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CEMENTIFICAZIONE E SVILUPPO

Mi capita spesso di attraversare il Cilento, e ciò che mi colpisce più della bellezza dei suoi posti, e spesso ahimè anche dell’arretratezza,  è la sempre e più crescente cementificazione di coste e non. Anche il più ingenuo degli osservatori potrebbe  osservare che lo sviluppo edilizio è strettamente collegato con la circolazione di capitali; e se questi capitali sono sporchi a noi cilentani non deve importare, perché più ce ne sono, più prospettive di lavoro ci sono per noi!!!. Un particolare importante però è che ogni volta che ti imbatti in qualche opera in costruzione noti, se sei minimamente attento, che i costruttori, gli ingegneri, gli architetti, e chi più ne ha più ne metta, sono quasi sempre gli stessi. Certamente a questa mia osservazione si potrebbe obiettare che è così ovunque, che il clientelismo è diffuso a tutti i livelli, ma la drammaticità di questa situazione è che la maggior parte dei cittadini è rassegnata a questo status quo, e sa solo lamentarsi. Indirettamente questo atteggiamento alimenta il circolo vizioso del clientelismo, di cui si rendono partecipi tutti coloro che, trovandosi in uno stato di necessità, intesa nel senso lato di aspirazione ad un bene, ad un posto di lavoro, si trovano naturalmente portati ad operare con gli strumenti tipici del clientelismo: vedi raccomandazioni, conoscenze, sopraffazione. E’ da stupidi attribuire la pratica clientelare all’uno o all’altro schieramento politico, senza rendersi conto che i politici sono l’espressione della società. Ritornando alla “selvaggia” cementificazione del Cilento bisogna chiedersi ma a chi servono queste case se poi noi giovani siamo costretti ad andarcene per mancanza di lavoro; di sicuro se c’è l’offerta c’è anche la domanda!!! Non sarà che il Cilento rientri in quella che a livello nazionale, dal 1998 al 2005 è stata definita la “bolla immobiliare”, che ha avuto come unico risvolto l’aumento indiscriminato dei prezzi delle case? Non dimentichiamoci del Parco del Cilento, forse il più antropizzato d’Italia, grazie al quale il possessore terriero è tornato ad essere il dominus dell’economia locale, potendo imporre il suo prezzo e non quello di mercato. Perché? Semplice, se nel Cilento non si può costruire ovunque, a causa del vincolo paesaggistico, chi possiede un terreno edificabile può imporre il proprio prezzo per il fatto che non c’è concorrenza. E chi invece possiede un terreno non edificabile…?…aspetta che l’amministrazione comunale cambi la destinazione del terreno; così se prima valeva 10 dopo ne vale 1000!!!

Pubblicato il 18/3/2007 alle 16.48 nella rubrica SpazioCilento.

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