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RIFIUTI E INNOVAZIONE

Credo che l’emergenza rifiuti in Campania possa avere anche un risvolto positivo: azzerare l’attuale classe dirigente presente nella regione. Come previsto sono calati i riflettori dei media sulla crisi campana, non perché la situazione si è normalizzata, ma semplicemente per ragioni di “mercato”. Fare correttamente informazione su ciò che da più di 20 anni tormenta la regione Campania è controproduttivo in termini economici: calano i turisti,  e diminuisce l’export dei prodotti campani. In questi anni la crisi dei rifiuti è stata affrontata (“in teoria”) dalla politica, utilizzando metodi e strumenti incompatibili con lo stato emergenziale. Far realizzare 7 impianti di Cdr e farli entrare in produzione senza che vi sia un impianto di chiusura del ciclo, cioè di termodistruzione o termovalorizzazione, vuol dire accumulare ecoballe. Ad oggi sono 7 milioni quelle presenti sul territorio campano. La possibilità di cambiamento dell’attuale gestione del potere in Campania  passa inevitabilmente dalla ricerca di nuove soluzioni per l’emergenza rifiuti. Per quanto riguarda il ciclo di smaltimento, fino ad oggi non si è fatto altro che parlare di termovalorizzatori come panacea della crisi campana.

Tranne i pochi ambientalisti rimasti in circolazione in Campania, prontamente oscurati dall’informazione controllata dal potere, nessun altro parla di un’alternativa/integrazione agli inceneritori: il TMB, ossia il trattamento meccanico – biologico, che consente il trattamento a freddo dei rifiuti indifferenziati. Speriamo che qualcuno se ne occupi.

Per quanto riguarda poi la differenziazione a monte dei rifiuti, per facilitare la raccolta i comuni potrebbero incentivare l’acquisto dei compattatori domestici di rifiuti. Al nord Italia ci sono dei comuni che li hanno acquistati a proprie spese e poi distribuiti alla popolazione. Sono ben conscio che a Napoli il comune non potrebbe, per ragioni di bilancio, accollarsi in toto la spesa, ma quanto meno potrebbe incentivare l’acquisto prevedendo una riduzione della TARSU del 40-50% per chi ha acquistato un compattatore.

Anche rispetto ai bidoni per l’immondizia si potrebbe innovare, sostituendo i vecchi ed inutili c.d cassonetti, con bidoni dotati di pannelli solari che azionano un compattatore. Un bidone tradizionale può contenere 120 litri di rifiuti; un bidone dotato di compattatore ne può contenere 1300. Il comune di Cisliano (MI), sull’esempio di Chicago, li ha già adottati per la raccolta dei rifiuti solidi urbani. 


In Campania si può cambiare, basta la volontà politica di farlo. Chissà…

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Pubblicato il 25/3/2008 alle 16.8 nella rubrica Diario.

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