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"Basta ai giovani contestatori staccarsi dalla cultura, ed eccoli optare per l’azione e l’utilitarismo, rassegnarsi alla situazione in cui il sistema si ingegna ad integrarli. Questa è la radice del problema: usano contro il neocapitalismo armi che in realtà portano il suo marchio di fabbrica, e sono quindi destinate soltanto a rafforzare il suo dominio. Essi credono di spezzare il cerchio, e invece non fanno altro che rinsaldarlo."-
Pier Paolo Pasolini

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"In Sicilia, per quanto uno sia intelligente e lavoratore, non è detto che faccia carriera, non è detto neppure che ce la faccia a vivere. La Sicilia ha fatto del clientelismo una regola di vita. Difficile in questo quadro, far emergere pure e semplici capacità professionali. Quel che conta è l'amico o la conoscenza per ottenere una spintarella. E' la mafia, che esprime sempre l'esasperazione dei valori siciliani, finisce per fare apparire come un favore quello che è il diritto di ogni cittadino".
-Tratto da Cose di Cosa nostra di Giovanni Falcone e Marcelle Padovani-

"Non vi è dubbio che la televisione sia autoritaria e repressiva come mai nessun mezzo di informazione al mondo. Il giornale fascista e le scritte su cascinali di slogans mussoliniani fanno ridere. Il fascismo, voglio ripeterlo,non è stato sostanzialmente in grado nemmeno di scalfire l'anima del popolo italiano: il nuovo fascismo, attraverso i nuovi mezzi di comunicazione e d'informazione, non solo l'ha scalfita, ma l'ha lacerata, violata, bruttata per sempre".- Pier Paolo Pasolini

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25 marzo 2008

RIFIUTI E INNOVAZIONE

Credo che l’emergenza rifiuti in Campania possa avere anche un risvolto positivo: azzerare l’attuale classe dirigente presente nella regione. Come previsto sono calati i riflettori dei media sulla crisi campana, non perché la situazione si è normalizzata, ma semplicemente per ragioni di “mercato”. Fare correttamente informazione su ciò che da più di 20 anni tormenta la regione Campania è controproduttivo in termini economici: calano i turisti,  e diminuisce l’export dei prodotti campani. In questi anni la crisi dei rifiuti è stata affrontata (“in teoria”) dalla politica, utilizzando metodi e strumenti incompatibili con lo stato emergenziale. Far realizzare 7 impianti di Cdr e farli entrare in produzione senza che vi sia un impianto di chiusura del ciclo, cioè di termodistruzione o termovalorizzazione, vuol dire accumulare ecoballe. Ad oggi sono 7 milioni quelle presenti sul territorio campano. La possibilità di cambiamento dell’attuale gestione del potere in Campania  passa inevitabilmente dalla ricerca di nuove soluzioni per l’emergenza rifiuti. Per quanto riguarda il ciclo di smaltimento, fino ad oggi non si è fatto altro che parlare di termovalorizzatori come panacea della crisi campana.

Tranne i pochi ambientalisti rimasti in circolazione in Campania, prontamente oscurati dall’informazione controllata dal potere, nessun altro parla di un’alternativa/integrazione agli inceneritori: il TMB, ossia il trattamento meccanico – biologico, che consente il trattamento a freddo dei rifiuti indifferenziati. Speriamo che qualcuno se ne occupi.

Per quanto riguarda poi la differenziazione a monte dei rifiuti, per facilitare la raccolta i comuni potrebbero incentivare l’acquisto dei compattatori domestici di rifiuti. Al nord Italia ci sono dei comuni che li hanno acquistati a proprie spese e poi distribuiti alla popolazione. Sono ben conscio che a Napoli il comune non potrebbe, per ragioni di bilancio, accollarsi in toto la spesa, ma quanto meno potrebbe incentivare l’acquisto prevedendo una riduzione della TARSU del 40-50% per chi ha acquistato un compattatore.

Anche rispetto ai bidoni per l’immondizia si potrebbe innovare, sostituendo i vecchi ed inutili c.d cassonetti, con bidoni dotati di pannelli solari che azionano un compattatore. Un bidone tradizionale può contenere 120 litri di rifiuti; un bidone dotato di compattatore ne può contenere 1300. Il comune di Cisliano (MI), sull’esempio di Chicago, li ha già adottati per la raccolta dei rifiuti solidi urbani. 


In Campania si può cambiare, basta la volontà politica di farlo. Chissà…

Link utili:

10 marzo 2008

VERGOGNARSI DI ESSERE ITALIANO

Le oscenità politiche e mediatiche, che quotidianamente ci alterano la psiche, stanno lentamente logorando il già quasi inesistente senso di appartenenza allo Stato. Ormai  gran parte degli italiani non sente il bisogno di indignarsi,  vive rassegnatamente l’individualismo  che caratterizza la società del nostro tempo. La mancanza di senso civico svuota di significato il termine “cittadino”, rendedolo privo di qualsiasi risvolto pratico. Il cittadino italiano ha diritto alla salute. A noi campani tale diritto è stato sospeso. Vogliamo vivere, chiediamo troppo? Restare inermi di fronte ad una violenza meschina come l’avvelenamento dei territori campani, significa essere corresponsabili di un lento, ma ben visibile, omicidio di massa. Provo vergogna a definirmi italiano, e come me tutti i campani che si sentono lasciati soli, senza speranze e senza futuro. Si parla spesso di concorso di colpe quasi come se ciò potesse giustificare lo scempio dello sversamento illegale dei rifiuti tossici nelle fertili campagne campane. Non votare è l’unica forma di protesta  valida. La parola deve cedere il passo ai fatti. Che stiano attenti i politicanti… nel pentolone campano bolle una minestra avvelenata.

Consiglio vivamente la visione del documentario Biutiful Cauntri.



3 marzo 2008

IL TERMODISTRUTTORE DI ACERRA

L’emergenza rifiuti in Campania è giunta all’epilogo. Un epilogo tragico che segnèrà nel tempo i cittadini campani. Sette milioni di ecoballe giacciono sul suolo campano in attesa del completamento dell’impianto di termodistruzione di Acerra. Avete letto bene, termodistruzione e non più termovalorizzazione. Cambiando una parola il governo probabilmente contribuirà all’avvelenamento di diversi milioni di cittadini. Con il decreto “Milleproroghe” l’impianto in fase di costruzione ad Acerra è stato declassato da termovalorizzatore a termodistruttore. Finisce così anche la balla della convenienza in termini di produzione di energia elettrica. Per anni hanno sbandierato la bugia della termovalorizzazione come soluzione conveniente e sicura per lo smaltimento dei rifiuti urbani. Una parola basta ad ingannare i cittadini. Del resto c’è il precedente illustre dei famosi Cip6.  Le ecoballe prodotte dagli impianti di CDR campani non potevano essere termovalorizzate a causa del mancato rispetto delle norme relative alla produzione del cdr. Inoltre circa tre mesi fa fu fatto un test di termovalorizzazione nell’impianto di Terni, e l’esito fu allarmante. Le ecoballe contenevano sostanze non specificate (qualcuno ha parlato di sostanze radioattive) che causarono il blocco dell’impianto e il successivo sequestro dello stesso da parte della magistratura. Un impianto di termovalorizzazione deve bruciare a ciclo continuo il combustibile da rifiuto ad una temperatura superiore ai 900°(producendo nanoparticelle) , altrimenti nell’aria si disperdono notevoli quantità di diossina. Facendo un semplicissimo esercizio logico, risulta scontato che le ecoballe campane, se termodistrutte, disperderanno nell’aria diossina. Tutto ciò non interessa al defunto governo Prodi, anzi sembra che avvelenare un’intera regione sia diventato obbligo.

P.S.
Oggi sono morti altri 4 operai. Il Governo, piuttosto che firmare decreti come il “Milleproroghe”, firmi  il decreto di attuazione relativo alla legge sulla sicurezza sul lavoro.

E' online su Arcoiris Tv l'intervista che ho realizzato ad Alessandro Iacuelli, autore del libro Le vie infinite dei rifiuti.


Domenica 9 marzo alle 21.30 su Rai 3 Report si occuperà dei rifiuti tossici in Campania.

Vi consiglio inoltre la visione del documentario sui rifiuti tossici in Campania Biutiful Cauntri

Sull'emergenza rifiuti:

24 febbraio 2008

MUNNEZZA DAY: LA STAGIONE NAPOLETANA

Ieri Napoli ha mostrato a tutto il mondo che la città ce la può fare ad uscire dall’emergenza rifiuti, c’è la voglia e la coscienza civile per farlo. Il giorno del rifiuto organizzato dai Meetup di Napoli è stato un evento che è andato oltre alla classica manifestazione di protesta. Grazie alla partecipazione di esperti della gestione dei rifiuti, di professori universitari, scrittori, volontari e cittadini, la protesta ha lasciato il passo al ragionamento, caratterizzando per costruttività e volontà di cambiamento la kermesse napoletana. Posso dire con certezza che ieri è iniziata la stagione napoletana. Ci sono tutte le premesse per una stagione di rinascita, di sperimentazione, di ricerca, di elevato senso civico. L’emergenza rifiuti ha un aspetto positivo (no, non sono pazzo!!!),  che è quello di poter segnare la fine di un sistema basato sulla politica connivente con la criminalità organizzata, una politica che si porterà migliaia di campani sulla coscienza, e che è giunta l’ora che si vergogni e lasci il posto a chi lo merita. Io, sinceramente, penso che oltre alla vergogna, che difficilmente proveranno i criminali politici campani, siano necessarie le manette. So che probabilmente ci sarà qualcuno che mi definirà giustizialista, ormai chi chiede giustizia viene definito così… Noi cittadini campani, pur volendo, non possiamo più accettare compromessi sul nostro presente e sul nostro futuro. Abbiamo dato già troppo, sicuramente non ci meritiamo quello che stiamo patendo per l’irresponsabilità criminale di un’intera classe politica.  La stagione napoletana di rinascita si scontra però con una realtà ben diversa da quella che sogniamo, una realtà fatta di continue e atroci menzogne, promesse e volta faccia, sospensione dei diritti fondamentali alla salute e all’ambiente. E’ giunta l’ora che la gente onesta faccia valere i propri diritti e dia voce anche a chi non ha il coraggio di riscattarsi. Questa non è una battaglia partigiana, nessuno può esimersi dal combatterla, è in gioco la nostra vita e quella delle generazioni future. L’informazione sta anestetizzando le coscienze, e non so sinceramente quale vantaggio possa avere in cambio di questa scelta criminale. Cosa deve succedere più di quanto sta accadendo, prima che i giornalisti facciano il loro mestiere? Vale più la carriera professionale del diritto alla salute? Totò diceva che la morte è una livella, ma questa specie di uomini, giornalisti e politici, credono di vivere sulla luna, si sentono immuni dalle conseguenze disastrose dello smaltimento illegale dei rifiuti tossici e dalla cattiva gestione del ciclo integrato dei rifiuti urbani.

Ora tocca a noi provare a sconfiggere questa piovra tentacolare  che è la politica campana, l’antipolitica non è niente altro che voglia di contare. 

A giorni pubblicherò l’intervista che ho fatto per Arcoiris Tv ad Alessandro Iacuelli, autore del libro Le vie infinite dei rifiuti, un’inchiesta giornalistica sullo smaltimento illegale dei rifiuti speciali in Campania.

www.arcoiris.tv

11 gennaio 2008

I TUMORI IN CAMPANIA

In questi giorni di clamore mediatico riguardante la crisi dei rifiuti in Campania, molti giornalisti che per lungo tempo hanno ignorato le vicende campane, stanno affrontando il problema in modo alquanto superficiale, dando molto rilievo all’aspetto più evidente di questa triste e agghiacciante vicenda: i cumuli di spazzatura nelle strade. C’è un aspetto di questa catastrofe però che non gode della stessa risonanza mediatica, anche se per il tasso di pericolosità dovrebbe richiamare l’attenzione non solo della stampa, ma al tempo stesso di tutte le istituzioni, nazionali e locali: i rifiuti tossici speciali interrati in discariche abusive e non. A seguito dello studio dell’ Organizzazione Mondiale della Sanità che ha visto la partecipazione dell’Istituto superiore della sanità, Arpa Campania, Osservatorio epidemiologico regionale e registro campano delle malformazioni congenite, si è avuta la certificazione da parte dei suddetti organismi, di un’opinione diffusissima nella popolazione campana, riguardante il vertiginoso aumento dei tumori. Riporto di seguito le mappe riguardanti le statistiche sui tumori nelle diverse zone della Campania, entrambe tratte dallo studio sulla mortalità in Campania negli anni 1982-2001 reperibile sul sito della Regione Campania.


Distribuzione degli SMR in Campania negli anni 1998-2001 per alcune cause di morte secondo il distretto di residenza – UOMINI

Distribuzione degli SMR in Campania negli anni 1998-2001 per alcune cause di morte secondo il distretto di residenza – DONNE


Tratto dalla Studio sulla Mortalità in Campania negli anni 1982 - 2001

mortalità per tumori: Nel periodo 1998-2001 il numero medio annuale di decessi per malattie neoplastiche in regione Campania è pari a 11.975 di cui 11.530 morti dovute a tumori maligni (6.926 negli uomini, 4.604 nelle donne). L’analisi dell’andamento nel ventennio 1982-2001 dei tassi standardizzati per età evidenzia (vedi Figura 1) un andamento simile della mortalità per tumore maligno nei due sessi: il trend è nettamente crescente fino ai primi anni ‘90, poi comincia a flettere con un decremento più vistoso nelle donne per cui, alla fine del ventennio considerato, il tasso standardizzato raggiunge il valore di 125,5, molto prossimo a quello del quadriennio 1982-1985 da cui è iniziata l’osservazione. Nei maschi, invece, la flessione è minore ed il valore osservato nell’ultimo quadriennio è comunque più alto di quello iniziale. L’osservazione dei grafici della Tabella 4 dimostra che la mortalità per neoplasie maligne nella provincia di Napoli, in cui si registrano i valori più elevati, ha un andamento, in ambo i sessi, molto simile a quello regionale; la provincia di Caserta supera i dati regionali dall’inizio del ‘90, con trend in diminuzione solo nell’ultimo quadriennio; Avellino ha trend in netta diminuzione nel sesso femminile. Osservando la Figura 2 ed analizzando in Tabella 4 il rapporto standardizzato di mortalità per patologia neoplastica nel quadriennio 1998-2001, verifichiamo anche che i valori di SMR più bassi si riscontrano nella provincia di Avellino (80,4 negli uomini; 77,1 nelle donne) ed in particolare nell’ASL di Avellino1 (76,2 negli uomini; 74,5 nelle donne). Tuttavia anche l’Asl di Salerno3 presenta bassi valori di SMR (76,2 negli uomini; 78,5 nelle donne). Il distretto sanitario 105-Buccino ha in assoluto ed in entrambi i sessi il valore di SMR più basso con limiti fiduciali statisticamente significativi. Il rischio più alto si riscontra, invece, nella provincia di Napoli e nelle ASL Napoli1 per le donne (118) e Napoli3 per gli uomini (123,7).
Proprio alla Napoli3 appartiene il distretto 67-Afragola con il valore di SMR più alto in assoluto del sesso maschile (142), mentre per il sesso femminile il rapporto standardizzato più alto (124,8) si registra nel distretto 84-Torre Annunziata dell’ASL Napoli5. Dalla Tabella 3 e dalla Figura 1, ricaviamo quali localizzazioni dei tumori maligni sono più frequentemente causa di morte, quale è l’andamento temporale di queste patologie e quali sono le aree geografiche più a rischio. Negli uomini è il tumore maligno del polmone a causare più morti (2.227 l’anno, 32,1% della mortalità tumorale) e a presentare alto tasso di anni potenziali di vita persi (6,5); il trend diminuisce dagli anni ‘90, i tassi standardizzati diretti più alti dell’ultimo quadriennio sono registrati nelle province di Napoli (94,5) e di Caserta (84,8), i valori di SMR più critici appartengono all’ASL Napoli3 (128,9) ed al distretto 67-Afragola che ad essa appartiene (165,4). Seconda causa di mortalità neoplastica nei maschi è il tumore del fegato con 690 decessi annui (10%) e tasso di YPLL pari a 2; il trend regionale di questa neoplasia è piuttosto stabile dagli anni ‘90 ed il valore del tasso standardizzato raggiunto negli anni 1998-2001 è 25,2. Negli stessi anni, a Napoli e provincia il tasso è 31,2; l’ASL con il rapporto standardizzato più alto (191,1) è la Napoli3 dove ci sono i distretti con SMR maggiore (253,6 nel distretto 68-Caivano e 234,4 nel distretto 65-Arzano). Anche il tumore maligno della prostata e quello della vescica causano un numero considerevole di morti tra gli uomini campani (con una media annuale di decessi pari a 504 per la prostata e 427 per la vescica) ma il tasso di YPLL è basso (rispettivamente 0,4 e 0,7) perché queste neoplasie sono appannaggio di età più avanzate. In particolare, poi, il trend del tumore della prostata, positivo fino al 1994-1997, presenta una flessione nell’ultimo quadriennio. Nel caso del tumore della vescica, la provincia di Napoli e le ASL Napoli1 e Napoli2 presentano, nel periodo 1998-2001, tassi standardizzati superiori alla media regionale: rispettivamente 18, 19,9 e 19,5 contro un tasso regionale di 15,5. E’, infine, necessario considerare i tumori del canale digerente più responsabili di morte.  Il tumore dello stomaco è causa di un numero medio annuale di decessi pari a 432 (6,2%), ha un tasso di YPLL di 1,3, per cui determina morti in età non elevata, presenta trend regionale e provinciale negativo. Caserta ha i valori di tasso standardizzato costantemente superiori a quelli regionali, netto è il decremento per la provincia di Benevento (da 23,6 a 13,7, -42%) che all’inizio del ventennio presentava il tasso più alto. I valori di SMR più notevoli si riscontrano nelle ASL di Caserta1 e Caserta2 (138,2 e 132,6) e nel distretto 35-Gricignano di Aversa (211,9). Le neoplasie maligne del colon, del retto e del canale intestinale non specificato sono responsabili rispettivamente di 358, 173 e 147 casi, per un totale di 678 morti. Il tumore del colon, in particolare, presenta un trend positivo in ogni provincia e specialmente a Benevento dove si osservano, nell’ultimo quadriennio, i tassi più alti (14,4), superiori ai regionali (13,1). Il rapporto standardizzato statisticamente significativo più alto è nella Napoli1 (127,4), quello distrettuale più vistoso si osserva nel distretto 55- Bacoli (179,2). Il trend del tumore del retto è, invece, stabile dal 1982. Per i tumori del canale intestinale va osservato che essi sono generalmente localizzazioni maldefinite del tumore del colon. Nelle donne il tumore che è maggiormente responsabile di decessi e di perdita di anni potenziali di vita è quello della mammella, con 790 morti (17,2% dei tumori maligni nelle femmine) e 3,1 di YPLL. Il trend regionale di questa malattia è in calo dal 1990, la mortalità provinciale più alta si registra a Napoli, anche se nell’ultimo quadriennio lo scostamento dal valore regionale si attenua; le province di Caserta e di Benevento, in controtendenza col dato regionale, presentano andamento in ascesa dagli anni ‘90. Nella provincia di Napoli e nell’ASL Napoli1 c’è il rischio più alto (SMR pari a 110,2 e 124,5); il valore distrettuale di SMR significativo più alto si riscontra nel distretto 86-Pompei (161,8). Le altre neoplasie che nel sesso femminile meritano particolare attenzione sono il tumore del fegato (405 morti, 8,8%), quello del polmone (392 morti, 8,5%), del colon (339 morti, 7,4%) e dell’utero (245 morti, 5,3%). Il tumore del fegato, con tasso standardizzato del YPLL di 0,7, presenta un trend regionale in calo dal 1990; la mortalità provinciale più alta per tutto il periodo è quella di Napoli (125,8) e nell’ASL Napoli3 si riscontra il valore più alto di SMR (147,1). Il distretto a più alto rischio per il valore del rapporto standardizzato (239,1) appartiene alla Napoli4 ed è il 74-Roccarainola. Di grande interesse è l’andamento del tumore del polmone nel sesso femminile: questa neoplasia, che con 392 morti determina l’8,5% della mortalità tumorale nelle donne, in un’età non troppo avanzata (tasso di YPLL 1,1), ha trend regionale nettamente positivo (l’incremento nel periodo considerato è stato del 42%) che è ancora più considerevole nella provincia di Napoli (+52,7%). Solo Caserta ed Avellino, con le rispettive province, manifestano tendenza al calo dagli anni ‘90. Gli SMR più alti si osservano nella ASL Napoli1 (161,9) e nei distretti 72- Casalnuovo (199,6) e 55-Bacoli (199,1). Il tumore del colon, anche nel sesso femminile, ha in Campania andamento in crescita, e questo trend è presentato da tutte le province, con valori del tasso standardizzato nell’ultimo quadriennio più alti della media regionale per le province di Benevento, Napoli e, soprattutto, di Caserta. I valori di SMR più elevati e statisticamente significativi si riscontrano nell’ASL Napoli1 (128,4), nell’ASL Caserta1 (121,2) e nel distretto sanitario 25 che corrisponde alla città di Caserta (143,6). Per quanto riguarda i tumori dell’utero, si può evidenziarne il trend in decremento in tutte le province e sottolineare che i valori di SMR più alti di 100 non hanno significatività statistica, tranne che per i distretti 33 di Marcianise (178,7) e 90 di Gragnano (187,2).

SMR
esprime il rapporto tra il numero di morti osservato in una popolazione ed il numero di morti atteso nella stessa popolazione se su questa agissero gli stessi tassi di mortalità specifici per alcune variabili di confondimento (vedi tasso standardizzato) che agiscono su di una popolazione assunta come riferimento.
In questo lavoro l’SMR è stato calcolato standardizzando per età, utilizzando i tassi di mortalità specifici per sesso ed età della Campania. L’SMR esprime, in percentuale, l’eccesso o il difetto di mortalità, esistente tra l’ASL/distretto in oggetto e la Regione al netto delle influenze esercitate dalla diversa composizione per età delle due popolazioni.

Per i riferimenti alle tabelle e alle figure consultare lo studio sulla mortalità in Campania negli anni 1982 – 2001 su:
http://resources.regione.campania.it/slide/files/Assessori/sanita/OER/file_3663_GNR.pdf



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permalink | inviato da parteattiva il 11/1/2008 alle 20:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa

1 novembre 2007

S.O.S. INFORMAZIONE CERCASI

L’informazione in Italia svolge così egregiamente la sua funzione di manipolatrice delle coscienze dei cittadini,  a tal punto da avere la forza di far dimenticare le emergenze nazionali come la mafia o i rifiuti.  Meglio subissare le menti atrofizzate di gran parte degli italiani con aggiornamenti sulla vicenda di Cogne, che sensibilizzare l’opinione pubblica sui problemi che la riguardano direttamente. Nel deserto dell’ informazione crescono specie protette di politici e amministratori che devono essere preservate dal confronto con i cittadini. Chi meglio degli organi di informazione può assolvere questo nobile compito? Gli operatori turistici della Campania hanno espresso le loro rimostranze nei confronti di una certa informazione, che  a loro direi ignora le conseguenze negative (mancati guadagni) della continua campagna informativa riguardante l’emergenza rifiuti. A questo punto i mass media, da perfetti cani da riporto del potere, celermente hanno provveduto a spegnere i riflettori sulla Campania e sui suoi tumori tossici. L’inceneritore di Acerra non è ancora ultimato, sono troppe le disavventure giudiziarie che stanno ostacolando la realizzazione dell’opera Bassoliniana. La raccolta differenziata è ferma al 5 %, ed è così lampante la scarsa importanza che viene data a questa forma di acculturamento sociale, che a Napoli per trovare un cassonetto per la raccolta della plastica bisogna cercarlo su Google Maps, alla voce Napoli!!! Forse i politici campani stanno affrontando il problema secolare del sovraffollamento di Napoli e dintorni con una campagna di morte a base di rifiuti tossici, con la camorra a fare il lavoro sporco e lucroso della semina della morte. Ci vorrebbero decenni per bonificare il territorio campano, ma la bonifica costa troppo, ci vogliono troppe risorse che inevitabilmente andrebbero ad intaccare il budget clientelare. Meglio la morte (degli altri) che rischiare di perdere le elezioni. La bonifica non s’ha da fare!!! Puntare sulla raccolta differenziata non è conveniente a breve termine, è preferibile spalmare nel tempo anche  questo lento omicidio di massa, al pari del debito regionale. La raccolta differenziata non s’ha da fare!!! C’è chi come la camorra <trasforma> i rifiuti in oro e morte, e chi come il Comune di Peccioli in Toscana utilizza i rifiuti per offrire sviluppo e servizi alla propria comunità. Gli abitanti di Peccioli i rifiuti li vogliono non li subiscono. Attraverso una società mista, La Belvedere di cui il comune è proprietario all’ 85% e il restante 15%  invece è di piccoli risparmiatori residenti nel comune, i guadagni derivanti dalla gestione della discarica (fatturato di 18 milioni di euro l’anno) vengono impiegati per realizzare strutture pubbliche, offrire servizi e infine ridistribuiti agli azionisti mediante lauti dividendi. Quella di Peccioli è una discarica non un inceneritore. E lì i controlli funzionano. A Napoli ci sono centinaia di dipendenti dell’Asia, l’azienda che gestisce la raccolta dei rifiuti, che probabilmente (per evitare querele)  non lavorano. Perché non si procede con la raccolta differenziata porta a porta, in modo da impiegare anche questi disoccupati impiegati? Ma fa così schifo vivere in modo decente? Ci dobbiamo rassegnare ad una città sporca e  piena di rifiuti?




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24 giugno 2007

ILLUSIONI OTTICHE...

Credo sia capitato anche a voi di ascoltare i politici in televisione e provare un senso di rabbia misto a disgusto. Come mai negli altri paese occidentali quando un politico sbaglia, deve tornarsene a casa? Sarà forse colpa di questo garantismo all’italiana che per avere giustizia si deve aspettare la morte?  L’amianto, la diossina,  i rifiuti tossici, non esistono!!! Sono invenzioni che usa chi vuole screditare la politica e gli industriali. La “monnezza” nelle strade? Installazioni artistiche!!! Cari politici perché non usate 1/5 del tempo che dedicate a sistemare i vostri amici, per risolvere i problemi dei vostri datori di lavoro?
Ci sarà un motivo perché l’unica regione dove si conferma il centrosinistra è la Campania? Eppure non mi sembra che le cose vadano bene, dalla sanità ai rifiuti. Sarà forse perché c’è un clientelismo capillare, e la competizione elettorale è falsata dall’assenza di avversari. Intanto Bassolino e la Iervolino sono stati inseriti tra i 45 saggi che fanno parte del comitato del partito democratico!!!


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19 giugno 2007

L'ANTIPOLITICA CAMPANA

Il dramma dei rifiuti in Campania non può essere trattato dal governo centrale come un problema locale, perché non si tratta solo di trovare una soluzione logistica allo smaltimento delle migliaia di tonnellate di rifiuti che ciclicamente invadono le strade della Campania. L’aspetto più importante di questa triste vicenda è tutelare il diritto alla salute dei cittadini, troppe volte oscurato da strategie di conservazione del potere. Alle manchevolezze della politica campana, il governo ha il dovere di sopperire con azioni concrete, anche se osteggiate dalla popolazione locale. In Campania la sinistra è al potere non solo per propri meriti, che pur volendo essere magnanimo trovo difficoltà ad individuare, ma soprattutto perché non c’è nessun avversario politico in grado di ostacolarla. Il centro destra campano rasenta il ridicolo, è in grado solo di contestare senza offrire una valida alternativa. E’ acclarato che la regione Campania è sommersa da rifiuti tossici ( una tonnellata per ogni abitante), sappiamo anche chi è il colpevole di tutto ciò, ma nessun politico si prodiga per cercare di bonificare gli sversatoi  della morte. Può sembrare banale, ma perché la Regione non istituisce un ufficio dove poter segnalare, in forma anonima, i luoghi dove sono presenti i rifiuti tossici? Consiglieri e assessori, amministratori e uomini di partito, vivono o no in questa regione dove i tumori sono diventati un’epidemia? La politica è trovare soluzioni, innovare, ascoltare la gente, tradurre in atti concreti le idee. In altri termini il rapporto politico-cittadino, deve essere come quello medico-paziente. Ma evidentemente queste persone sono più interessate a preservare le proprie clientele per continuare a regnare indisturbati senza curarsi dei disastri che li circonda. E intanto di questo passo la nostra terra andrà distrutta per sempre. 6 milioni di ecoballe giacciono tra Napoli e Caserta, prevedibilmente la camorra proseguirà nella sua opera di sversamento e intanto l’unico inceneritore di Acerra partirà, forse, ad ottobre; di raccolta differenziata neanche a parlarne, né tantomeno si accenna a predisporre un serio piano di bonifica generale del territorio, quantunque di questo passo si arriverà ad inquinare le falde acquifere e l’intero ciclo biologico - alimentare. E’ ricominciata pure la faida di Secondigliano. A Napoli si continua a sparare ovunque, anche davanti alle chiese. Il degrado è dappertutto. Gran parte della gente sembra quasi piegata ad una rassegnata indifferenza. Ma Bassolino è troppo impegnato a farsi ristrutturare gli uffici, a rilasciare interviste, a pagare i dipendenti dei consorzi della nettezza per non fare un cazzo e a finanziare i suoi amiconi.  Dove ci porterà questo modo di fare politica? La gente è stanca di parole al vento, ora devono parlare i fatti. E’ giunto il momento di voltare pagina, perché fra non molto sarà troppo tardi…


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permalink | inviato da parteattiva il 19/6/2007 alle 11:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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