.

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