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L'ANTIPOLITICA CAMPANA

Il dramma dei rifiuti in Campania non può essere trattato dal governo centrale come un problema locale, perché non si tratta solo di trovare una soluzione logistica allo smaltimento delle migliaia di tonnellate di rifiuti che ciclicamente invadono le strade della Campania. L’aspetto più importante di questa triste vicenda è tutelare il diritto alla salute dei cittadini, troppe volte oscurato da strategie di conservazione del potere. Alle manchevolezze della politica campana, il governo ha il dovere di sopperire con azioni concrete, anche se osteggiate dalla popolazione locale. In Campania la sinistra è al potere non solo per propri meriti, che pur volendo essere magnanimo trovo difficoltà ad individuare, ma soprattutto perché non c’è nessun avversario politico in grado di ostacolarla. Il centro destra campano rasenta il ridicolo, è in grado solo di contestare senza offrire una valida alternativa. E’ acclarato che la regione Campania è sommersa da rifiuti tossici ( una tonnellata per ogni abitante), sappiamo anche chi è il colpevole di tutto ciò, ma nessun politico si prodiga per cercare di bonificare gli sversatoi  della morte. Può sembrare banale, ma perché la Regione non istituisce un ufficio dove poter segnalare, in forma anonima, i luoghi dove sono presenti i rifiuti tossici? Consiglieri e assessori, amministratori e uomini di partito, vivono o no in questa regione dove i tumori sono diventati un’epidemia? La politica è trovare soluzioni, innovare, ascoltare la gente, tradurre in atti concreti le idee. In altri termini il rapporto politico-cittadino, deve essere come quello medico-paziente. Ma evidentemente queste persone sono più interessate a preservare le proprie clientele per continuare a regnare indisturbati senza curarsi dei disastri che li circonda. E intanto di questo passo la nostra terra andrà distrutta per sempre. 6 milioni di ecoballe giacciono tra Napoli e Caserta, prevedibilmente la camorra proseguirà nella sua opera di sversamento e intanto l’unico inceneritore di Acerra partirà, forse, ad ottobre; di raccolta differenziata neanche a parlarne, né tantomeno si accenna a predisporre un serio piano di bonifica generale del territorio, quantunque di questo passo si arriverà ad inquinare le falde acquifere e l’intero ciclo biologico - alimentare. E’ ricominciata pure la faida di Secondigliano. A Napoli si continua a sparare ovunque, anche davanti alle chiese. Il degrado è dappertutto. Gran parte della gente sembra quasi piegata ad una rassegnata indifferenza. Ma Bassolino è troppo impegnato a farsi ristrutturare gli uffici, a rilasciare interviste, a pagare i dipendenti dei consorzi della nettezza per non fare un cazzo e a finanziare i suoi amiconi.  Dove ci porterà questo modo di fare politica? La gente è stanca di parole al vento, ora devono parlare i fatti. E’ giunto il momento di voltare pagina, perché fra non molto sarà troppo tardi…

Pubblicato il 19/6/2007 alle 11.57 nella rubrica Diario.

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