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CILENTO, E' ORA DI RIFLETTERE

La vicenda dell’A.s.l. Sa 3 conferma l’opinione che mi sono fatto della politica cilentana nel corso di questi anni:  naviga a vista senza una meta.

Inevitabilmente e,  ahimè, improduttivamente,  ogni discussione politica seria, al di là dell’oggetto di essa, finisce per essere un momento di sterile contrapposizione verbale sull’uomo e non sull’idea o l’azione.

Sarà forse dovuto all’inesperienza politica, intesa come assenza di una scuola di formazione politica, o a una precisa volontà della classe dirigente autoreferenziale, che il Cilento, ad oggi, non ha una prospettiva politica. Il guardare oltre alle questioni  interne dei “partiti”, l’ambizione a recitare un ruolo da protagonista, la volontà di differenziarsi dalla malapolitica campana e in generale italiana. Tutti questi elementi dovrebbero ispirare l’azione politica cilentana e, invece, apriamo gli occhi e vediamo solo puerili divisioni campanilistiche, l’affermarsi dell’idea della politica come interesse per fini personali, baronie,  e malessere.

Si, il malessere  che si respira nell’aria, l’insoddisfazione per la mancanza di vitalità, il venir meno giorno dopo giorno della speranza di un cambiamento possibile; questi sono sintomi di una  crisi che è molto più complessa e più pericolosa rispetto alle altre crisi, vere o presunte. Credo che la politica non sappia dare le giuste risposte a questo malessere. Non perché non è in grado (e lo dico per presunzione di non colpevolezza…), ma perché non ci prova. Forse il problema non è l’assenza di risposte adeguate, ma l’incapacità di porsi le domande. Ad esempio: cosa serve più ai cilentani, avere l’A.s.l. Sa 3 o avere un servizio sanitario di qualità?

La politica per me “europeo” dovrebbe essere soprattutto paideia, esempio, guida, non soltanto ricerca ossessiva del consenso. Gli americani lentamente tendono ad europeizzarsi mentre noi lentamente ci avviciniamo alla politica – marketing americana!!! Questioni di convenienza…

Quanto al cittadino, dovrebbe mettersi in guardia dai c.d. effetti di assimilazione, che si verificano ogniqualvolta egli percepisce le opinioni espresse nel messaggio politico come più prossime alle sue di quanto non lo sono nella realtà. Ciò è dovuto soprattutto allo scarso interesse del cittadino medio nei confronti della res publica e, all’inconsapevolezza del ruolo che invece può recitare nella società.  E’ più facile delegare. Questione di convenienza(?)…

Per quanto riguarda invece una pessima tendenza che si sta affermando anche nel nostro Cilento, ossia la legittimazione popolare come sanatoria di ogni male, ritengo che essa non può e non deve essere un alibi per i politici  inclini a portare avanti i loro interessi personali a discapito dell’interesse generale.

Sull’acquisizione del consenso si dovrebbe aprire una seria riflessione.  Per quanto tempo ancora si potrà andare avanti con la logica del do ut des? Cari amici cilentani sono anni ormai che stiamo dando senza ottenere nulla, anzi stiamo perdendo, non l’A.s.l, o qualche altro centro di potere, ma le risorse umane, le migliori menti. Guardatevi intorno, siamo sempre di meno, una decrescita demografica costante, comuni che in disprezzo del buon senso difendono campanilisticamente il loro “diritto a morire” pur di non unirsi e fare sistema. Parafrasando il titolo di un film e di un romanzo  di successo “No country for old man”, tristemente mi vien da dire: “Cilento – No country for young man”.

Ritornando alla paventata ipotesi di soppressione dell’A.s.l. Sa 3, sarebbe stato molto più facile per me presentare la vicenda offrendo al lettore soltanto gli argomenti a sostegno della posizione prevalente nel Cilento, ossia la ritorsione politica, l’ingiustificata avidità salernitana.

Invece ho tentato di porre all’attenzione del lettore entrambi i lati della vicenda: la ritorsione politica e la cattiva gestione (a  mio avviso) non tanto economica ma politica dell’A.s.l Sa 3.

Discutiamo nel merito della questione, proponiamo soluzioni possibili. Ve ne sarete resi conto tutti della debolezza dei politici nel Cilento, sono in difficoltà e cercano aiuto e consenso. Che vigliaccheria, quando le cose vanno apparentemente bene fanno a meno di chiedere la partecipazione dei cittadini, quando invece non sono in grado di risolvere i problemi tentano di usarci come pedine del loro scacchiere.

Prossimamente riporterò, se autorizzato, alcune riflessioni sull’A.s.l. Sa 3 che mi sono state inviate.

Pubblicato il 16/1/2009 alle 21.49 nella rubrica Diario.

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