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MUNNEZZA DAY: LA STAGIONE NAPOLETANA

Ieri Napoli ha mostrato a tutto il mondo che la città ce la può fare ad uscire dall’emergenza rifiuti, c’è la voglia e la coscienza civile per farlo. Il giorno del rifiuto organizzato dai Meetup di Napoli è stato un evento che è andato oltre alla classica manifestazione di protesta. Grazie alla partecipazione di esperti della gestione dei rifiuti, di professori universitari, scrittori, volontari e cittadini, la protesta ha lasciato il passo al ragionamento, caratterizzando per costruttività e volontà di cambiamento la kermesse napoletana. Posso dire con certezza che ieri è iniziata la stagione napoletana. Ci sono tutte le premesse per una stagione di rinascita, di sperimentazione, di ricerca, di elevato senso civico. L’emergenza rifiuti ha un aspetto positivo (no, non sono pazzo!!!),  che è quello di poter segnare la fine di un sistema basato sulla politica connivente con la criminalità organizzata, una politica che si porterà migliaia di campani sulla coscienza, e che è giunta l’ora che si vergogni e lasci il posto a chi lo merita. Io, sinceramente, penso che oltre alla vergogna, che difficilmente proveranno i criminali politici campani, siano necessarie le manette. So che probabilmente ci sarà qualcuno che mi definirà giustizialista, ormai chi chiede giustizia viene definito così… Noi cittadini campani, pur volendo, non possiamo più accettare compromessi sul nostro presente e sul nostro futuro. Abbiamo dato già troppo, sicuramente non ci meritiamo quello che stiamo patendo per l’irresponsabilità criminale di un’intera classe politica.  La stagione napoletana di rinascita si scontra però con una realtà ben diversa da quella che sogniamo, una realtà fatta di continue e atroci menzogne, promesse e volta faccia, sospensione dei diritti fondamentali alla salute e all’ambiente. E’ giunta l’ora che la gente onesta faccia valere i propri diritti e dia voce anche a chi non ha il coraggio di riscattarsi. Questa non è una battaglia partigiana, nessuno può esimersi dal combatterla, è in gioco la nostra vita e quella delle generazioni future. L’informazione sta anestetizzando le coscienze, e non so sinceramente quale vantaggio possa avere in cambio di questa scelta criminale. Cosa deve succedere più di quanto sta accadendo, prima che i giornalisti facciano il loro mestiere? Vale più la carriera professionale del diritto alla salute? Totò diceva che la morte è una livella, ma questa specie di uomini, giornalisti e politici, credono di vivere sulla luna, si sentono immuni dalle conseguenze disastrose dello smaltimento illegale dei rifiuti tossici e dalla cattiva gestione del ciclo integrato dei rifiuti urbani.

Ora tocca a noi provare a sconfiggere questa piovra tentacolare  che è la politica campana, l’antipolitica non è niente altro che voglia di contare. 

A giorni pubblicherò l’intervista che ho fatto per Arcoiris Tv ad Alessandro Iacuelli, autore del libro Le vie infinite dei rifiuti, un’inchiesta giornalistica sullo smaltimento illegale dei rifiuti speciali in Campania.

www.arcoiris.tv

Pubblicato il 24/2/2008 alle 15.35 nella rubrica Diario.

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