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S.O.S. INFORMAZIONE CERCASI

L’informazione in Italia svolge così egregiamente la sua funzione di manipolatrice delle coscienze dei cittadini,  a tal punto da avere la forza di far dimenticare le emergenze nazionali come la mafia o i rifiuti.  Meglio subissare le menti atrofizzate di gran parte degli italiani con aggiornamenti sulla vicenda di Cogne, che sensibilizzare l’opinione pubblica sui problemi che la riguardano direttamente. Nel deserto dell’ informazione crescono specie protette di politici e amministratori che devono essere preservate dal confronto con i cittadini. Chi meglio degli organi di informazione può assolvere questo nobile compito? Gli operatori turistici della Campania hanno espresso le loro rimostranze nei confronti di una certa informazione, che  a loro direi ignora le conseguenze negative (mancati guadagni) della continua campagna informativa riguardante l’emergenza rifiuti. A questo punto i mass media, da perfetti cani da riporto del potere, celermente hanno provveduto a spegnere i riflettori sulla Campania e sui suoi tumori tossici. L’inceneritore di Acerra non è ancora ultimato, sono troppe le disavventure giudiziarie che stanno ostacolando la realizzazione dell’opera Bassoliniana. La raccolta differenziata è ferma al 5 %, ed è così lampante la scarsa importanza che viene data a questa forma di acculturamento sociale, che a Napoli per trovare un cassonetto per la raccolta della plastica bisogna cercarlo su Google Maps, alla voce Napoli!!! Forse i politici campani stanno affrontando il problema secolare del sovraffollamento di Napoli e dintorni con una campagna di morte a base di rifiuti tossici, con la camorra a fare il lavoro sporco e lucroso della semina della morte. Ci vorrebbero decenni per bonificare il territorio campano, ma la bonifica costa troppo, ci vogliono troppe risorse che inevitabilmente andrebbero ad intaccare il budget clientelare. Meglio la morte (degli altri) che rischiare di perdere le elezioni. La bonifica non s’ha da fare!!! Puntare sulla raccolta differenziata non è conveniente a breve termine, è preferibile spalmare nel tempo anche  questo lento omicidio di massa, al pari del debito regionale. La raccolta differenziata non s’ha da fare!!! C’è chi come la camorra <trasforma> i rifiuti in oro e morte, e chi come il Comune di Peccioli in Toscana utilizza i rifiuti per offrire sviluppo e servizi alla propria comunità. Gli abitanti di Peccioli i rifiuti li vogliono non li subiscono. Attraverso una società mista, La Belvedere di cui il comune è proprietario all’ 85% e il restante 15%  invece è di piccoli risparmiatori residenti nel comune, i guadagni derivanti dalla gestione della discarica (fatturato di 18 milioni di euro l’anno) vengono impiegati per realizzare strutture pubbliche, offrire servizi e infine ridistribuiti agli azionisti mediante lauti dividendi. Quella di Peccioli è una discarica non un inceneritore. E lì i controlli funzionano. A Napoli ci sono centinaia di dipendenti dell’Asia, l’azienda che gestisce la raccolta dei rifiuti, che probabilmente (per evitare querele)  non lavorano. Perché non si procede con la raccolta differenziata porta a porta, in modo da impiegare anche questi disoccupati impiegati? Ma fa così schifo vivere in modo decente? Ci dobbiamo rassegnare ad una città sporca e  piena di rifiuti?



Pubblicato il 1/11/2007 alle 17.47 nella rubrica Diario.

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