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ReD Vallo della Lucania - Sapri - Golfo di Policastro: analisi del voto e prospettive politiche.

Non è mai superfluo, dopo una tornata elettorale, interrogarsi sulle ragioni che hanno determinato il prevalere di una proposta politica sull’altra. Inutile dire che tra i diversi contendenti l’analisi è sempre coartata in funzione della propria strategia, determinando un’analisi strumentale che non alimenta le dinamiche politiche. E’ la teoria dei due forni, si sceglie quello che garantisce un pane migliore. Tutti vincitori, nessun vinto.

Noi rifiutiamo questa logica, perché ReD nasce come associazione di donne e uomini che amano la politica e che vogliono farla incontrare con tante persone;

perché ReD vuole costruire tante “piazze delle idee”;

perché ReD non si sottrae alla vocazione che gli è propria, quella di osservatorio politico.

Sentiamo di essere un’opportunità per il Partito Democratico, laboratorio di un riformismo forte e moderno capace di governare il terzo millennio, punto d’incontro delle culture liberal-socialista e cattolico-sociale.

C’è una verità nuda e cruda che questa campagna elettorale ha evidenziato: la scarsa propensione a rendere partecipi i cittadini di un progetto comune.

Gossip, dietrologia, esercizio verbale fine a sé stesso hanno trovato uno spazio smisurato, costringendo le idee al di fuori del perimetro socio-politico. 

La politica si è resa evanescente come un paese che ha condizioni competitive non può consentire. Deve allarmare la costante regressione che interessa quei luoghi e quei modi che un tempo alimentavano l’analisi interpretativa sui processi sociali, economici e politici. I mass media, in tal senso, restituiscono la sintesi compiuta di quanto sia diventata residuale l’idea dialettica del “dibattito”.

Malgrado tutto, nonostante la crisi in atto, siamo persuasi che questo vuoto dialettico finirà per riprodurre anche in Italia un insopprimibile bisogno di politica. Di più, finirà per riprodurre attorno alle ragioni della crisi la dialettica abituale tra conservatori e progressisti. Tra chi scommette sul cambiamento necessario e chi resiste al cambiamento. La storia ci aiuta a dire che la politica seria può tornare di moda. Noi di ReD crediamo fermamente in un nuovo rinascimento della politica, ed è per questo che invitiamo tutti a tenere seriamente aperti quei luoghi residuali di analisi e di aprirne altri per tenere viva l’attenzione su processi che noi giudichiamo reversibili, per prepararsi alle conseguenze che la crisi può generare sullo scenario ora asfittico della politica italiana.

Cari cilentani, questo vale a maggior ragione per il nostro territorio.

C’è l’urgenza di una nuova stagione che stimoli i cilentani a riappropriarsi degli spazi politici, a praticare quella “politica identitaria” mai concretamente perseguita. Non ci sembra che i nostri rappresentanti abbiano curato quest’aspetto, irretiti come sempre in quelle dinamiche ancillari che mal sopportano la centralità dell’identitarismo cilentano nel dibattito politico. Eppure abbiamo notato nei comuni cilentani una buona propensione a rendersi attori di un progetto di crescita e sviluppo del territorio, e ciò interessa giovani e meno giovani. C’è dunque, reale, uno scollamento tra la classe dirigente e il cittadino, una sospensione tra chi “amministra” il territorio e chi “vive” il territorio.

Personalismi e campanilismi soffocano le nostre comunità, ma non sono i cittadini a sponsorizzare queste pratiche autolesioniste. A qualcuno interessa farlo credere, ma noi siamo qui per smentirli.

Troppo spesso una parte della società italiana è pronta a barattare la passione politica per un posto di lavoro "sospeso" che, in un mercato lavorativo concorrenziale, non spetterebbe a chi l’ha prenotato. La raccomandazione non è soltanto una degenerazione della pratica di governo, ma un'aspirazione che interessa non pochi strati della popolazione civile.

Noi “Riformisti e Democratici”  invitiamo i cilentani ad alzare un’unica voce contro chi ci vuole più deboli. E’ questa l’unica strada praticabile per reggere il confronto con realtà che ci sovrastano politicamente, economicamente ed elettoralmente.

Ci si lamenta del “napolicentrismo” ma troppo spesso si dà fiducia a chi fonda la sua politica sul dividere più che sul ricercare le ragioni della solidarietà: è l’idea di chi asseconda solo il proprio successo e la propria voglia di potere.

Noi di ReD invitiamo i cittadini cilentani a sfiduciare chi allontana la sua azione politica dal recupero di una necessaria coesione tra le nostre comunità, chi non mostra alcun interesse su una politica territoriale solidale. E’ il momento di ritornare alla politica attiva, di annullare la distanza tra politica e cittadini, in Italia come nel Cilento.

Il passo successivo toccherà al riformismo.

Siamo convinti che occorra recuperare l’alleanza riformista tra merito e bisogno, nel momento in cui sono molto più agguerrite le fortezze presidiate dai difensori dello status quo. La trasformazione del presente è il punto conclusivo di un percorso che si può realizzare solo con la partecipazione, con le idee, con la dialettica e la condivisione di un progetto comune.

I “Riformisti e Democratici” di Vallo della Lucania e del Golfo di Policastro non si sottrarranno al gravoso impegno: raccogliere tutte le energie sociali, intellettuali e politiche disposte a misurarsi con la sfida del cambiamento, per costruire una comunità di cittadini libera, forte, ambiziosa e coesa.

 

 

 

 

      CRISTIANO DE CESARE                                                                          SABATO VINCI

      ANTONIO BRUNO

(ReD Vallo della Lucania                                                                                 (ReD Sapri-Golfo di Policastro

 red_vallodellalucaniahotmail.it)                                                                     redcarnation@hotmail.it)

Pubblicato il 21/6/2009 alle 17.50 nella rubrica Diario.

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