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Parteattiva by Antonio Bruno is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.

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AUTORE

  • ANTONIO BRUNO

DAI UN'OCCHIATA A...:


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Antonio Bruno

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" GLI UOMINI PASSANO, LE IDEE RESTANO. RESTANO LE LORO TENSIONI MORALI E CONTINUERANNO A CAMMINARE SULLE GAMBE DI ALTRI UOMINI"

"Basta ai giovani contestatori staccarsi dalla cultura, ed eccoli optare per l’azione e l’utilitarismo, rassegnarsi alla situazione in cui il sistema si ingegna ad integrarli. Questa è la radice del problema: usano contro il neocapitalismo armi che in realtà portano il suo marchio di fabbrica, e sono quindi destinate soltanto a rafforzare il suo dominio. Essi credono di spezzare il cerchio, e invece non fanno altro che rinsaldarlo."-
Pier Paolo Pasolini

Libri Consigliati
Il Crepuscolo degli idoli  di F. Nietzsche
L'unico e la sua proprietà di M. Stirner
Cose di Cosa nostra di Giovanni Falcone e M. Padovani
Poteri forti di Ferruccio Pinotti
La Israel lobby e la politica estera americana di J.J. Mearsheimer e Stephen M. Walt
L'Anticristo di F. Nietzsche
Fratelli d'Italia di Ferruccio Pinotti
Roghi Fatui di Adriano Petta
Le vie infinite dei rifiuti di Alessandro Iacuelli
1984 di George Orwell
Una teoria della Giustizia di John Rawls

"Combattere e vincere 100 battaglie non è prova di suprema eccellenza, la suprema bravura consiste nel piegare la resistenza del nemico senza combattere" -Sun Tsu-



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"In Sicilia, per quanto uno sia intelligente e lavoratore, non è detto che faccia carriera, non è detto neppure che ce la faccia a vivere. La Sicilia ha fatto del clientelismo una regola di vita. Difficile in questo quadro, far emergere pure e semplici capacità professionali. Quel che conta è l'amico o la conoscenza per ottenere una spintarella. E' la mafia, che esprime sempre l'esasperazione dei valori siciliani, finisce per fare apparire come un favore quello che è il diritto di ogni cittadino".
-Tratto da Cose di Cosa nostra di Giovanni Falcone e Marcelle Padovani-

"Non vi è dubbio che la televisione sia autoritaria e repressiva come mai nessun mezzo di informazione al mondo. Il giornale fascista e le scritte su cascinali di slogans mussoliniani fanno ridere. Il fascismo, voglio ripeterlo,non è stato sostanzialmente in grado nemmeno di scalfire l'anima del popolo italiano: il nuovo fascismo, attraverso i nuovi mezzi di comunicazione e d'informazione, non solo l'ha scalfita, ma l'ha lacerata, violata, bruttata per sempre".- Pier Paolo Pasolini

PARCO NAZIONALE DEL CILENTO E VALLO DI DIANO

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15 agosto 2010

Congresso Provinciale GD Salerno

Il mio intervento al Congresso Provinciale dei Giovani Democratici di Salerno.

Legge elettorale, fisco e giustizia.

20 giugno 2010



19 aprile 2010

Partito Democratico: tra forma e sostanza

Negli ultimi mesi dirigenti e rappresentanti del Partito democratico hanno discusso di congresso, partito “leggero” o “pesante”, candidature, primarie, elezioni. Tra formule organizzative e interpretazioni varie dell’avanzata della Lega e di Berlusconi (guai a chiamarla sconfitta del Pd), la Politica tra i democratici stenta ad affermarsi come momento prioritario. Da più parti è stato auspicato un confronto su temi come il profilo politico del Pd, l’offerta politica – intesa come capacità di astrarsi dalla dinamica berlusconiana per proporre soluzioni per il Paese durature e non contingenti -, la ridefinizione dei confini politici del partito attraverso contenuti politici e programmatici.

Solo buoni propositi, ma nella realtà si preferisce parlare del contenitore e non dei contenuti. Individuare le priorità per l’Italia, elaborare in maniera chiara proposte e modalità di realizzazione delle stesse, potrebbe portare ad una selezione naturale degli alleati, evitando fraintendimenti, rotture mediatiche e cartelli elettorali. Governabilità: è da questo punto che bisogna partire per ricostruire un normale quadro politico, aperto al protagonismo anche di altre forze che condividono lo spirito della “democrazia governante”. Bisogna uscire dalla precarietà e dall’incertezza dell’attuale situazione politica, e ciò serve al Pd e all’Italia.

Stritolato dalla sua tendenza conservatrice, il Pd vive un momento difficile. Sperare nell’implosione del Pdl, quasi rassegnati ai limiti della propria azione politica, è sintomo di una crisi di idee e di strategia politica più profonda della superficiale litigiosità che fino ad oggi ha caratterizzato i democratici. I metodi e le scelte politiche fatte negli ultimi 15 anni non suscitano più interesse nei cittadini, hanno esaurito il loro potenziale. Era prevedibile, prima o poi i nodi vengono al pettine.

Nell’ultimo decennio in Italia ci sono state trasformazioni sociali e culturali che, di fatto, hanno reso inadeguata la strategia politica messa in atto dal Pd. Le pratiche di pura gestione del potere non garantiscono più risultati elettorali e politici. Il voto è divenuto sempre più mobile, soggetto ai condizionamenti sensazionalistici e mediatici. Nella dinamica berlusconiana l’ideologia ha ceduto il passo al “fare/apparire”, la programmazione politica è stata sostituita dai sondaggi.

Purtroppo anche il Pd è andato a ruota, avallando di fatto una concezione della politica fondata sulla prassi e sul leaderismo. Non c’è futuro per un partito senza un quadro teorico di riferimento, a meno che la tentazione plebiscitaria, presente nel Pd, non faccia da pendant al deserto ideologico. Un simile percorso sarebbe davvero autolesionista. Così come lo è stato allearsi con Antonio Di Pietro, “attore protagonista” della strategia berlusconiana basata sulla polarizzazione dello scontro. Stucchevole è stata la querelle sull’autosufficienza o meno del Pd. Sarebbe il caso di parlare dell’autosufficienza o meno della dirigenza a delineare percorsi politici di ampio respiro.

Bisogna rimettere in moto l’elaborazione politica e culturale con una competizione sui contenuti e non sulle tessere (reali?), per vincere le elezioni e non solo i congressi. Correnti di pensiero, e non eserciti per faide tra leaders. Né la selezione della classe dirigente basata sull’anagrafe né il rinnovamento autopoietico consentiranno al Pd di superare la crisi attuale. Credo che sia necessario individuare la sostanza del partito e rimettere eventualmente in discussione – se necessario – il progetto democratico, per ridefinire il quadro politico del centrosinistra, recuperando la tradizione riformista. Altrimenti il Pd continuerà ad essere minoranza nel Paese.

Articolo pubblicato su FrontPage


                                                                                                                            Antonio Bruno

2 marzo 2010

Circolo Giovani Democratici "B. Craxi"- Vallo della Lucania

Il giorno 1 marzo 2010 presso la sede del Partito Democratico di Vallo della Lucania è stato costituito il circolo dei Giovani Democratici “B. Craxi” di Vallo della Lucania. Nella prima fase di tesseramento si è registrata l’adesione di 20 giovani di età inferiore ai 29 anni. Animati da spirito propositivo, i Giovani Democratici di Vallo della Lucania metteranno a disposizione della propria comunità il loro impegno e la loro passione, fiduciosi di poter contribuire alla crescita politica e sociale del Comprensorio Vallese. Convinti che la partecipazione e la responsabilizzazione della generazione under 30 possa ridurre la diffidenza verso la Politica, i giovani democratici del circolo “B. Craxi” di Vallo della Lucania, si auspicano una partecipazione sempre più numerosa.

Comunica Stampa
Circolo Giovani Democratici "B. Craxi" - Vallo della Lucania
Facebook: Giovani Democratici Vallo


22 ottobre 2009

Consiglio Comunale di Vallo della Lucania

Seduta del Consiglio Comunale di Vallo della Lucania del 19-10-2009. La ripresa audiovisiva è un'iniziativa del Partito Democratico di Vallo della Lucania.



Antonio Bruno: Responsabile Comunicazione PD Vallo della Lucania

12 aprile 2009

UN'IDEA RIFORMISTA PER LO SVILUPPO DEL CILENTO

16 gennaio 2009

CILENTO, E' ORA DI RIFLETTERE

La vicenda dell’A.s.l. Sa 3 conferma l’opinione che mi sono fatto della politica cilentana nel corso di questi anni:  naviga a vista senza una meta.

Inevitabilmente e,  ahimè, improduttivamente,  ogni discussione politica seria, al di là dell’oggetto di essa, finisce per essere un momento di sterile contrapposizione verbale sull’uomo e non sull’idea o l’azione.

Sarà forse dovuto all’inesperienza politica, intesa come assenza di una scuola di formazione politica, o a una precisa volontà della classe dirigente autoreferenziale, che il Cilento, ad oggi, non ha una prospettiva politica. Il guardare oltre alle questioni  interne dei “partiti”, l’ambizione a recitare un ruolo da protagonista, la volontà di differenziarsi dalla malapolitica campana e in generale italiana. Tutti questi elementi dovrebbero ispirare l’azione politica cilentana e, invece, apriamo gli occhi e vediamo solo puerili divisioni campanilistiche, l’affermarsi dell’idea della politica come interesse per fini personali, baronie,  e malessere.

Si, il malessere  che si respira nell’aria, l’insoddisfazione per la mancanza di vitalità, il venir meno giorno dopo giorno della speranza di un cambiamento possibile; questi sono sintomi di una  crisi che è molto più complessa e più pericolosa rispetto alle altre crisi, vere o presunte. Credo che la politica non sappia dare le giuste risposte a questo malessere. Non perché non è in grado (e lo dico per presunzione di non colpevolezza…), ma perché non ci prova. Forse il problema non è l’assenza di risposte adeguate, ma l’incapacità di porsi le domande. Ad esempio: cosa serve più ai cilentani, avere l’A.s.l. Sa 3 o avere un servizio sanitario di qualità?

La politica per me “europeo” dovrebbe essere soprattutto paideia, esempio, guida, non soltanto ricerca ossessiva del consenso. Gli americani lentamente tendono ad europeizzarsi mentre noi lentamente ci avviciniamo alla politica – marketing americana!!! Questioni di convenienza…

Quanto al cittadino, dovrebbe mettersi in guardia dai c.d. effetti di assimilazione, che si verificano ogniqualvolta egli percepisce le opinioni espresse nel messaggio politico come più prossime alle sue di quanto non lo sono nella realtà. Ciò è dovuto soprattutto allo scarso interesse del cittadino medio nei confronti della res publica e, all’inconsapevolezza del ruolo che invece può recitare nella società.  E’ più facile delegare. Questione di convenienza(?)…

Per quanto riguarda invece una pessima tendenza che si sta affermando anche nel nostro Cilento, ossia la legittimazione popolare come sanatoria di ogni male, ritengo che essa non può e non deve essere un alibi per i politici  inclini a portare avanti i loro interessi personali a discapito dell’interesse generale.

Sull’acquisizione del consenso si dovrebbe aprire una seria riflessione.  Per quanto tempo ancora si potrà andare avanti con la logica del do ut des? Cari amici cilentani sono anni ormai che stiamo dando senza ottenere nulla, anzi stiamo perdendo, non l’A.s.l, o qualche altro centro di potere, ma le risorse umane, le migliori menti. Guardatevi intorno, siamo sempre di meno, una decrescita demografica costante, comuni che in disprezzo del buon senso difendono campanilisticamente il loro “diritto a morire” pur di non unirsi e fare sistema. Parafrasando il titolo di un film e di un romanzo  di successo “No country for old man”, tristemente mi vien da dire: “Cilento – No country for young man”.

Ritornando alla paventata ipotesi di soppressione dell’A.s.l. Sa 3, sarebbe stato molto più facile per me presentare la vicenda offrendo al lettore soltanto gli argomenti a sostegno della posizione prevalente nel Cilento, ossia la ritorsione politica, l’ingiustificata avidità salernitana.

Invece ho tentato di porre all’attenzione del lettore entrambi i lati della vicenda: la ritorsione politica e la cattiva gestione (a  mio avviso) non tanto economica ma politica dell’A.s.l Sa 3.

Discutiamo nel merito della questione, proponiamo soluzioni possibili. Ve ne sarete resi conto tutti della debolezza dei politici nel Cilento, sono in difficoltà e cercano aiuto e consenso. Che vigliaccheria, quando le cose vanno apparentemente bene fanno a meno di chiedere la partecipazione dei cittadini, quando invece non sono in grado di risolvere i problemi tentano di usarci come pedine del loro scacchiere.

Prossimamente riporterò, se autorizzato, alcune riflessioni sull’A.s.l. Sa 3 che mi sono state inviate.

6 gennaio 2009

ASL SA 3: AI "PAZIENTI" L'ULTIMA PAROLA

Riporto di seguito i video dell’Assemblea Cittadina che si è tenuta a Vallo della Lucania il 3 gennaio 2009 dal tema: “Salviamo la sanità e l’autonomia del Cilento e Vallo di Diano”. Come molti di voi già sapranno la Regione Campania ha varato il piano di rientro dal disavanzo sanitario al fine di evitare il commissariamento della sanità campana da parte del Governo. Essendo una semplice presentazione mi limiterò a cartografare cursoriamente la questione. Il piano prevede una razionalizzazione della spesa che si traduce in tagli di posti letto e in una (probabile) diminuzione delle A.S.L. presenti  sul territorio regionale; la provincia di Salerno sembrerebbe ricevere il peggior trattamento tenuto conto che la diminuzione dovrebbe colpire due delle tre A.s.l. che gravitano nella provincia salernitana. Come dire, la coperta è troppo corta, da una parte bisogna tagliare. Volendo sorvolare sul fatto che soltanto la minaccia del commissariamento ha condotto la giunta campana a intaccare selettivamente i serbatoi elettorali dei vari dominus della regione e a porre un freno allo sperpero di denaro pubblico, la scelta di assegnare una sola A.S.L per provincia ha risvegliato nei cittadini campani, o meglio a una parte di essi, quell’interesse al servizio sanitario che per molti anni è stato latitante. Ma come stanno realmente le cose in merito all’A.s.l. Sa 3? Il think tank cilentano lamenta una grave perdita per il territorio, non si fida della gestione salernitana, teme una penalizzazione del territorio meno influente politicamente (il Cilento) a vantaggio di Salerno e hinterland. Soltanto qualche timido accenno all’utente, ossia al cittadino. Mistero.
Le cariche dirigenziali in questa tormentata vicenda sembrano contare più della qualità del servizio reso ai cittadini. Spaventa l’ipotesi dell’A.s.l. unica, ma si tace sulla gestione clientelare  della sanità posta in essere in questi anni. Un silenzio in realtà assordante, tant’è che lo scrivente legge nella nuova posizione del consiglio regionale e, di conseguenza, del Pd campano la volontà politica di ridefinire ruoli e posizioni. Nessuna censura sulla malasanità, oggi in Campania è in atto una faida politica e, more solito, a pagare saremo noi cittadini.
Dunque, una faida interessa l’area del Partito Democratico, partito che oggi gestisce l’A.s.l Sa 3, partito rappresentato in questo territorio dal vice-presidente della giunta regionale Antonio Valiante.
Un nuovo martire per il Cilento? O, piuttosto, l’incapacità cronica dei cilentani a leggere una realtà ben più complessa?
Ai “Pazienti” l’ultima parola...



I VIDEO DELL'ASSEMBLEA CITTADINA

3 maggio 2008

CERCASI COLLABORATORI

Il blog in questi mesi è cresciuto in qualità e in numero di articoli, ma non basta.  La mia intenzione è quella di creare un web-journal alternativo che si occupi di temi come la legalità(es. monitoraggio delle istituzioni locali), la giustizia, la laicità, la politica in generale, ma anche di musica, cultura ed eventi. Ovviamente questo progetto non può essere portato avanti solo da me, per questo invito chiunque di voi abbia intenzione di collaborare a questa iniziativa ad inviarmi una e-mail a parteattiva@hotmail.it, o a lasciare un commento.

Vi segnalo inoltre che le tematiche trattate nel futuro web-journal potranno essere oggetto di video - documentari, inchieste giornalistiche, interviste o altro. Arcoiris Tv (916 sul satellite) Campania è ormai una realtà.

P.S Se volete realizzare un video di un vostro evento, o avete un’idea da proporre, non esitate a contattarmi. La redazione campana di Arcoiris TV è a vostra disposizione.



28 aprile 2008

IL NOSTRO PUNTO DI VISTA

Sabato 26 aprile a Vallo della Lucania si è tenuto l’incontro organizzato dai socialisti locali dal tema “Dialogando sull’azione politica ed amministrativa: riflessioni e prospettive” come da noi segnalato nei giorni scorsi.  Come altresì segnalato, anche due nostri interventi erano previsti –giacché in programma-  ma avendo gli organizzatori preferito che il mio intervento avvenisse senza la proiezione delle diapositive riguardanti il nostro lavoro, abbiamo ritenuto opportuno non intervenire, vista la maturata impossibilità di presentare il nostro lavoro in maniera completa, organica ed esaustiva. Voglio fortemente precisare che non c’è stata alcuna forma di censura, del resto io ed Emilio eravamo stati invitati ad intervenire e avevamo messo a conoscenza gli organizzatori del contenuto del nostro intervento. Probabilmente  ci sono state divergenze di metodo e di organizzazione dell’incontro.  In ogni caso, di fondamentale importanza è iniziare un percorso di rinnovamento dell’azione politica nel Cilento, e siamo contenti che i socialisti vallesi si facciano interpreti di quest’esigenza.

L’idea di  sviluppare un osservatorio degli avvenimenti politici sia a livello nazionale che locale muove dalla nostra convinzione che la sterilità del dibattito politico sia dovuta in larga parte al disinteresse che i cittadini hanno nei confronti della vita politica del paese, e maggiormente delle comunità territoriali in cui risiedono. La funzione del blog, in quanto osservatorio, è quella di monitoraggio delle istituzioni locali, fermo restando che la denuncia sociale deve essere accompagnata da proposte alternative di sviluppo. La mancanza di informazione e  la disinformazione costante praticata dai mass media, influisce ancor di più negativamente nel Cilento, dato il retaggio culturale  oscurantista di cui è vittima la nostra terra. Beh, non credo che possa essere definito eretico se dico che la politica nel Cilento è di totale appannaggio di prosapie illustri che pur non avendo dato nulla al territorio, godono di una rete di consensi creata ad hoc attraverso un clientelismo strisciante e capillare. In un contesto privo di spirito critico e costruttivo, condito con un servilismo in stile medioevale, l’ignoranza diviene davvero forza e garanzia di potere. Progettualità e lungimiranza politica non sono termini che si addicono ai politici che amministrano, e non governano, il nostro territorio. Basti pensare agli aiuti de minimis dati alla microfiliera artigianale o turistica privi di una chiara strategia di sviluppo, oppure alla gestione della sanità dove il clientelismo sta riducendo gli standard qualitativi.  L’arretratezza culturale ed economica delle nostre zone è stata ed è figlia di uomini politici, a cui maldestramente abbiamo accordato la nostra fiducia, che guardacaso spesso conoscevano il Cilento solo come espressione geografica.

Nei prossimi giorni metterò a vostra disposizione le diapositive che avevamo elaborato per l’incontro del 26 aprile.

22 aprile 2008

INCONTRO PUBBLICO A VALLO DELLA LUCANIA

Il 26 aprile alle ore 17.30 presso l’aula consiliare(ex Convitto Domenicani)  del comune di Vallo della Lucania si terrà un incontro pubblico organizzato dai rappresentanti locali del Partito socialista. Nell’ambito dell’incontro verranno analizzate le problematiche politiche e a amministrative del territorio cilentano e non solo, e saranno avanzate delle proposte di crescita politica, culturale ed economica del territorio. Anche noi di Parteattiva prenderemo parte all’incontro analizzando alcune delle cause del mancato sviluppo del Cilento e avanzando delle proposte alternative di sviluppo sostenibile.

Ringraziamo gli organizzatori dell’incontro che, convinti della necessità di un sano pluralismo nella gestione politica del territorio, hanno deciso di renderci partecipi del dibattito, pur non militando noi nel Partito socialista.

Vari sono i punti di frizione tra la nostra idea di socialismo e quella portata avanti in questi anni dal Partito, soprattutto in materia di giustizia, ma in un ottica di rinnovamento della politica siamo ben lieti di dare il nostro contributo alla crescita del territorio cilentano e non solo.




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12 aprile 2008

LA POLITICA A VALLO DELLA LUCANIA

Le elezioni politiche del 13 e 14 aprile sono una mera illusione di partecipazione democratica. Questa forma alterata di democrazia in Italia è strumentale al sistema politico autoreferenziale. Ci hanno lentamente tolto anche la speranza di cambiamento, ed ora tentano di usarci come pedine di uno scacchiere già ben definito. Difficile credere alle promesse elettorali, utili senz’altro per raggiungere le flebili coscienze politiche di molti italiani, ma ciò che conferma la degenerazione spudorata di questa politica italiana è notare che anche esse sono sparite dall’attuale tornata elettorale. Gli argomenti oggetto di quest’inganno perpetrato ai danni dell’onestà dei cittadini, sono le false soluzioni ai problemi che affliggono da decenni l’Italia. I politici hanno superato ogni limite di decenza, fino ad arrivare al punto di stravolgere il rapporto tra la causa e l’effetto. La verità è che loro sono la causa del 90 % dei mali che travagliano la società italiana, ma cercano oggi di proporsi come i salvatori della patria. Questo non è qualunquismo, è semplicemente una lucida analisi della realtà. Il dato negativo e tristemente veritiero è che in Italia non c’è più niente da salvare, l’unica soluzione è rifondare il sistema. Certamente  l’ analisi sa troppo di sapore umoristico, ma per cercare di riportare la democrazia, e con essa la partecipazione di tutti i cittadini alla gestione della cosa pubblica, è necessario tornare alla responsabilizzazione di tutti coloro che amano le istituzioni, incominciando dagli enti più piccoli come i comuni. Ma per fare questo è indispensabile prima modificare il sistema elettorale e poi riformare le coscienze dei cittadini, stimolandoli a comprendere che tutti sono responsabili del governo della res publica, sia chi è stato investito di un mandato dal popolo, ecco la democrazia, e sia chi resta un semplice cittadino. Conditio sine qua non è innanzitutto una norma che stabilisca che ogni cittadino non possa essere candidato per più di due volte, per evitare che si radichi nel potere e ne divenga un padrone assoluto, non permettendo così la crescita ed il ricambio generazionale. Ma c’è da dire che quando una persona fa della politica non un centro di potere ma un continuo dialogo tendente al miglioramento e alla crescita culturale e sociale del proprio paese, potrà continuare nella sua opera politica, perché l’esperienza maturata è di grande sostegno e di ottima garanzia. Non sempre i giovani, e questo potrà sembrare in contraddizione con quanto affermato in precedenza, sono all’altezza del compito, vuoi perché è mancato l’approccio alla politica, e vuoi perché vi è stata una carenza di formazione politica operata dalle scuole ad hoc create. C’è da dire che nella società attuale molti pensano al guadagno immediato che viene anteposto all’esercizio di una funzione pubblica quale è quella politica, intesa questa come servizio nell’interesse della collettività e non come mezzo di guadagno facile. Questo determina la presenza pluridecennale delle stesse persone nelle istituzioni. A tal proposito porto ad esempio la situazione determinatasi nel mio comune di appartenenza,  Vallo della Lucania,  dove dagli anni ottanta una ristretta cerchia di eletti guida il comune cilentano, alternandosi (?) ai posti di comando. Ci sono ancora consiglieri che vengono rieletti sin dal 1972(!!!), anche se riporto nel sito gli anni dal 1988 ad oggi. Questa situazione determina ad ogni tornata elettorale l’ingresso nelle liste di una ventata di gioventù, priva di qualsiasi esperienza amministrativa, ma soprattutto  della necessaria autonomia politica e intellettuale, indispensabile per ogni decisione. Dal punto di vista politico tutto è normale perché si costituisce la maggioranza, ma da quello etico si assiste ad una privazione da parte delle giovani forze del principio di giudizio autonomo.

Ecco un breve, ma quanto mai dimostrativo esempio:

Consiglieri comunali di Vallo della Lucania, dal 1988 al 2006:

1988
1.      
Miraldi Raffaele (Sindaco)
2.      
Coraggio Gerardo
3.      
Cerbone Francesco - commercio
4.       Cobellis Luigi
5.      
Sica Aurelio
6.      
Di Giacomo Nunzio
7.       Sansone Antonio
8.      
Chirico Francesco - Contenzioso
9.      
De Vita Aquilino
10.    Valiante Ugo
11.   
Ametrano Pantaleo
12.    Nicoletti Donato - Sport
13.    La Gloria Antonio
14.    Del Forno Alessandro
15.   
De Cesare Francesco
16.   
Nicoletti Angelo Raffaele
17.   
Cilento Giuseppe
18.   
De Luca Dante
19.   
Rizzo Valerio
20.   
Trivelli Ennio (Maio Domenicoantonio)

 1993

  1. La Gloria Antonio (Sindaco)
  2. Rizzo Valerio -  Vicesindaco, Affari Generali, affari legali e giustizia (Fino al 17/10/1995)
  3. De Luca Dante – Associazionismo, decentramento, politiche giovanili, servizi cimiteriali, nettezza urbana (fino al 06/01/1997
  4. De Luca Pantaleo – dal 18/10/1995 vicesindaco, urbanistica
  5. Santolo Aniello
  6. D’Arena Giovanni
  7. Di Motta Elena
  8. Lenza Augusto – dal 07/01/1997 Istruzione, Cultura, beni culturali e tempo libero
  9. Rinaldi Bruno – dal 18/10/1995 Affari generali, affari legali e giustizia, demanio e patrimonio, sport, gestione impianti sportivi
  10. Epifania Raffaele
  11. Liguori Gerardo– Rapporti con Istituzioni; Enti, Uffici, associazioni, organizzazione degli uffici e del personale. Dal 05/12/1995 servizi sociali
  12. De Cesare Francesco
  13. Miraldi Raffaele(opposizione)
  14. Lucibello Pasquale Silvano(opposizione)
  15. Cobellis Luigi(opposizione)
  16. Pugliesi Maurizio(opposizione)
  17. Di Spirito Agostino(opposizione)

1997

  1. Sansone Antonio (Sindaco)
  2. Fariello Mario – Vicesindaco, stato civile, anagrafe
  3. Veneri Gianni - Urbanistica
  4. Nese Maria Rosaria
  5. Santomauro Alessandro
  6. Nicoletti Donato Ilio
  7. Aloia Antonio
  8. Ametrano Marcello
  9. La Vecchia Aniello
  10. Romaniello Emilio – Commercio, servizi finanziari
  11. Mainente Raffaele
  12. Rizzo Valerio
  13. De Luca Pantaleo(opposizione)
  14. De Luca Dante(opposizione)
  15. Passaro Vincenzo(opposizione)
  16. Liguori Gerardo(opposizione)
  17. Sica Aurelio(opposizione)

Avv. Di Vietri Gaetano – assessore esterno contenzioso e personale

 2001

  1. Sansone Antonio (Sindaco)
  2. Coraggio Gerardo - Vicesindaco
  3. Aloia Antonio
  4. Fariello Mario – Anagrafe, stato civile
  5. Veneri Gianni - Urbanistica
  6. Romaniello Emilio – Commercio, servizi finanziari
  7. Nicoletti Donato Ilio – Istruzione, sport
  8. Laurito Antonio
  9. Mainenti Raffaele
  10. Di Vietri Gaetano
  11. La Vecchia Aniello
  12. Nese Maria Rosaria
  13. Greco Nicola(opposizione)
  14. Cobellis Massimo(opposizione)
  15. Liguori Gerardo(opposizione)
  16. Sica Aurelio(opposizione)
  17. Passaro Vincenzo(opposizione)

 2006

  1. Cobellis Luigi (Sindaco)
  2. Ametrano Marcello - Politiche dei lavori pubblici e della mobilita' - Ecologia  
  3. Mautone Pantaleone - Risorse umane - Servizio civile - Politiche abitative - Servizi ed urbanistica cimiteriale - Protezione civile 
  4. Passaro Vincenzo - Politiche ambientali - Qualita' urbana - Aree periferiche e rurali - Agricoltura - Anagrafe e servizi elettorali 
  5. Mautone Sergio  
  6. Romaniello Emilio - Politiche economiche, finanziarie e di bilancio - Attivita' produttive - Patrimonio - Contenzioso 
  7. Rizzo Maria  - Politiche sociali - Promozione delle pari opportunita' per tutti - Salute
  8. Sica Aurelio  
  9. De Luca Maria -Vice Sindaco - Politiche educative e scolastiche - Politiche culturali - Beni culturali - Centro storico - Politiche della semplificazione e trasparenza dell'attivita' amministrativa  
  10. Musto Angelo Raffaele
  11. Caputo   Cosimo
  12. Elia Carmine  
  13. Coraggio  Gerardo(opposizione)  
  14. Aloia Antonio(opposizione) 
  15. Fariello  Mario(opposizione)  
  16. Barbato Michele Antonio(opposizione) 
  17. Maiese Luca(opposizione)

27 marzo 2008

PARTEATTIVA APRE AL PLURALISMO DELLE IDEE

A poco più di due settimane dal voto, ParteAttiva scende in campo con te, con voi, con noi, con sé stesso.
Perché da sempre crede nel pluralismo delle idee, nella ricchezza del confronto, nella ferma convinzione che una sola voce in meno è già un deficit di democrazia. E da volteriani non possiamo non tener conto anche della voce nemica, se possibile auspicarla con maggior forza e determinazione. Perché quella voce sospinge inevitabilmente alla responsabilità, a scelte di campo senza compromessi.
L'invito è aperto a tutti, ma soprattutto a candidati, responsabili di Partito, amministratori locali o semplici attivisti che gravitano nell'area cilentana.
Perché ParteAttiva è un contenitore di idee nazionali (anche sovranazionali), ma inevitabilmente ama declinarsi come osservatorio privilegiato del territorio. 

 

19 marzo 2008

CILENTO: LE VIE DEL CLIENTELISMO

La Campania è scossa da indagini giudiziarie ad ampio raggio e da un vuoto politico al momento incolmabile. Il sistema campano è forse giunto al capolinea, ma è proprio questa situazione di precarietà politica a rendere ancora più torbido l’orizzonte politico: nuovi equilibri possono formarsi sulle ceneri della malapolitica. Dalla “buf(era)ala” giudiziaria che ha coinvolto la famiglia Mastella, al rinvio a giudizio di Bassolino, dall’uscita di De Mita dal Pd, al semi - scoperchiamento del pentolone cilentano. C’è chi chiede le dimissioni di Bassolino, e c’è chi teme di non poter più gestire clientelarmente i fondi comunitari, chi si auspica una nuova fase nella gestione della sanità campana, e chi teme il tintillio delle manette. In tutto questo scenario da inferno dantesco, l’oasi felice del Cilento non veniva mai apparentata con le altre  realtà politiche campane. Si diveva: “Il Cilento è altra cosa rispetto alle porcherie campane…” Beati gli illusi e i non vedenti!!! Nel Cilento anche la malapolitica viene percepita diversamente rispetto a Napoli o a Salerno, siamo ancora condizionati da un passato non lontano fatto di Signori e Signorotti, di cortigiani e di suonatori di campane. Eppure una quantità rilevante di danaro pubblico si è riversata nella quiete cilentana, trasformando molti ruderi in agriturismi di facciata e vecchi casolari in bed and breackfast virtuali.

Appena sarà possibile cercherò di visitare tutte queste strutture finanziate con i nostri soldi, al fine di poter verificare se realmente sono quello per cui hanno ricevuto i contributi.

Pubblicherò sul blog il nome di tutte queste strutture e il rispettivo quantitativo economico ricevuto come contributo.

Il Parco del Cilento e del Vallo di Diano, questo carrozzone clientelare, non è stato in grado di sviluppare attrazioni turistiche alternative  alla  cucina tradizionale cilentana.  Un parco che non ha itinerari per il trakking degni di essere definiti tali, aree di campeggio organizzate, attrattive culturali che non siano cibo e/o rappresentazioni storiche dei briganti, può essere definito ancora come parco? I POR, i PIR, i PIT, sono stati utilizzati in modo da togliere ogni speranza di sviluppo. L’apparato gastroduodenale ha avuto ancora una volta la meglio sulla cultura e sulle infrastrutture. Un esempio di mancanza di progettualità è la gestione in stile circense del Piano per gli insediamenti produttivi (P.I.P.) varato dai comuni di Castelnuovo Cilento e di Salento. Manca solo il venditore di sogni, e la lista degli aspiranti beneficiari dei lotti può dirsi completa. Il Sistema Cilento, ogni allusione a SistemaCilento scpa è puramente casuale, è un’ottima cassaforte di clientele e di scambi politici. Questi parassiti che gestiscono il “potere” nel Cilento, oltre a godere di una rete clientelare di consensi creata ad hoc, beneficiano della mancanza d’ informazione, e del disinteresse foraggiato dei giovani. Il servilismo è una conditio sine qua non per essere cooptati nell’attuale compagine politica Cilentana. Diviene quindi prioritario abbattere i cadenti edifici della tradizione politica cilentana per dar respiro alle sopite speranze di rinnovamento e di sviluppo dei cilentani. E’ necessario che la gente si (ri)svegli dall’anestetizzazione praticata dalla disinformatja locale. Nell’ultimo mese nel Cilento si sono susseguiti diversi “scandali” riguardanti l’ASL Sa 3, la Comunità Montana. Beh, fermo restando il principio sancito dall’art 27 della Costituzione, sfido chi nel Cilento non abbia mai dubitato della trasparenza di queste strutture. L’aspetto che mi lascia perplesso però è l’assenza della responsabilità politica in tutte queste vicende. La magistratura non può supplire ad un compito della politica. La selezione della classe dirigente è viziata in origine dall’impossibilità di selezionare la classe politica. Nel Cilento, come del resto in larga parte dell’Italia, i cittadini non scelgono i propri rappresentanti politici, ratificano semplicemente scelte fatte da pochi.  Nel Cilento non si muove foglia se il vento non è soffiato da un omino che siede nelle stanze di Palazzo Santa Lucia (la sede del comitato d’affari volgarmente chiamata Regione), omino che al momento sta con un piede nel PD e con l’altro nella casa madre demitiana. In conclusione, qualsiasi indagine sul malaffare cilentano non può prescindere da un reale rinnovamento della politica, altrimenti cambieranno le pedine, ma il giocatore resterà sempre quell’omino suddetto!!!

1 dicembre 2007

IL METANO NEL CILENTO

La mancanza di progettualità politica nel Cilento è ormai un dato incontrovertibile. Sagre, fiere, agriturismi e bed and breackfast fantasmi, sono le uniche forme di sviluppo che il Cilento è in grado di esprimere. Eppure c’è una questione importante, quella della metanizzazione di 50 comuni cilentani (24 nella prima fase), che non gode della stessa risonanza mediatica che viene solitamente tributata ad una qualsiasi degustazione di piatti “tipici” cilentani.  E’ ormai assodato che le spese energetiche assorbono il 30-40% del budget di una famiglia media, ma ciò sembra non interessare più di tanto ai politicanti da quattro soldi che governano il Cilento. Una delibera comunale del Comune di Torraca blocca di fatto la costruzione delle condutture del metano, penalizzando ulteriormente i consumatori cilentani. Non spetta a noi sindacare il merito della delibera, né tanto meno giudicare giuste o ingiuste le ragioni addotte dall’amministrazione comunale di Torraca, ma da cilentani ci sentiamo  per l’ennesima volta danneggiati dall’incapacità politica di chi ci governa. Il potere contrattuale della politica cilentana si risolve in un campanilismo autolesionista che spiana la strada all’isolamento e all’inadeguatezza infrastrutturale del nostro territorio. Sia sul versante produttivo che su quello familiare, l’incidenza del prezzo del GPL da riscaldamento ha dei risvolti negativi: con la metanizzazione la spesa energetica registrerebbe una drastica riduzione; basti pensare che il metano costa € 0,515 al mc, mentre il GPL va dai €  2,50 al mc fino ad arrivare anche a € 3,50 al mc. Ovviamente di metanizzazione, di sviluppo ed incentivo delle fonti energetiche alternative nel Cilento, nelle continue campagne elettorali non se ne è parlato né se ne parlerà. Non perché i politicanti intenzionalmente evitano di affrontare questi temi, ma semplicemente perché non hanno la competenza e la lungimiranza adeguata per affrontarli. Meglio incentrare lo scontro politico su come ristrutturare una piazza, su dove mettere il senso unico, o meglio ancora su come spendere inutilmente i fondi europei. Di questo passo nelle strade e  nelle piazze rimodernate ci saranno soltanto ultraottantenni alle prese con discorsi sul perché il loro paese è moribondo.

Tabella comparativa costi combustibili

Per fare 10.000 Kw di energia termica sono necessari:

  • 1004 litri di GASOLIO
  • 1003 metri cubi di METANO
  • 1583 litri di GPL
  • 2857 chili di LEGNA
  • 2041 chili di PELLET

Il costo medio corrente dei suddetti combustibili, è il seguente:

GASOLIO = 1,10 €/litro

METANO= 0,70 €/mc 

GPL= 1,4 €/litro) – (2,50 mc)

LEGNA= 0,125 €/Kg (prezzo medio)

PELLET= 0,33 €/Kg (prezzo  medio)



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5 ottobre 2007

FESR - GRANDI OPERE IN CAMPANIA!!

Ecco le 15 grandi opere infrastrutturali da realizzare nella Regione Campania. A seguito dell'approvazione del FESR (Fondi Europei Sviluppo Regionale) 2007-2013 la regione Campania avrà a disposizione un budget finanziario di 7 miliardi di euro. Ciò che più di altro provoca indignazione leggendo questo elenco di grandi opere è che con l' aereoporto di Pontecagnano quasi ultimato (sono più di 25 anni che si annuncia l'ultimazione dei lavori, ora si parla di dicembre 2007), gli strateghi della Regione hanno optato per la costruzione di un nuovo scalo a Grazzianise. Sono anni che i membri del CdA dell'aereoporto salernitano percepiscono compensi pur non essendo funzionante lo scalo.
Con questo piano infrastrutturale la Regione Campania assesta un duro colpo alle prospettive di crescita del turismo nel salernitano, soprattuto nel Cilento.
Gli illustri politici che rappresentano il Cilento continuino a far finanziare bed and breakfast e agriturismi piuttosto che puntare sulla rete infrastrutturale dei collegamenti.


LE 15 GRANDI OPERE


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29 settembre 2007

SOLO SAGRE, IL CILENTO MUORE

TRATTO DAL CORRIERE DEL MEZZOGIORNO 27-09-2007

All’inaugurazione del teatro di Laurino attacco agli amministratori locali: “Stanno svendendo questo territorio”

Cappuccio: solo sagre, il Cilento muore

Grido d’allarme del regista: “Gli enti pubblici non svolgono il loro ruolo”

SALERNO-  Qualcuno sta svendendo il Cilento: “questa terra corre dei grossi pericoli, sta tradendo la propria vocazione”. Parola di Ruggiero Cappuccio, cilentano doc, che, intervenendo domenica sera con Peter Stein e Maddalena Crippa all’inaugurazione del nuovo e affollato teatro – bomboniera di Laurino, ha strigliato duramente gli amministratori locali. In sala, ad ascoltarlo con attenzione e forse qualche evidente imbarazzo, il vicegovernatore della Regione, Antonio Valiante; il consigliere regionale Gennaro Mucciolo e il vicepresidente della Provincia, Gianni Iuliano. Sarebbe stato il caso di sentire anche la loro opinione in merito alle accuse lanciate dall’autore – regista. Ma la serata ha preso una piega diversa, quella del talk-show sul teatro tout court con intenso finale recitativo di Maddalena Crippa.

“Il Cilento è una categoria dell’anima – spiega Cappuccio – purtroppo tutto ciò che sta facendo adesso non lascerà la minima traccia. Ogni volta che chiamiamo qui ad esibirsi un cantante di serie C o qualsiasi altro disperato della tv che viene a mietere risorse che possono essere destinate altrove o promuoviamo una sagra, bisognerebbe cancellarla questa parola, noi spostiamo l’asse culturale sull’asse gastroduodenale. Non possiamo continuare a parlare ad un popolo di stomaci, sono stanco di tornare qui e restare a guardare l’almanacco della sagra italiana. C’è bisogno di grande rispetto se no è come esporre la Gioconda di Leonardo in un immondezzaio”. Eppure secondo l’autore del romanzo “La notte dei due silenzi”, che esce giovedì per i tipi di Sellerio, “c’è una tradizione teatrale nel Cilento che dialoga con il sacro, duole vedere che questa zona ha tanti cortili, castelli e spiagge meravigliose e non si riesce ad ospitare artisti di grande livello. Gli enti pubblici non svolgono il loro ruolo”. Inaugurare un teatro è quindi “tagliare il nastro di una speranza”. Fiducioso ma non troppo sul futuro Peter Stein: “C’è ancora molto da fare perché questo spazio possa essere definito davvero teatro”.

                                                                                                                                                                            G. B.


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13 agosto 2007

L'OSCURANTISMO CILENTANO

Molto si è scritto sul Cilento, anche da parte di chi non lo ha mai conosciuto, fermandosi solo a una semplice espressione geografica. Sono stati tanti gli autori che si sono misurati con il Cilento, ma mai hanno affrontato i motivi che hanno determinato l’isolamento e anche l’abbandono di questa terra. Sarebbe una ripetizione pedissequa e poco costruttiva il ricordare questi autori, ma la cosa che più interessa non è tanto il toponimo Cilento quanto la funzione che ha svolto nei secoli senza mai ottenere in cambio quello che sperava: la libertà e l’autonomia. Il passaggio attraverso i secoli di famiglie in famiglie ha frenato l’ansia di sganciamento delle classi meno abbienti, ritenendo queste, che la concessione della libertà ai “servi della gleba” costituisse un motivo di rivolta destinato a capovolgere le leve del comando. Quando la classe sottoposta ha preso coscienza del proprio ruolo sono apparsi i primi sintomi di rivolta: rivolta contro il signorotto, rivolta contro la Chiesa, ritenuta complice, rivolta contro ogni norma di natura etica e poi l’idea della “fuga”. Oggi, mutatis mutandis, anche se l’aspetto esteriore è sinonimo di garanzia, le condizioni sono sempre le stesse: al signorotto dell’epoca si è sostituito il potente politico, che dall’alto del suo comando domina e stabilisce a suo piacimento anche norme di condotta. I baronati sono finiti, anche se una fetta ancora persiste; le ghettizzazioni non sussistono perché i giovani, a contatto con una nuova società, hanno maturato il diritto di autodeterminarsi ed autogestirsi. Ma di fronte a questo progresso restano sempre zone d’ombra caratterizzate da un’atavica sottomissione al “signorino”, perché la tradizione esige rispetto e tolleranza!!! Alcuni hanno parlato di un momento di riscatto del Cilento ma sembra un’idea platonica… il riscatto esige una volontà, una spinta che porti a pensare, a concretizzare. Il Cilento nella sua difformità storico-culturale, nelle sue esasperate forme di campanilismo, non avrà mai potere contrattuale “politico”. Le partite si giocano sulle contrapposizioni, una forma di do ut des, ma il Cilento oggi come oggi non offre questa piattaforma politica. La più grave bestemmia per il Cilento: i figli migliori, con le loro intelligenze, sono costretti a emigrare, non trovando mezzi, risorse e spinte, per realizzare concretamente il loro sapere.



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9 maggio 2007

IN FUGA DAL CILENTO

di Antonio Bruno ed Emilio Prinzo


Una recente ricerca della CGIL Salerno ha riportato dati alquanto sconfortanti relativi allo spopolamento dei piccoli comuni montani dell’entroterra cilentano. Si tratta di una zona che possiede risorse di rilevante interesse storico-naturalistico, che meriterebbero certamente  maggiore attenzione e valorizzazione di quanta gliene sia stata riservata finora in concreto. Una zona che sembra destinata a cristallizzarsi in una dimensione rurale, caratterizzata da disoccupazione, isolamento, condizioni di viabilità estreme, squilibri demografici, che minano lo sviluppo dell’area e di conseguenza dell’intero territorio del Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano. I comuni monitorati dalla ricerca sono 50. Si è calcolato che la generazione del 2006 non riuscirà a formare una prima classe elementare. La popolazione residente è calata complessivamente di 10000 unità. Una situazione difficilmente risolvibile per iniziativa dei singoli comuni. Purtroppo le politiche del parco non hanno mai inciso in maniera positiva per effetto di una gestione delle risorse troppo spesso priva di oculatezza, di equilibrio e di una solida progettualità di fondo. I fondi non mancano, basti pensare agli stanziamenti erogati attraverso il PIT e il POR, nonché ai finanziamenti ordinari e straordinari del Parco, ma sono sovente male utilizzati o risucchiati da pratiche clientelari. La Regione Campania ha emanato, nel rispetto della l.r. n.4 del 1998, il bando per l’assegnazione degli incentivi per il riequilibrio demografico dei centri montani (BURC n.10 del 12 febbraio 2007) impegnando 2.800.000 euro. Il Bando prevede “l’erogazione di un contributo sulle spese di acquisto, recupero e/o costruzioni di immobili da destinare ad abitazione principale ai soggetti che stabiliscono la propria residenza a dimora abituale, unitamente alla propria attività economica, nei comuni montani di cui all’elenco allegato al bando”, elenco di cui fanno parte 38 dei 50 comuni oggetto della ricerca. Iniziative come questa, di incentivi al reinsediamento, possono giovare solo se accompagnate da politiche specifiche tese al risanamento dei problemi strutturali dell’area, che non si risolvano nei soliti finanziamenti a “pioggia” ma  mirino a convogliare  le risorse in progetti dotati di effettivo coordinamento e programmaticità. E’ illusorio pensare di poter incidere significativamente con progetti a breve termine senza affrontare le questioni strutturali che minano lo sviluppo del territorio, quali la mancanza di infrastrutture, l’assenza di un serio programma di incentivi al turismo di qualità, ma soprattutto la mancanza di un programma di formazione lavorativa per i giovani. Tutte queste proposte  sono destinate a rimanere utopie se non si estirpa la piaga sociale del clientelismo, che è il vero nemico dello sviluppo del nostro territorio. Una classe politica mediocre è capace di selezionare soltanto amministratori mediocri.


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