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TURBOLENZE ITALIANE

La società italiana è scossa da un’ondata di scetticismo nei confronti di chi esercita il potere di governo sulla comunità, sia esso di destra o di sinistra. Eppure ci sono politici e finti giornalisti che inverosimilmente marginalizzano questo fenomeno bollandolo come antipolitica. In un Italia partitocratrica l’uno o l’altro schieramento sono complementari per la sopravvivenza di un sistema politico che tende ad escludere e non ad includere. Prodi sostiene che la politica è lo specchio della società…Forse dimentica o ignora che la politica ha il compito di guidare la società; infatti questa politica ci sta portando in un baratro dal quale sarà difficile risalire. La decadenza etica della classe dirigente del nostro paese, sempre più spesso preoccupata di autoconservare il proprio potere, piuttosto che di affrontare i problemi che affliggono il bel Paese ( il paese del sole che non sviluppa fonti di energia alternative come il fotovoltaico!!!), inevitabilmente influisce sull’agire del cittadino. Se una norma, sia essa giuridica o etica, non viene rispettata dal vertice della piramide organizzativa dello stato, ossia da chi dovrebbe dare l’esempio, per una sorta di effetto domino essa sarà percepita  in maniera distorta dal popolo. In un certo senso il non rispetto delle norme da parte di chi ci governa, “autorizza” il cittadino a compiere tante piccole infrazioni. L’informazione dovrebbe avere un ruolo decisivo nel rendere conoscibili misfatti ed inganni politici, ma cinicamente anch’essa tende a preservarsi e a non alterare il quadro dei poteri consolidatosi nel tempo. Chi crede in un rinnovamento interno della politica non fa altro che alimentare l’oscurantismo persistente che ci attanaglia e che ci condannerà ad un futuro di malessere sociale e di malaffare istituzionale.  Serve un impulso esterno, pulito ed eticamente corretto, per azzerare questo polipo dai mille tentacoli chiamato politica. Che sia Grillo o qualcun altro non importa; è indispensabile una rivoluzione culturale, sociale ed etica affinché il vuoto non venga colmato da soggetti già contaminati da questo sistema.

“Non ho paura della cattiveria dei malvagi, ma del silenzio degli onesti”- Martin Luther King

Pubblicato il 3/10/2007 alle 10.51 nella rubrica Diario.

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