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SICURO DI ESSERE UN CITTADINO LIBERO?

Cercare di fare un’analisi lucida sulla questione “sicurezza” in Italia non è semplice data la lobotomizzazione mediatica delle masse in atto. I media italiani dipendono dal ministero della finzione. Pensare autonomamente è ormai divenuto un lusso (o un demerito) per pochi. Come già ampiamente sostenuto in precedenti post, dopo l’ondata mediatica sull’emergenza sicurezza, finalmente si dirà, il mago Berlusconi ha incantato nuovamente gli italiani. Sono due mesi che non ci sono più stupri, omicidi, rapine, pizzo ecc…L’Italia è improvvisamente rinsavita. Mi chiedo provocatoriamente quando inizierà la nuova serie di “Come Cogne, più di Cogne”, il miglior programma televisivo per distrarre gli italiani… Vespa e Mentana sono pronti.  Ma è davvero così o l’Italia che ci propinano i media non ha riscontro nella realtà? Vi siete mai chiesti cosa sappiamo davvero di ciò che accade in Italia? Sarà forse che la manipolazione dell’informazione mira a creare l’humus adatto dove far crescere un popolo che non deve porsi interrogativi ? Verità e chimere in questa società si confondono…

L’essere sicuri è ben altra cosa dal sentirsi sicuri. La percezione qui gioca un ruolo fondamentale, ed è proprio su questo che punta l’imbonitore Berlusconi. Io sono sicuro quando lo Stato mi garantisce attivamente e passivamente la tutela dei miei diritti fondamentali. Se lo Stato non riesce più ad esercitare il suo potere di imperio sui consociati, allora non c’è più spazio per i diritti e i doveri. Si ritorna all’homo homini lupus. Del resto ci sono tutte le condizioni affinché ciò si realizzi: impunità, affermazione di modelli comportamentali basati sulla prevaricazione ad ogni costo, mafie di stato.  "Si dirà, serve un uomo forte al governo". E chi se non il debole può essere l’agnello sacrificale dato in nome della sicurezza e dell’uomo forte? Chi se non coloro che non possono esercitare  pressioni politiche (lobbing) può essere destinatario di provvedimenti per rendere sicura la vita degli italiani?  Oggi il debole si chiama extracomunitario, prostituta, lavoratore onesto. Domani potrà chiamarsi semplicemente cittadino, giacché la strada  che porta al dispotismo vede in lui un ostacolo, o almeno così era prima della narcotizzazione delle coscienze civili. Probabilmente gran parte degli italiani non opporrebbe alcuna resistenza. Prendete pure i nostri diritti non abbiamo che farne sarebbe la risposta.

State attinte a non cadere in facili conclusioni.

Il dispotismo può manifestarsi anche sotto mentite spoglie. Suvvia, la politica in Italia è televisione. Ciò che appare non è. Bisogna chiedersi però, cosa hanno pagato per la libertà le generazioni che attualmente vivono quest’Italia? Sentiamo nostre le esigenze che portarono alla costituzione democratica?  Sentiamo ancora il bisogno dei nostri diritti o siamo pronti a cederli al primo burattinaio di turno? Possiamo con “sicurezza” affermare che i diritti di cui godiamo oggi siano saldamente acquisiti?Dobbiamo sperimentare la privazione della libertà prima di poter darle il valore che le spetta?  Oggi non c’è più la dittatura che studiamo nei libri di storia. Quelle forme così sfrontate non servono, sono controproducenti, sono destinate a finire. Oggi basta controllare l’informazione. E’ questa sorta di via di mezzo tra la democrazia e la dittatura che impedisce agli italiani di rivendicare i propri diritti e di temere per essi.

Conoscere l’interlocutore è di primaria importanza nei rapporti di fiducia. Gli italiani conoscono i propri politici?

L’inganno in Italia si realizza grazie alla mancanza di memoria storica: la continua e vergognosa rivalutazione storica del fascismo sta privando gli italiani dei necessari punti fermi della democrazia. La libertà non è negoziabile.

Ritornando alla questione sicurezza, che dire dell’inutilità dei militari presenti nelle nostre città, sembrano degli apprendisti poliziotti. Soldi buttati, niente altro. Ignoravo che i problemi maggiori in Italia fossero legati all’accattonaggio, alle risse da bar o al gravissimo problema dei graffitari!!!

I militari in strada salutati con orgoglio dai sindaci sceriffi? Poca sostanza ma molto effetto, colpiscono il cittadino e lo fanno sentire più sicuro. Non importa poi se la polizia non ha la benzina per le macchine, le cancellerie dei tribunali sembrano dei bazar,  o che per intraprendere un’attività economica bisogna pagare l’addizionale locale alle varie mafie…( pizzo o tangente politica per me sono la stessa cosa)  Ma si sa, lo spot sulla sicurezza rende molto di più di un’effettiva sicurezza. La certezza della pena fa paura a troppi politici. Meglio tagliare 400 milioni di euro alle forze dell’ordine e collocare 3000 militari nelle città. Il governo con una mano taglia i fondi e con l’altra inganna. Basta poco per ingannare un popolo narcotizzato.

Tra l’essere e l’apparire questo governo, subdolamente, ha optato per la seconda scelta.

Io mi sento sicuro che di questo passo  dovrò prendere qualche lezione di disonestà per sperare in un futuro lavorativo decente. Almeno questa sicurezza la politica me l’ha data. E di questi tempi non è poco…

Pubblicato il 15/9/2008 alle 14.40 nella rubrica Diario.

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