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UN LENTO OMICIDIO DI MASSA...

di Antonio Bruno ed Emilio Prinzo



Consultando un qualsiasi vocabolario della lingua italiana scopriamo che il termine emergenza significa: improvvisa difficoltà, situazione che impone di intervenire rapidamente. Evidentemente quando si parla di emergenza rifiuti in Campania, le autorità competenti e i politici, o ignorano il significato del termine emergenza o continuano a riempirci di menzogne.  E’ dal 1994 che è stato dichiarato lo stato di emergenza in Campania in materia di rifiuti ma l’ unico risultato raggiunto dai vari commissari e dalle diverse giunte regionali che si sono succedute è stato l’indebitamento del  Commissariato per i rifiuti. In questi 13 anni si è detto di tutto di più circa le cause dell’emergenza, e come sempre si scopre che dietro il business della “monnezza” c’è la camorra. Oggi come oggi sotto il profilo della responsabilità penale, alla camorra conviene più trattare i rifiuti che investire nella droga. Come sempre la politica si limita, per convenienza, ad attribuire tutta la responsabilità di questo “lento omicidio di massa” allo sciacallaggio camorristico, senza però trovare una via d’uscita a questo problema; anzi ogni volta che si ripropone il problema dell’immondizia che inonda le strade, l’unica soluzione data dalla politica è l’apertura di una nuova discarica. Analizzando più attentamente questo problema si capisce che quando le discariche sono piene l’immondizia non può essere raccolta, quindi anche il più stupido dei politici dovrebbe sapere che l’apertura di nuove discariche non risolve il problema. All’origine di quest’emergenza continua c’è la mancanza in Campania dei termovalorizzatori(meglio noti come inceneritori) e gli scarsi risultati della raccolta differenziata. In 14 anni è stato costruito un solo termovalorizzatore ad Acerra,, ma ancora non è in funzione. Certamente la scelta degli inceneritori non è la migliore (ma sicuramente la più proficua, in virtù dei vergognosi Cip 6), ma qui si tratta di scegliere il male minore tra loro e le discariche abusive della camorra, che hanno reso la Campania la regione italiana con il più alto tasso di tumori l’anno. In quest’ottica, quali sono le ragioni del Commissario Bertolaso di aprire una mega discarica da 700000 t a Serre, a due passi da un’oasi faunistica, dal momento che, stando al ritmo di produzione di immondizia in Campania, tra 3-4 mesi la situazione ritorna al punto di partenza, ossia all’ emergenza? E’ incredibile che i veri responsabili di questa crisi non siano chiamati a rispondere delle loro nefandezze, in primo luogo il Presidente Bassolino, già Commissario straordinario per l’emergenza rifiuti, il quale dovrebbe spiegarci come mai è così difficile attuare la differenziata in Campania mentre nel resto d’Italia ci sono comuni che superano il 50 %, oltre a fornirci il perché di tutti gli sprechi perpetrati attingendo dalle tasche di tutti i contribuenti italiani; segue a ruota il super-commissario Bertolaso, forte dei Poteri speciali attribuitigli con il vergognoso decreto approvato qualche giorno fa in Consiglio dei ministri, poteri che evidentemente prevedono la possibilità di piazzare tonnellate di immondizia in zone protette da normative nazionali e internazionali, facendo eventualmente ricorso anche al manganello per vincere le resistenze delle comunità locali; dovrebbe fornire lumi tra l’altro, il Bertolaso, sulla nomina a vice-commissario del sig. De Biasio, arrestato col sospetto di aver preso parte ad una truffa che avrebbe fatto guadagnare 1 milione e mezzo di euro al clan dei Casalesi; non ultimo lo stesso Governo, con Ministri come Ferrero e Pecoraro Scanio che, come loro solito se la cavano dicendo di aver subito malvolentieri il decreto, salvo rimanere comodi sulle rispettive poltrone.  Nel caso di Serre non si può parlare di NIMBY (Not in my Back Yard, non nel mio cortile) semplicemente perché il comune e la Provincia hanno proposto dei siti alternativi per rimediare agli errori commessi reiteratamente dalla Regione e dal Commissariato, ed esiste inoltre una pronuncia del Tribunale di Salerno che giudica illecita la collocazione della discarica. Non è possibile che in molti comuni della provincia di Napoli e di Caserta la gente scende in piazza per manifestare contro i termovalorizzatori, ma tace per le discariche abusive della camorra. La provincia di Salerno non può e non deve essere lo sversatoio dell’immondizia prodotta nel napoletano e nel casertano per due motivi:

  1. La gestione dei rifiuti deve essere attribuita alle Province, se non ai comuni, in modo tale da rendere certa anche la responsabilità in caso di cattiva gestione;
  2. La Provincia di Salerno non può essere presa in considerazione soltanto quando si tratta di risolvere, seppur temporaneamente, i problemi di Napoli e dintorni.

E’ ora che chi ha sbagliato paghi sia sotto l’aspetto giudiziario che politico, perché la salute dei cittadini non ha nessun colore politico.

Poche settimane fa è stato pubblicato uno studio sanitario effettuato in Campania e commissionato dal dipartimento della Protezione Civile all’Organizzazione Mondiale della Sanità. Questo studio ha visto la partecipazione dell’istituto superiore della sanità, Arpa Campania, Osservatorio epidemiologico regionale e registro campano delle malformazioni congenite.

I risultati di questo studio sono terrificanti:

 Pecora nata da un allevamento di Acerra

  Per maggiori informazioni sull’emergenza rifiuti:

 

 

 

Pubblicato il 13/5/2007 alle 22.15 nella rubrica Diario.

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