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SOLO SAGRE, IL CILENTO MUORE

TRATTO DAL CORRIERE DEL MEZZOGIORNO 27-09-2007

All’inaugurazione del teatro di Laurino attacco agli amministratori locali: “Stanno svendendo questo territorio”

Cappuccio: solo sagre, il Cilento muore

Grido d’allarme del regista: “Gli enti pubblici non svolgono il loro ruolo”

SALERNO-  Qualcuno sta svendendo il Cilento: “questa terra corre dei grossi pericoli, sta tradendo la propria vocazione”. Parola di Ruggiero Cappuccio, cilentano doc, che, intervenendo domenica sera con Peter Stein e Maddalena Crippa all’inaugurazione del nuovo e affollato teatro – bomboniera di Laurino, ha strigliato duramente gli amministratori locali. In sala, ad ascoltarlo con attenzione e forse qualche evidente imbarazzo, il vicegovernatore della Regione, Antonio Valiante; il consigliere regionale Gennaro Mucciolo e il vicepresidente della Provincia, Gianni Iuliano. Sarebbe stato il caso di sentire anche la loro opinione in merito alle accuse lanciate dall’autore – regista. Ma la serata ha preso una piega diversa, quella del talk-show sul teatro tout court con intenso finale recitativo di Maddalena Crippa.

“Il Cilento è una categoria dell’anima – spiega Cappuccio – purtroppo tutto ciò che sta facendo adesso non lascerà la minima traccia. Ogni volta che chiamiamo qui ad esibirsi un cantante di serie C o qualsiasi altro disperato della tv che viene a mietere risorse che possono essere destinate altrove o promuoviamo una sagra, bisognerebbe cancellarla questa parola, noi spostiamo l’asse culturale sull’asse gastroduodenale. Non possiamo continuare a parlare ad un popolo di stomaci, sono stanco di tornare qui e restare a guardare l’almanacco della sagra italiana. C’è bisogno di grande rispetto se no è come esporre la Gioconda di Leonardo in un immondezzaio”. Eppure secondo l’autore del romanzo “La notte dei due silenzi”, che esce giovedì per i tipi di Sellerio, “c’è una tradizione teatrale nel Cilento che dialoga con il sacro, duole vedere che questa zona ha tanti cortili, castelli e spiagge meravigliose e non si riesce ad ospitare artisti di grande livello. Gli enti pubblici non svolgono il loro ruolo”. Inaugurare un teatro è quindi “tagliare il nastro di una speranza”. Fiducioso ma non troppo sul futuro Peter Stein: “C’è ancora molto da fare perché questo spazio possa essere definito davvero teatro”.

                                                                                                                                                                            G. B.

Pubblicato il 29/9/2007 alle 12.19 nella rubrica SpazioCilento.

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