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CIRCOLO DELLA LIBERTA'(CONDIZIONATA)

Per tutti quelli che sono stanchi di giornalisti faziosi, c’è una buona notizia. E’ nata la tv delle libertà. Garante della pluralità d’informazione: Michela Vittoria Brambilla…si, proprio quella che va in tv con le autoreggenti bene in vista, a contestare tutto e tutti, sulla base di informazioni sbagliate e fuorvianti. Pensate, è così portatrice di verità, che anche i giornalisti del “Giornale” si sono rifiutati di far allegare il suo Talmud: il giornale dei circoli delle libertà!!! Cioè, giornalisti pagati da Berlusconi minacciano di scioperare per tutelarsi contro la femme fatale del Cavaliere!! Questa è la repubblica delle banane? No è l’Italia. I circoli delle libertà(condizionata!!)…il nome è tutto un programma!!! Se pensate che Marcello Dell’Utri, l’ideatore nonché fondatore de “Il Circolo”(anche per questo dovrebbero pagare il copyright a Licio Gelli), progenitore dei Circoli Brambilliani,  se verrà confermata in II° grado e in Cassazione la sentenza di condanna a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa…perderà la libertà!! Ma non è la prima volta: nel maggio del 1995 viene arrestato per aver inquinato le prove sull'inchiesta sui fondi neri di Publitalia. Nel 1983 Dell’Utri fa fallire la “Bresciano Costruzioni” di Rapisarda Filippo Alberto, finanziere siciliano in odor di mafia, il quale fugge latitante in Venezuela. La storia  parte dagli anni Sessanta, quando Dell' Utri venne assunto da Filippo Alberto Rapisarda, secondo i pm su richiesta di Stefano Bontade (capo mafia).

Dall’intervista al giudice Paolo Borsellino:

Borsellino So dell'esistenza di Rapisarda, ma non me ne sono mai occupato pesonalmente.
Giornalista
Perché quanto pare, Rapisarda, Dell'Utri, erano in affari con Ciancimino, tramite un tale Alamia.
Borsellino
Che Alamia fosse in affari con Ciancimino è una circostanza da me conosciuta e che credo risulti anche da qualche processo che si è già celebrato. Per quanto riguarda Rapisarda e Dell'Utri, non so fornirle particolari indicazioni, trattandosi ripeto sempre di indagini di cui non mi sono occupato personalmente.
Giornalista
Non le sembra strano che certi personaggi, grossi industriali come Berlusconi, Dell'Utri, siano collegati a uomini d'onore tipo Vittorio Mangano?
Borsellino
All'inizio degli anni Settanta, Cosa Nostra cominciò a diventare un'impresa anch'essa, un'impresa nel senso che attraverso l'inserimento sempre più notevole, che a un certo punto diventò addirittura monopolistico, nel traffico di sostanze stupefacenti, Cosa Nostra cominciò a gestire una massa enorme di capitali, dei quali naturalmente cercò lo sbocco, perché questi capitali in parte venivano esportati o depositati all'estero e allora così si spiega la vicinanza tra elementi di Cosa Nostra e certi finanzieri che si occupavano di questi movimenti di capitali.

Sicuramente dei Circoli avrebbe fatto parte anche Vittorio Mangano, lo stalliere di Arcore. Dall’intervista al giudice Paolo Borsellino: -“Sì, Vittorio Mangano l'ho conosciuto anche in periodo antecedente al maxi-processo e precisamente negli anni fra il 1975 e il 1980, e ricordo di aver istruito un procedimento che riguardava delle estorsioni fatte a carico di talune cliniche private palermitane. Vittorio Mangano fu indicato sia da Buscetta che da Contorno come "uomo d'onore" appartenente a Cosa Nostra…uomo d'onore della famiglia di Pippo Calò, cioè di quel personaggio capo della famiglia di Porta Nuova, famiglia della quale originariamente faceva parte lo stesso Buscetta. Si accertò che Vittorio Mangano, ma questo già risultava dal procedimento precedente che avevo istruito io e risultava altresì da un procedimento cosiddetto procedimento Spatola, che Falcone aveva istruito negli anni immediatamente precedenti al maxi-processo, che Vittorio Mangano risiedeva abitualmente a Milano, città da dove come risultò da numerose intercettazioni telefoniche, costituiva un terminale del traffico di droga, di traffici di droga che conducevano le famiglie palermitane.

Infine anche se quasi nessun giornale ne ha parlato,  il 15 maggio 2007 la III Corte d’appello di Milano ha condannato il senatore forzista Marcello Dell’Utri e il boss della mafia di Trapani Vincenzo Virga a 2 anni per ciascuno per tentata estorsione.

Pubblicato il 14/6/2007 alle 10.37 nella rubrica Diario.

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