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  • ANTONIO BRUNO

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" GLI UOMINI PASSANO, LE IDEE RESTANO. RESTANO LE LORO TENSIONI MORALI E CONTINUERANNO A CAMMINARE SULLE GAMBE DI ALTRI UOMINI"

"Basta ai giovani contestatori staccarsi dalla cultura, ed eccoli optare per l’azione e l’utilitarismo, rassegnarsi alla situazione in cui il sistema si ingegna ad integrarli. Questa è la radice del problema: usano contro il neocapitalismo armi che in realtà portano il suo marchio di fabbrica, e sono quindi destinate soltanto a rafforzare il suo dominio. Essi credono di spezzare il cerchio, e invece non fanno altro che rinsaldarlo."-
Pier Paolo Pasolini

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"Combattere e vincere 100 battaglie non è prova di suprema eccellenza, la suprema bravura consiste nel piegare la resistenza del nemico senza combattere" -Sun Tsu-



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"In Sicilia, per quanto uno sia intelligente e lavoratore, non è detto che faccia carriera, non è detto neppure che ce la faccia a vivere. La Sicilia ha fatto del clientelismo una regola di vita. Difficile in questo quadro, far emergere pure e semplici capacità professionali. Quel che conta è l'amico o la conoscenza per ottenere una spintarella. E' la mafia, che esprime sempre l'esasperazione dei valori siciliani, finisce per fare apparire come un favore quello che è il diritto di ogni cittadino".
-Tratto da Cose di Cosa nostra di Giovanni Falcone e Marcelle Padovani-

"Non vi è dubbio che la televisione sia autoritaria e repressiva come mai nessun mezzo di informazione al mondo. Il giornale fascista e le scritte su cascinali di slogans mussoliniani fanno ridere. Il fascismo, voglio ripeterlo,non è stato sostanzialmente in grado nemmeno di scalfire l'anima del popolo italiano: il nuovo fascismo, attraverso i nuovi mezzi di comunicazione e d'informazione, non solo l'ha scalfita, ma l'ha lacerata, violata, bruttata per sempre".- Pier Paolo Pasolini

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29 giugno 2007

LA DIVISIONE DEL POTERE

Da REPUBBLICA 29-06-2007

Campania, ecco il vero Manuale Cencelli - Tanti punti a carica e tutti sono contenti

A ogni posizione corrisponde un punteggio, ogni partito del centrosinistra ha diritto a un certo numero di punti in base al proprio peso elettorale

MARGHERITA: punti spesi 33,1, punti residui 19,3. Democratici di sinistra: punti spesi 28,2, punti residui 22,2. Punti come al supermercato, le schede fedeltà del benzinaio, i bollini blu da socio Aci. Dimmi quanti punti hai e ti dirò che poltrona vinci. Perfetta, equilibrata, finalmente equa, matematicamente inattaccabile, la spartizione campana degli uffici di diretta emanazione politica (Asl, Parchi, Università, Garante dell'infanzia, dei detenuti, Comitato Pace e Cooperazione eccetera eccetera) sta procedendo secondo lo schema mutuato dalla mente vivissima del più noto teorico della lottizzazione: il signor Massimiliano Cencelli. Un bravo cronista de "Il Mattino", passeggiando nei corridoi del consiglio regionale della Campania, ha raccolto tre foglietti sui quali era sistemata la griglia delle poltrone spartite, e quelle da spartite. Era segnalata secondo un punteggio prefissato la fame di ciascun gruppo politico. Ciò che aveva ottenuto, ciò che poteva ancora ottenere.  Fatto 100 il valore della maggioranza i diesse col 15 per cento dei voti hanno un valore percentuale del 25. Gli sono attribuiti 50,43 punti con il seguito: quanti punti hai già speso quanti ancora da spendere. In Campania comandano i migliori interpreti di Cencelli: Ciriaco De Mita e Clemente Mastella. Da qualche anno, bisogna dire, un altro allievo, Antonio Bassolino, ha raggiunto con profitto i maestri. I tre hanno fatto scuola e dunque la classe, il consiglio regionale guidato dalla signora Sandra Lonardo in Mastella, ha preso appunti e messo a frutto.  I tre foglietti ieri erano disponibili e interpretavano asetticamente le possibili aspirazioni di ciascuno. Vi sono molti punti in palio e ciascuno, secondo le inclinazioni e i bollini sulla scheda, può indicare la poltrona più in linea con il proprio sentire. Infatti nella classificazione delle singole autorità da insediare nulla, ma proprio nulla, è stato lasciato alla discrezione dei consiglieri. Chi, per dire, avverte la necessità di stare a sinistra, anche molto a sinistra, può scegliere di guidare la Commissione per il lavoro: pochi punti (1,5) ma molto onore. Vero, in alcuni ruoli di guida non si prevede compenso. Essendo la quantità di moneta ricevuta un indice che fa aumentare e anche di parecchio il punteggio, alcune funzioni da svolgere gratis sono individuate negli ultimi posti in classifica. La Consulta per l'immigrazione (l'altra per la Pace, la terza per la Cooperazione) valgono zero euro. Sono dunque destinate alla minoranza.  
Un vero partito di governo vuole di più. Il Corecom, il comitato regionale sulle comunicazioni, vale tantissimo. Chi conquista la presidenza raccoglie cinque punti. Qui non serve chiedere cosa faccia il presidente e soprattutto cosa sia il Corecom. Il valore della poltrona che presumibilmente si occuperà di controllare i tg regionali della Rai, è irrobustito da un alto compenso che automaticamente lo proietta nell'olimpo lottizzatorio. Cinque punti, tanto quanto tre revisori di conti di una Asl (1,5 punti a testa). Ce n'è però per tutti i gusti, proprio come al supermercato: dimmi quanto hai e ti dirò che pentola avrai. Molti hanno speso tanto, la Margherita più di tutti, ma anche l'Italia dei Valori: 3,78 per cento di voti che fanno in valore 5,72 per cento. Punti attribuiti 12,48, spesi: 9,5, da spendere 2,98. E con due punti e novantotto Antonio Di Pietro può prendersi l'Inps (2 punti) o scambiarlo con la seconda università di Napoli (2,5 punti) oppure col Parco del Vesuvio o del Cilento (due punti). I verdi di Pecoraro Scanio stanno meglio: degli 11 punti attribuiti ne hanno spesi soltanto 5. Gliene restano 6.  Chi non ha speso nulla sono i comunisti italiani: intatta la cassaforte con nove punti. Decideranno se, quando e dove fare gli acquisti. Intanto i lavori del consiglio regionale, malgrado la calura estiva, proseguono a ritmo serrato.


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29 giugno 2007

QUALE FUTURO?

Protagonismo, difesa dell’identità nazionale, mancanza di una politica estera comune, sono i nodi strutturali che l’Unione Europea, se vorrà veramente divenire l’ago della bilancia della politica internazionale, deve affrontare e risolvere. Lo scenario internazionale muta velocemente, e si delineano all’orizzonte nuovi assetti di potere. Il rapido sviluppo del sub-continente asiatico, il ritorno prepotente della Russia, la crescita dei paesi sudamericani, rappresentano un punto di non ritorno per il futuro dell’Unione Europea.  La zona di libero scambio non è più sufficiente, il passo successivo è la confederazione di stati sovrani.  Pur nel rispetto delle identità nazionali, i paesi Europei devono cedere un minimo di sovranità in materia di politica estera e di sicurezza. Paradossalmente anche a chi, come gli Stati Uniti, non vedono di buon occhio l’unità Europea, conviene avere un partner forte.
Il mediterraneo, dopo il crollo dell’Unione Sovietica, ritorna ad essere strategico, e l’Europa non può essere spettatrice a casa sua.


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28 giugno 2007

ASPETTANDO L'ALBA CHE VERRA'

Siamo nel pieno della discussione delle linee del prossimo DPEF e, manco a dirlo, emergono ancora una volta le magagne intestine di questa coalizione, autoironicamente definitasi Unione, che ci governa. Il ministro Mastella minaccia di uscire se non si interviene sull’ICI. Quattro ministri dicono che così non va e che bisogna cambiare rotta. Sul cambiamento di rotta siamo tutti d’accordo, visto il magrissimo bilancio che l’esecutivo ci consegna allo scadere del suo primo anno di mandato. Per il resto questa continua dialettica dell’assurdo, in cui si dice una cosa e se ne vota un’altra, si sta in piazza e nel governo al contempo, e su ogni provvedimento è necessario trovare un compromesso di larghe intese, ci porta a formulare due considerazioni. La prima è ovvia: questa coalizione non è in grado di governare, non ne ha né i numeri né la capacità, si affanna a sopravvivere ma non ha un programma condiviso. La seconda è una considerazione, per così dire, di sistema e riguarda in generale il problema della governabilità degli Esecutivi del nostro Paese, un problema che ci trasciniamo da decenni e che è lungi dall’essere stato risolto con l’introduzione prima del Mattarellum e poi del Porcellum, nonché dell’elezione “diretta” del Presidente del Consiglio, tutti accorgimenti che non hanno fatto altro che aggravare la situazione, visto il proliferare del numero e del peso dei piccoli partiti. Né emerge in Parlamento la volontà di affrontare il problema nei termini di una sua effettiva risoluzione. Partendo cioè dalla lapalissiana constatazione che rappresentatività ed efficacia decisionale non vanno a braccetto. Non servono riforme costituzionali che incidano sulla forma di Governo, basterebbe intervenire sulla legge elettorale per sanare l’ipertrofia che attanaglia il nostro assetto partitico. E’ dall’assetto partitico che dipende il grado di omogeneità delle coalizioni di Governo e l’assetto partitico è quello che esce fuori dal sistema elettorale. Tanto per capirci:una bella soglia di sbarramento e il gioco è fatto.  Ma è ovvio che in questo momento, con questo assetto di governo, chiedere una seria riforma elettorale è chiedere troppo, vista la pervicacia con cui Mastella si affanna per salvaguardare la sopravvivenza del proprio partito dalla minaccia del referendum, seguito a ruota dai vari Bossi e Bertinotti, adoperando proprio quei metodi ricattatori che la riforma elettorale auspicata da chi scrive dovrebbe impedire…Tornando a riflettere sulla prima delle nostre considerazioni, è desolante notare come questa coalizione di sopravvivenza si stia impegnando giorno dopo giorno nel perdere consenso. Non che il consenso sia l’unico l’indicatore dell’operato di un governo, anzi, molto spesso la perdita di consenso è consequenziale all’attuazione di vere riforme; tuttavia, continuare a navigare a vista senza un’idea-progetto sul futuro del Paese vuol dire gettarlo in una situazione di stallo che a lungo andare rischia di generare fratture insanabili nel suo sviluppo e risanamento.  Gli elettori dell’Unione sono delusi, non perché non siano consci delle difficoltà che comporta governare con un senatore di maggioranza, ma perché hanno perso la speranza di cambiamento. Ora si guarda Veltroni come l’homo novus della politica, come l’unico in grado di dare una scossa a questa sinistra immobilizzata dal macigno berlusconiano. Questo implicitamente significa il fallimento del ticket D’Alema-Fassino. Ciò che però ci preme di sapere è quale sarà l’atteggiamento del Partito Democratico sul tema della giustizia. Nella passata legislatura abbiamo assistito al proliferare di leggi ad personam e contra personam, come la legge sul falso in bilancio, sulle rogatorie, sul legittimo sospetto, sulle telecomunicazioni, la ex-Cirielli etc e la legge che impedì a Gian Carlo Caselli di concorrere alla carica di Procuratore nazionale antimafia. Qualcuna di queste leggi è stata dichiarata incostituzionale, le altre ancora sono in vigore, anche se nel programma dell’Unione era espressamente sancita l’abolizione delle leggi vergogna. Il dato più triste è però un altro: per 5 anni il centrosinistra si è opposto a provvedimenti salva-politici, e forse qualche risultato lo ha pure ottenuto; la Cirielli è diventata ex-Cirielli, e non ha salvato più l’on.Cesare Previti. Ebbene, se la Casa delle Libertà non è riuscita a salvare l’avvocato della Fininvest, neanche dopo 3 o 4 tentativi, il centrosinistra ci è riuscito al primo colpo con l’indulto. Che coerenza!!! Un altro elemento a favore della tesi secondo la quale il centrosinistra non ha il coraggio (o forse, viene legittimamente da pensare, la volontà) di risolvere il problema della giustizia, è la nomina a Ministro della Giustizia dell’on. Clemente Mastella. In un clima così teso, in un periodo di continua delegittimazione della magistratura, l’Italia si può permettere un Ministro della Giustizia segretario di un partito che raccoglie meno del 1.4% di voti? Non è che per la sopravvivenza dell’Udeur, il Ministro Mastella, nel fare la riforma dell’ordinamento, rimarrà affascinato dalle sirene del Centrodestra?
Per quanto riguarda l’anacronismo di una parte della sinistra, che dire del veto sul tema dell’innalzamento dell’età pensionabile. In Europa si va in pensione a 65 anni, in Italia a 57!!! Ben venga un criterio che consenta a chi svolge lavori usuranti, di andare in pensione prima di chi fa l’impiegato; ma bisogna essere un attimo realisti, siamo il paese più vecchio d’Europa!!! Se da un lato c’è chi pone il veto sulle pensioni, dall’altro c’è chi chiede risorse per le famiglie: la piazza chiama, l’Udeur risponde!!! In 60 anni di Repubblica abbiamo avuto 52 presidenti del Consiglio Cattolici, 8 laici (?). Se oggi la Chiesa parla di famiglia come nucleo centrale della società, e siamo lo stato che in Europa investe di meno nel sostentamento delle famiglie, forse i precedenti Presidenti del Consiglio, erano Cattolici solo al momento delle elezioni!!! Ecco una media di quanto hanno speso gli stati europei per la famiglia e l’infanzia, tra il 2000 e il 2006 (in milioni di euro) :

  • ITALIA: 12.216.5
  • FRANCIA: 40.033.44
  • GERMANIA: 64.977.1
  • REGNO UNITO: 29.069.2
Fonte Welfare UE (Eurispes ’06)

Che cosa significa programma di governo se ogni partito avanza delle pretese o pone veti su ogni proposta di legge? La legge elettorale va cambiata, ma ciò che più serve al paese è cambiare questo modo di fare politica. Non bisogna votare un politico per interesse personale. Il politico deve conquistare il consenso sulla base delle idee e sulla capacità di tradurle in fatti concreti. L’articolo 67 della Costituzione recita: “Ogni membro del parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”. Tipico esempio di norma puntualmente violata!!!


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26 giugno 2007

CALANO LE TENEBRE SUL MEDIORIENTE

Storie di sangue e di morte, di guerre e di sopravvivenza, questo è il medioriente. Un luogo dove l’eterno ritorno domina lo scandire del tempo. Quando la pace è vicina, una nuova guerra si profila all’orizzonte. Fucili e  bombe, rappresaglie e  qassam prepotentemente si sostituiscono al dialogo e alla speranza, ed il grido di aiuto dei palestinesi è soffocato da interessi negoziabili solo con la morte; come se non fosse già morte vivere in un campo profughi, o vivere la quotidianità con l’incubo di saltare in aria, e dover guardare l’altro come nemico e non come un normale essere umano, che soffre allo stesso modo, sia egli palestinese o israeliano. In questi giorni assistiamo inerti all’ultima guerra intestina palestinese, sicuramente la più pericolosa, non perché potrebbe portare alla guerra civile, se non lo ha già fatto, ma perché allontana sempre di più la nascita dello stato palestinese. Beh...forse su questo punto sono d’accordo sia gli israeliani che i siriani e gli iraniani. Nessuno vuole lo stato palestinese, maggiormente i paesi musulmani come Siria ed Iran, sempre più isolati nell’ambito della comunità internazionale. Agitano la clava della questione palestinese in pubblico, ma in privato finanziano la guerriglia, ossia l’instabilità. Lo Stato Palestinese significa la fine del logorio anti-occidentale, perpetrato lentamente da siriani e iraniani, che usando i palestinesi vogliono arrivare al negoziato diretto con gli americani. Gli americani intanto non fanno niente per risolvere questa crisi, forse perché un medioriente instabile conviene economicamente, o forse perché la lobby ebraica è troppo potente ed influente alla Casa Bianca. Dal lato israeliano assistiamo ad un cambiamento di strategia, non più attacchi preventivi, che potevano avere come conseguenza la compattazione delle fazioni palestinesi. Ora Israele si comporta come una persona seduta sulla riva del fiume che osserva, inerte, annegare migliaia di persone. Quante volte i palestinesi rimpiangono di non aver accettato gli accordi di Camp David, tra l’allora premier israeliano Barak ed Arafat. Il 90 % della West Bank, l’intero territorio della striscia di Gaza, sono offerte irrifiutabili. Nessun governo israeliano le rifarà. Oggi Barak è ministro della difesa israeliano, ed ha gia pronto nel cassetto della sua scrivania il piano d’invasione della striscia di Gaza…l’eterno ritorno !!!


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24 giugno 2007

ILLUSIONI OTTICHE...

Credo sia capitato anche a voi di ascoltare i politici in televisione e provare un senso di rabbia misto a disgusto. Come mai negli altri paese occidentali quando un politico sbaglia, deve tornarsene a casa? Sarà forse colpa di questo garantismo all’italiana che per avere giustizia si deve aspettare la morte?  L’amianto, la diossina,  i rifiuti tossici, non esistono!!! Sono invenzioni che usa chi vuole screditare la politica e gli industriali. La “monnezza” nelle strade? Installazioni artistiche!!! Cari politici perché non usate 1/5 del tempo che dedicate a sistemare i vostri amici, per risolvere i problemi dei vostri datori di lavoro?
Ci sarà un motivo perché l’unica regione dove si conferma il centrosinistra è la Campania? Eppure non mi sembra che le cose vadano bene, dalla sanità ai rifiuti. Sarà forse perché c’è un clientelismo capillare, e la competizione elettorale è falsata dall’assenza di avversari. Intanto Bassolino e la Iervolino sono stati inseriti tra i 45 saggi che fanno parte del comitato del partito democratico!!!


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21 giugno 2007

I DS CALANO L'ASSO...

Il partito democratico chiama, Veltroni risponderà? Sull’autorevolezza e sul carisma del sindaco di Roma non ci sono dubbi, è lui l’unico leader del centrosinistra che può far recuperare consenso al melting pot unionista. Improvvisamente i dirigenti dei Ds hanno capito che così non si va da nessuna parte, anzi il 17.5% preso alle ultime elezioni, vacilla sotto le scure delle intercettazioni, del poco peso politico del primo partito della coalizione, troppo spesso impegnato ad occupare poltrone, e poco sensibile alle aspettative della sua base. Quindi, vista la situazione complessa, i Ds giocano il jolly Veltroni, colui che sapientemente ha subito lo strapotere dalemiano all’interno del partito, ma che ora guarda D’Alema e Fassino come il lupo guarda l’agnello!!! Quest’accelerazione nella designazione del leader del Pd può avere diverse chiavi di lettura: si sceglie Veltroni perché questo governo di sopravvivenza avrà poca vita, e il Pd vuole arrivare pronto alle elezioni (2008?-2009?); ma l’altro lato della medaglia può essere però molto negativo per la sinistra visto il trend del calo dei consensi: si rischia di bruciare anche l’unica carta vincente capace di prevalere sullo schieramento di centrodestra. Finalmente però i Ds hanno avuto il coraggio di candidare un loro uomo alla guida del paese, e questa mossa potrebbe stravolgere anche gli assetti della Casa delle Libertà, perché se così fosse, la candidatura di Berlusconi potrebbe vacillare, data la sua l’età. La destra senza Berlusconi non vincerà mai, Fini non ha il carisma del Cavaliere, Casini è ormai in rotta di collisione con gli alleati. Comunque andrà si profila un’estate bollente, non solo a livello climatico!!!


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19 giugno 2007

L'ANTIPOLITICA CAMPANA

Il dramma dei rifiuti in Campania non può essere trattato dal governo centrale come un problema locale, perché non si tratta solo di trovare una soluzione logistica allo smaltimento delle migliaia di tonnellate di rifiuti che ciclicamente invadono le strade della Campania. L’aspetto più importante di questa triste vicenda è tutelare il diritto alla salute dei cittadini, troppe volte oscurato da strategie di conservazione del potere. Alle manchevolezze della politica campana, il governo ha il dovere di sopperire con azioni concrete, anche se osteggiate dalla popolazione locale. In Campania la sinistra è al potere non solo per propri meriti, che pur volendo essere magnanimo trovo difficoltà ad individuare, ma soprattutto perché non c’è nessun avversario politico in grado di ostacolarla. Il centro destra campano rasenta il ridicolo, è in grado solo di contestare senza offrire una valida alternativa. E’ acclarato che la regione Campania è sommersa da rifiuti tossici ( una tonnellata per ogni abitante), sappiamo anche chi è il colpevole di tutto ciò, ma nessun politico si prodiga per cercare di bonificare gli sversatoi  della morte. Può sembrare banale, ma perché la Regione non istituisce un ufficio dove poter segnalare, in forma anonima, i luoghi dove sono presenti i rifiuti tossici? Consiglieri e assessori, amministratori e uomini di partito, vivono o no in questa regione dove i tumori sono diventati un’epidemia? La politica è trovare soluzioni, innovare, ascoltare la gente, tradurre in atti concreti le idee. In altri termini il rapporto politico-cittadino, deve essere come quello medico-paziente. Ma evidentemente queste persone sono più interessate a preservare le proprie clientele per continuare a regnare indisturbati senza curarsi dei disastri che li circonda. E intanto di questo passo la nostra terra andrà distrutta per sempre. 6 milioni di ecoballe giacciono tra Napoli e Caserta, prevedibilmente la camorra proseguirà nella sua opera di sversamento e intanto l’unico inceneritore di Acerra partirà, forse, ad ottobre; di raccolta differenziata neanche a parlarne, né tantomeno si accenna a predisporre un serio piano di bonifica generale del territorio, quantunque di questo passo si arriverà ad inquinare le falde acquifere e l’intero ciclo biologico - alimentare. E’ ricominciata pure la faida di Secondigliano. A Napoli si continua a sparare ovunque, anche davanti alle chiese. Il degrado è dappertutto. Gran parte della gente sembra quasi piegata ad una rassegnata indifferenza. Ma Bassolino è troppo impegnato a farsi ristrutturare gli uffici, a rilasciare interviste, a pagare i dipendenti dei consorzi della nettezza per non fare un cazzo e a finanziare i suoi amiconi.  Dove ci porterà questo modo di fare politica? La gente è stanca di parole al vento, ora devono parlare i fatti. E’ giunto il momento di voltare pagina, perché fra non molto sarà troppo tardi…


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14 giugno 2007

CIRCOLO DELLA LIBERTA'(CONDIZIONATA)

Per tutti quelli che sono stanchi di giornalisti faziosi, c’è una buona notizia. E’ nata la tv delle libertà. Garante della pluralità d’informazione: Michela Vittoria Brambilla…si, proprio quella che va in tv con le autoreggenti bene in vista, a contestare tutto e tutti, sulla base di informazioni sbagliate e fuorvianti. Pensate, è così portatrice di verità, che anche i giornalisti del “Giornale” si sono rifiutati di far allegare il suo Talmud: il giornale dei circoli delle libertà!!! Cioè, giornalisti pagati da Berlusconi minacciano di scioperare per tutelarsi contro la femme fatale del Cavaliere!! Questa è la repubblica delle banane? No è l’Italia. I circoli delle libertà(condizionata!!)…il nome è tutto un programma!!! Se pensate che Marcello Dell’Utri, l’ideatore nonché fondatore de “Il Circolo”(anche per questo dovrebbero pagare il copyright a Licio Gelli), progenitore dei Circoli Brambilliani,  se verrà confermata in II° grado e in Cassazione la sentenza di condanna a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa…perderà la libertà!! Ma non è la prima volta: nel maggio del 1995 viene arrestato per aver inquinato le prove sull'inchiesta sui fondi neri di Publitalia. Nel 1983 Dell’Utri fa fallire la “Bresciano Costruzioni” di Rapisarda Filippo Alberto, finanziere siciliano in odor di mafia, il quale fugge latitante in Venezuela. La storia  parte dagli anni Sessanta, quando Dell' Utri venne assunto da Filippo Alberto Rapisarda, secondo i pm su richiesta di Stefano Bontade (capo mafia).

Dall’intervista al giudice Paolo Borsellino:

Borsellino So dell'esistenza di Rapisarda, ma non me ne sono mai occupato pesonalmente.
Giornalista
Perché quanto pare, Rapisarda, Dell'Utri, erano in affari con Ciancimino, tramite un tale Alamia.
Borsellino
Che Alamia fosse in affari con Ciancimino è una circostanza da me conosciuta e che credo risulti anche da qualche processo che si è già celebrato. Per quanto riguarda Rapisarda e Dell'Utri, non so fornirle particolari indicazioni, trattandosi ripeto sempre di indagini di cui non mi sono occupato personalmente.
Giornalista
Non le sembra strano che certi personaggi, grossi industriali come Berlusconi, Dell'Utri, siano collegati a uomini d'onore tipo Vittorio Mangano?
Borsellino
All'inizio degli anni Settanta, Cosa Nostra cominciò a diventare un'impresa anch'essa, un'impresa nel senso che attraverso l'inserimento sempre più notevole, che a un certo punto diventò addirittura monopolistico, nel traffico di sostanze stupefacenti, Cosa Nostra cominciò a gestire una massa enorme di capitali, dei quali naturalmente cercò lo sbocco, perché questi capitali in parte venivano esportati o depositati all'estero e allora così si spiega la vicinanza tra elementi di Cosa Nostra e certi finanzieri che si occupavano di questi movimenti di capitali.

Sicuramente dei Circoli avrebbe fatto parte anche Vittorio Mangano, lo stalliere di Arcore. Dall’intervista al giudice Paolo Borsellino: -“Sì, Vittorio Mangano l'ho conosciuto anche in periodo antecedente al maxi-processo e precisamente negli anni fra il 1975 e il 1980, e ricordo di aver istruito un procedimento che riguardava delle estorsioni fatte a carico di talune cliniche private palermitane. Vittorio Mangano fu indicato sia da Buscetta che da Contorno come "uomo d'onore" appartenente a Cosa Nostra…uomo d'onore della famiglia di Pippo Calò, cioè di quel personaggio capo della famiglia di Porta Nuova, famiglia della quale originariamente faceva parte lo stesso Buscetta. Si accertò che Vittorio Mangano, ma questo già risultava dal procedimento precedente che avevo istruito io e risultava altresì da un procedimento cosiddetto procedimento Spatola, che Falcone aveva istruito negli anni immediatamente precedenti al maxi-processo, che Vittorio Mangano risiedeva abitualmente a Milano, città da dove come risultò da numerose intercettazioni telefoniche, costituiva un terminale del traffico di droga, di traffici di droga che conducevano le famiglie palermitane.

Infine anche se quasi nessun giornale ne ha parlato,  il 15 maggio 2007 la III Corte d’appello di Milano ha condannato il senatore forzista Marcello Dell’Utri e il boss della mafia di Trapani Vincenzo Virga a 2 anni per ciascuno per tentata estorsione.


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permalink | inviato da parteattiva il 14/6/2007 alle 10:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

13 giugno 2007

NIENTE DI NUOVO SOTTO LA QUERCIA

C’era da aspettarselo. In un Paese normale questi qui sarebbero già a casa. Ma se in Parlamento c’è spazio per avanzi di galera come Dell’Utri cosa c’è di strano? In fondo incontri e colloqui confidenziali con gente da galera, persone “che Berlinguer non avrebbe sfiorato nemmeno con una canna da pesca”, come giustamente sottolinea Travaglio, per incoraggiarli nelle loro ambigue operazioni, sono del tutto normali a giudizio dei nostri…Per D’Alema c’è un problema “culturale” (sic!): le intercettazioni. Meglio allora correre ai ripari e accelerare i tempi di approvazione del DDL Mastella, l’ennesima porcata. Ossia: è troppo difficile dare spiegazioni, meglio fare in modo che di certe cose non si venga proprio a sapere. La parata, dai toni in pieno stile Berlusconiano, prosegue con il ministro dell’Interno Amato, già sottosegretario craxiano, il quale parla delle intercettazioni come “una follia tutta italiana”. Andando avanti con questa ed altre simili amenità, è tutto un coro, ovviamente bipartisan, di condanna per le intercettazioni e  i magistrati che le fanno uscire. Addirittura Mastella si propone di tutelare non i Parlamentari, ma tutti i cittadini! Grazie del pensiero Clem! Che tristezza… E intanto apprendiamo delle intercettazioni tra Grillo e Fiorani, in cui si viene a sapere che Berlusconi voleva essere aggiornato sulla scalata, e ci chiediamo che fine abbiano fatto quelle di Comincioli e Brancher. E intanto ci godiamo il verbale dell’interrogatorio di Fiorani che inchioda quest’ultimo insieme a Tarolli e Calderoli: http://canali.libero.it/affaritaliani/upload/In/0003/Interrogatoriodel05.01.06.pdf

L’informazione deviata continua del resto a parlare di <<caso Unipol>>, come se non si fosse trattato in realtà di tre scalate concertate nelle quali vi fu anche il coinvolgimento di Forza Italia, Lega e UDC.  Ma oramai siamo abituati a questo ed altro.

E.P.


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12 giugno 2007

NON SONO STATO IO

Una premessa: Il mio intimo convincimento dell’implicazione dei DS nella scalata di Unipol alla BNL prescinde dalla divulgazione del contenuto delle intercettazioni depositate al tribunale di Milano dal Gip Forleo. Gli intrecci tra Finanza e sistema politico, per chi ha occhi per vedere e orecchi per intendere, non fanno mistero. Del resto se il contenuto di tali intercettazioni è così irrilevante, come gli interessati si ostinano a ribadire, a che pro ostacolarne la pubblicazione invece di affrettarsi essi stessi a renderne noto il contenuto al fine di fugare ogni dubbio sul loro coinvolgimento nella vicenda? No, non sorprendono affatto i meccanismi attraverso i quali tale vicenda si è dipanata…Non sorprendono ad esempio le dichiarazioni di La Torre, il quale, senza spendere ovviamente nemmeno una parola sul merito della questione, vale a dire sul contenuto delle intercettazioni, si limita a sottolinearne “l’irrilevanza penale e politica”. Ora, sul fatto che D’Alema comunichi a Consorte di avere il telefono sotto controllo, ammesso che sia vero quanto riportato dalle indiscrezioni trapelate oggi (è noto che non ci è concesso di prendere direttamente visione del contenuto degli atti), se l’autorità competente ha ritenuto penalmente irrilevanti tali dichiarazioni nulla quaestio (anche se qualche dubbio sulla possibilità di procedere per favoreggiamento sorge persino a me). Ma non è un tale comportamento deontologicamente e politicamente rilevante? Non rileva il contegno di Fassino che non batte ciglio di fronte alle affermazioni di Consorte di possedere più del 50% delle azioni di BNL prima ancora di aver lanciato l’OPA? E’ incredibile come si sia disposti a negare persino l’evidenza pur di sottrarsi alle proprie responsabilità politiche e morali. Si è parlato di evitare linciaggi, giochi al massacro, strumentalizzazioni, ne ha parlato lo stesso Di Pietro. Ma non si evitano i giochi al massacro ostacolando la pubblicazione di intercettazioni, anche se penalmente non rilevanti,e prevaricando il diritto dei cittadini ad essere informati sulle magagne di quelli che Grillo giustamente definisce “i nostri dipendenti”. Non giungiamo al paradosso di strumentalizzare le strumentalizzazioni. Forse, in un sistema mediatico diverso dal nostro, nel quale il terminale ultimo di giornali e televisioni sono i partiti politici ed ogni informazione è una potenziale arma di ricatto, le strumentalizzazioni sarebbero più facilmente evitabili. Ma, come qualche anno fa ebbe ad affermare l’ex magistrato Gherardo Colombo, gli abbracci e le strette di mano tra oppositori in pubblico, sullo sfondo celano nient’altro che ricatti. E di abbracci e strette di mano in questi anni ne abbiamo avuti fin troppi. A buon intenditor…


http://www.genovaweb.org/comunicati_2/2007/politica_affari/speciale_politica_affari.htm


E.P.


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11 giugno 2007

L'INFORMAZIONE E' PERICOLOSA...

Lo scollamento tra la politica e la società civile, che ha come logica conseguenza il proliferare di associazioni e comitati, sta generando un senso di totale sfiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni. Il motto è: “facciamo noi quello che non fanno loro”!!! I giornalisti post-datati però si accorgono solo adesso di questo malessere comune che si è sviluppato nel corso di anni di soprusi, malversazioni, cattiva gestione del potere e clientelismo dilagante. Negli Stati Uniti il giornalismo è il cane da guardia del potere, in Italia è il pappagallino chiuso in gabbia!!! Compito dei giornalisti è anticipare, non cavalcare l’onda ormai prossima a travolgere il sistema; almeno in teoria questo dovrebbe essere il giornalismo. La realtà è però ben diversa dalla teoria, e non potrebbe non esserlo in un paese come l’Italia, dove controllati e controllori sono la stessa persona, dove la politica non ha idee, dove i capitalisti non hanno il capitale ecc. Anche dalla terminologia usata dai politici ci rendiamo conto che vivono in uno stato nello stato(il regno di Mordor!!!), abitato da corrotti ed ignoranti. E questo non è qualunquismo!!! Nessun politico parla di condivisione del sapere, di libero accesso alla conoscenza, sentiamo solo e sempre espressioni come larghe intese, riformisti, radicali, teo-dem, scalone!!!
L’informazione in Italia è scandalosa, ci informano in modo eccellente sulle amanti dei vip, su quanti capelli ha Berlusconi, ma nessuno parla di mafia, delle condanne di Dell’Utri, delle intercettazioni tra Fiorani e Berlusconi e tra D’Alema e Consorte. Siamo stati tempestati dalle intercettazioni della c.d Vallettopoli, come se nessuno sapesse che in Italia il criterio di selezione delle donne dello spettacolo sia quello del c.d. “triangolino della felicità”!!!
E’ indecente obbligare per legge i cittadini a pagare il canone Rai, essendo ormai nota la lottizzazione politica di essa. I Politici usano la Rai per sistemare figli, mogli, parenti, amici, …e noi paghiamo!!!

Ecco una delle tanti leggi vergogna…porta la firma del RE; forse per questo Vittorio Emanuele di Savoia si sentiva legittimato a tr…..si le starlette!!!!

Chiunque detenga uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione dei programmi televisivi deve per legge R.D.L.21/02/1938 n.246 pagare il canone di abbonamento TV. Trattandosi di un'imposta sul possesso o sulla detenzione dell'apparecchio, il canone deve essere pagato indipendentemente dall'uso del televisore o dalla scelta delle emittenti televisive.


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1 giugno 2007

MORALISTI A CASA NOSTRA...

di Antonio Bruno ed Emilio Prinzo


Le idee religiose hanno ancora molto impero, più di quanto non si creda da taluni filosofi. Esse possono rendere grande servizio all’umanità. Essendo d’accordo col papa si domina ancora la coscienza di 100 milioni di uomini. (Benito Mussolini, 5 maggio 1929)

A parte il rilievo che quei 100 milioni di uomini sono diventati 1 miliardo, queste parole del Duce suonano ancora molto attuali e bisognerebbe ricordarle a chi ancora ingenuamente pensa che il potere temporale della Chiesa si sia esaurito con l’estinzione dello Stato Pontificio. Del resto se c’è tanta gente che è disposta a credere a vetusti miti giudaici (tipo Adamo ed Eva e il serpente della prima mela) e a formulazioni dottrinali in stile surrealistico - fantascientifico (tipo la Trinità e la transustanziazione,sic!) non c’è da meravigliarsi…Certo, ci dicono che siamo una democrazia. In una democrazia funziona che tutte le confessioni religiose sono uguali davanti allo Stato e nessun ordinamento religioso interferisce con le norme dello Stato. Si chiama laicità, e in sua assenza non vi è democrazia. Ergo , tecnicamente non possiamo definirci una democrazia in piena regola (tra l’altro se fosse quello della laicità l’unico deficit di democrazia in questo Paese staremmo a posto). Perché non mi si venga a dire che c’è laicità in uno Stato dove esistono cose come l’8 per mille, l’ora di religione nelle scuole, i crocifissi nelle aule pubbliche e dove le gerarchie ecclesiastiche riescono, grazie alla complicità dei partiti-vergogna, cattolici e non, a dettare l’agenda della politica e a dominare i costumi e la morale. Si cerca di imporre l’assolutismo di una morale bigotta, sessuofoba, ipocrita e spesso razzista, che si pretende sia fondata sulla parola di Dio, quando in realtà si tratta della riformulazione fuori contesto di principi enunciati in testi millenari, appartenenti ad una realtà lontana anni luce dalla nostra, riformulazione spesso basata su libere associazioni che farebbero impallidire il miglior Kafka.. Salvo poi guardarsi bene essi stessi dal rispettarla. Così abbiamo preti che predicano vangeli in cui si beatifica la povertà, accanto a ceri elettrici a gettone stile slot machine , emblema di un business che va dai santuari mariani, agli scandalosi giubilei, al listino prezzi dei vari sacramenti e attività connesse. Tutto questo profittando dell’ignoranza della povera gente. Un business così florido da parte di un ente parassitario e improduttivo richiederebbe quantomeno un adeguata tassazione. Invece la Chiesa sottrae ogni anno allo Stato 9 miliardi di euro tra contributi pubblici ed esenzioni fiscali, più 2 miliardi e 250 milioni complessive ai Comuni in termini di esenzione ICI. Metà della finanziaria 2004. Non è meraviglioso? Si predica il “Non uccidere” dimenticandosi che il Catechismo giustificava la pena di morte fino a ieri l’altro, e che la stessa pena di morte è rimasta effettivamente in vigore nel Vaticano fino al secolo scorso. Si condannano l’Illuminismo, il relativismo, lo scientismo e un sacco di altri “-ismi”, in quanto radici dei mali moderni e si rivendicano le radici cristiane del moderno pensiero democratico e scientifico, quando in realtà qualsiasi persona che conosca un po’ di storia sa che è l’esatto contrario, e cioè che la Chiesa è stato un freno al progresso umano e scientifico, e lo è ancora oggi, perché non c’è molta differenza tra il condannare l’evoluzionismo e l’eliocentrismo e scagliarsi contro la ricerca sulle staminali. Si condanna il narcotraffico, ma si seppellisce Enrico De Pedis, noto capo della Banda della Magliana, omicida e narcotrafficante, nella cripta della Basilica di Sant’Apollinare, un privilegio che, secondo il diritto canonico spetta solo al Pontefice, ai cardinali e ai vescovi. Si biasima la corruzione, ma non fu proprio lo IOR a smistare la maxitangente Enimont? Eh, già, lo IOR…Che dire dello IOR, la banca delle meraviglie, l’unica banca in Europa a non aderire alle norme antiriciclaggio, un collettore di tutta la sporcizia di questo mondo, al centro di tante tra le vicende più oscure di questo Paese…Che dire di Calvi, Sindona, Marcinkus, Gelli Ortolani? Tutti esempi di moralità? Eppure nessun cardinale si è mai indignato per gli strani rapporti finanziari tra l’Ambrosiano e lo IOR…Che dire, “Beati i poveri”… Ebbene, nonostante tutto questo, non appena qualcuno solleva un minimo di critica si scatena un finimondo, appena qualcuno che ha un po’ di senso dello Stato invoca la laicità si tirano fuori sciocchezze letterarie tipo ”laicismo”, “anticlericalismo”, “stalinismo” ecc., i potentati di turno come cagnolini stanno sempre schierati a difesa di Santa Romana Chiesa e quasi mai si spende una parola sul merito della questione. Ovviamente con la complicità del solito giornalismo viscido e ossequioso e di personaggi come Vespa, che si divertono a mandare in onda puntate sulla Madonna di Fatima e il compleanno del Papa, mentre per vedere rai educational bisognerebbe svegliarsi alle 5 del mattino. Questa è l’Italia della doppia morale, una per la gente, l’altra per chi la detta. Gli italiani hanno delegato la propria coscienza morale alla Chiesa, perché forse è più comodo così, è sempre meglio giudicare gli altri che guardarsi dentro. In un periodo di crisi sociale, come quello che stiamo attraversando, i poteri forti tendono sempre di più alla difesa dei propri ruoli, da un lato la politica, dall’altro la Chiesa , da un altro ancora gli industriali, uniti nel nome dell’autoconservazione del potere; noi cittadini siamo l’esercito dei vari poteri, ci schierano per “combattere” finte guerre ideologiche che hanno come unico obiettivo la sopravvivenza ed il rafforzamento di un potere sempre più marcio.

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