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Parteattiva by Antonio Bruno is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.

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  • ANTONIO BRUNO

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" GLI UOMINI PASSANO, LE IDEE RESTANO. RESTANO LE LORO TENSIONI MORALI E CONTINUERANNO A CAMMINARE SULLE GAMBE DI ALTRI UOMINI"

"Basta ai giovani contestatori staccarsi dalla cultura, ed eccoli optare per l’azione e l’utilitarismo, rassegnarsi alla situazione in cui il sistema si ingegna ad integrarli. Questa è la radice del problema: usano contro il neocapitalismo armi che in realtà portano il suo marchio di fabbrica, e sono quindi destinate soltanto a rafforzare il suo dominio. Essi credono di spezzare il cerchio, e invece non fanno altro che rinsaldarlo."-
Pier Paolo Pasolini

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Il Crepuscolo degli idoli  di F. Nietzsche
L'unico e la sua proprietà di M. Stirner
Cose di Cosa nostra di Giovanni Falcone e M. Padovani
Poteri forti di Ferruccio Pinotti
La Israel lobby e la politica estera americana di J.J. Mearsheimer e Stephen M. Walt
L'Anticristo di F. Nietzsche
Fratelli d'Italia di Ferruccio Pinotti
Roghi Fatui di Adriano Petta
Le vie infinite dei rifiuti di Alessandro Iacuelli
1984 di George Orwell
Una teoria della Giustizia di John Rawls

"Combattere e vincere 100 battaglie non è prova di suprema eccellenza, la suprema bravura consiste nel piegare la resistenza del nemico senza combattere" -Sun Tsu-



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"In Sicilia, per quanto uno sia intelligente e lavoratore, non è detto che faccia carriera, non è detto neppure che ce la faccia a vivere. La Sicilia ha fatto del clientelismo una regola di vita. Difficile in questo quadro, far emergere pure e semplici capacità professionali. Quel che conta è l'amico o la conoscenza per ottenere una spintarella. E' la mafia, che esprime sempre l'esasperazione dei valori siciliani, finisce per fare apparire come un favore quello che è il diritto di ogni cittadino".
-Tratto da Cose di Cosa nostra di Giovanni Falcone e Marcelle Padovani-

"Non vi è dubbio che la televisione sia autoritaria e repressiva come mai nessun mezzo di informazione al mondo. Il giornale fascista e le scritte su cascinali di slogans mussoliniani fanno ridere. Il fascismo, voglio ripeterlo,non è stato sostanzialmente in grado nemmeno di scalfire l'anima del popolo italiano: il nuovo fascismo, attraverso i nuovi mezzi di comunicazione e d'informazione, non solo l'ha scalfita, ma l'ha lacerata, violata, bruttata per sempre".- Pier Paolo Pasolini

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7 maggio 2008

INTERVISTA AD ALESSANDRO IACUELLI

Un'inchiesta giornalistica sul vero dramma dell'emergenza rifiuti in Campania: lo smaltimento illegale dei rifiuti speciali. Dalla morte di Ilaria Alpi , agli ultimi sversamenti illegali nelle discariche abusive della camorra, passando per la gestione commissariale, l'appalto alla FIBE , le caratteristiche tecniche dei termovalorizzatori (TERMODISTRUTTORI)  da realizzare in Campania, e le prospettive future.
Una lucida riflessione sul lento omicidio di massa dei cittadini campani, troppo spesso dimenticato dalle istituzioni e dai mass media nazionali.

Intervista: Antonio Bruno
www.parteattiva.ilcannocchiale.it
Riprese e Montaggio: Diego Nunziata
Produzione:
Arcoiris Campania

Visita il sito: www.alessandroiacuelli.net

 

Le vie infinite dei rifiuti

 

L'inquinamento costante e sistematico dell'ambiente e dei suoi abitanti sta cambiando la morfologia del paesaggio, rendendolo ormai molto simile ad una grande discarica. Ciò che è visibile ad occhio nudo, tuttavia, non basta per comprendere un fenomeno molto più complesso, il cosiddetto "business dei rifiuti"
Nel desolante paesaggio generale emerge Napoli, che agonizza soffocata dalle esalazioni dei rifiuti urbani, e la Campania, che muore avvelenata da materiali tossici, dalla politica compiacente e dalla criminalità che la assedia.
"Le vie infinite dei rifiuti" è un'inchiesta giornalistica che ricostruisce il viaggio e lo smaltimento dei materiali tossici verso la Campania e le motivazioni concrete dell'ormai cronica "emergenza rifiuti" della regione.

P.S. L'intervista potrebbe non partire con Internet Explorer

3 maggio 2008

CERCASI COLLABORATORI

Il blog in questi mesi è cresciuto in qualità e in numero di articoli, ma non basta.  La mia intenzione è quella di creare un web-journal alternativo che si occupi di temi come la legalità(es. monitoraggio delle istituzioni locali), la giustizia, la laicità, la politica in generale, ma anche di musica, cultura ed eventi. Ovviamente questo progetto non può essere portato avanti solo da me, per questo invito chiunque di voi abbia intenzione di collaborare a questa iniziativa ad inviarmi una e-mail a parteattiva@hotmail.it, o a lasciare un commento.

Vi segnalo inoltre che le tematiche trattate nel futuro web-journal potranno essere oggetto di video - documentari, inchieste giornalistiche, interviste o altro. Arcoiris Tv (916 sul satellite) Campania è ormai una realtà.

P.S Se volete realizzare un video di un vostro evento, o avete un’idea da proporre, non esitate a contattarmi. La redazione campana di Arcoiris TV è a vostra disposizione.



25 marzo 2008

RIFIUTI E INNOVAZIONE

Credo che l’emergenza rifiuti in Campania possa avere anche un risvolto positivo: azzerare l’attuale classe dirigente presente nella regione. Come previsto sono calati i riflettori dei media sulla crisi campana, non perché la situazione si è normalizzata, ma semplicemente per ragioni di “mercato”. Fare correttamente informazione su ciò che da più di 20 anni tormenta la regione Campania è controproduttivo in termini economici: calano i turisti,  e diminuisce l’export dei prodotti campani. In questi anni la crisi dei rifiuti è stata affrontata (“in teoria”) dalla politica, utilizzando metodi e strumenti incompatibili con lo stato emergenziale. Far realizzare 7 impianti di Cdr e farli entrare in produzione senza che vi sia un impianto di chiusura del ciclo, cioè di termodistruzione o termovalorizzazione, vuol dire accumulare ecoballe. Ad oggi sono 7 milioni quelle presenti sul territorio campano. La possibilità di cambiamento dell’attuale gestione del potere in Campania  passa inevitabilmente dalla ricerca di nuove soluzioni per l’emergenza rifiuti. Per quanto riguarda il ciclo di smaltimento, fino ad oggi non si è fatto altro che parlare di termovalorizzatori come panacea della crisi campana.

Tranne i pochi ambientalisti rimasti in circolazione in Campania, prontamente oscurati dall’informazione controllata dal potere, nessun altro parla di un’alternativa/integrazione agli inceneritori: il TMB, ossia il trattamento meccanico – biologico, che consente il trattamento a freddo dei rifiuti indifferenziati. Speriamo che qualcuno se ne occupi.

Per quanto riguarda poi la differenziazione a monte dei rifiuti, per facilitare la raccolta i comuni potrebbero incentivare l’acquisto dei compattatori domestici di rifiuti. Al nord Italia ci sono dei comuni che li hanno acquistati a proprie spese e poi distribuiti alla popolazione. Sono ben conscio che a Napoli il comune non potrebbe, per ragioni di bilancio, accollarsi in toto la spesa, ma quanto meno potrebbe incentivare l’acquisto prevedendo una riduzione della TARSU del 40-50% per chi ha acquistato un compattatore.

Anche rispetto ai bidoni per l’immondizia si potrebbe innovare, sostituendo i vecchi ed inutili c.d cassonetti, con bidoni dotati di pannelli solari che azionano un compattatore. Un bidone tradizionale può contenere 120 litri di rifiuti; un bidone dotato di compattatore ne può contenere 1300. Il comune di Cisliano (MI), sull’esempio di Chicago, li ha già adottati per la raccolta dei rifiuti solidi urbani. 


In Campania si può cambiare, basta la volontà politica di farlo. Chissà…

Link utili:

10 marzo 2008

VERGOGNARSI DI ESSERE ITALIANO

Le oscenità politiche e mediatiche, che quotidianamente ci alterano la psiche, stanno lentamente logorando il già quasi inesistente senso di appartenenza allo Stato. Ormai  gran parte degli italiani non sente il bisogno di indignarsi,  vive rassegnatamente l’individualismo  che caratterizza la società del nostro tempo. La mancanza di senso civico svuota di significato il termine “cittadino”, rendedolo privo di qualsiasi risvolto pratico. Il cittadino italiano ha diritto alla salute. A noi campani tale diritto è stato sospeso. Vogliamo vivere, chiediamo troppo? Restare inermi di fronte ad una violenza meschina come l’avvelenamento dei territori campani, significa essere corresponsabili di un lento, ma ben visibile, omicidio di massa. Provo vergogna a definirmi italiano, e come me tutti i campani che si sentono lasciati soli, senza speranze e senza futuro. Si parla spesso di concorso di colpe quasi come se ciò potesse giustificare lo scempio dello sversamento illegale dei rifiuti tossici nelle fertili campagne campane. Non votare è l’unica forma di protesta  valida. La parola deve cedere il passo ai fatti. Che stiano attenti i politicanti… nel pentolone campano bolle una minestra avvelenata.

Consiglio vivamente la visione del documentario Biutiful Cauntri.



11 febbraio 2008

ARCOIRIS TV CAMPANIA CERCA COLLABORATORI

Se avete qualche video da proporre inerente ad eventi culturali, manifestazioni, inchieste giornalistiche, o quant'altro riguardi la Regione Campania, Arcoiris TV (Redazione Campania) sta cercando collaboratori.  Non esitate a contattarci se avete in mente di realizzare un documentario, una video - inchiesta, un'intervista , o semplicemente un'idea da proporre.

Contatti: parteattiva@hotmail.it
               diegonunziata@gmail.com



21 gennaio 2008

ETICA E POLITICA...

Le vicende giudiziarie che hanno colpito la famiglia Mastella e un intero partito, se così può essere definito un gruppo parentale che raccoglie l’1,5 % dei voti su base nazionale, sono l’ennesima conferma che ormai in Italia le raccomandazioni, il clientelismo e l’invadenza della politica in tutti i settori della società sono diventati parte integrante dell’agire politico. Sul piano giudiziario quest’inchiesta presenta molti aspetti discutibili, e credo che, se la magistratura non ha in suo possesso elementi tali da poter confermare le accuse rivolte all’ex guardasigilli e alla sua corte, la delegittimazione degli organi giudiziari sarà tale da oscurare altre indagini più importanti e più delicate che riguardano il mondo della politica. Non credo che l’intento della magistratura sia quello di colpirne uno per educarne mille, perché di questi comportamenti, moralmente riprovevoli, che vengono contestati ad un convinto sostenitore della morale cattolica come Mastella, la politica ne è piena. Nell’affrontare l’affaire Mastella bisogna essere onesti intellettualmente al punto da poter affermare che se la colpevolezza dei dirigenti dell’Udeur discende dai capi di accusa emersi sui giornali nazionali, in Italia è necessario costruire carceri nuove in modo tale da poter accogliere il 95% di chi svolge attività politica.
Indipendentemente dalla colpevolezza o meno degli indagati si registra nel bel paese un’assuefazione al malcostume.

Incredibilmente si riscontrano in questi giorni manifestazioni trasversali di solidarietà all’ex Ministro, quasi come se la politica rivendicasse il suo “diritto” alla prevaricazione.  C’è un aspetto però di questa vicenda che merita più attenzione e più indignazione di quella che solitamente viene tributata alle vicende giudiziarie: il profilo etico–morale della politica. Nei paesi anglosassoni un comportamento eticamente scorretto determina la fine della carriera politica, sia esso posto in essere da un Ministro o da un semplice consigliere. In Italia, invece, gli urlatori della morale, i telepredicatori dell’oscurantismo, sono dispensati dal tenere comportamenti che abbiano un minimo di dignità etica, anzi è proprio l’amoralità che caratterizza la “virtù” del politico. La doppia morale italiana, una per chi la detta, l’altra per chi deve rispettarla, è sempre più in voga!!! Ormai rivolgersi alla politica per ottenere un vantaggio professionale viene percepito dall’opinione pubblica come un qualcosa di normale, anzi di dovuto. In che modo il merito può emergere in un contesto avvelenato da una politica mediocre ed invadente che è in grado di selezionare, o meglio di raccomandare, soltanto dirigenti e figure professionali caratterizzate dalla mediocrità? Tutto questo malcostume politico si ripercuote in malo modo sulla collettività e mina nel profondo il senso comune di appartenenza allo stato, accrescendo un individualismo esasperato che inevitabilmente riporta l’individuo ad una natura lupesca; e nello stato di natura a prevalere è sempre il più forte, nel nostro caso il più raccomandato. Questa società della disinformazione e della mediocrità antepone gli astuti ai meritevoli e invoglia continuamente a calpestare le regole. L’immoralità diffusa, l’etica del “vinci con qualsiasi mezzo”, e la piccola illegalità, scavano il solco verso un regime autoritario. La gente ne sente quasi il bisogno non rendendosi conto che una falsa democrazia, a tratti autoritaria, l’abbiamo già. Quando un Ministro si rivolge ad un altro potere costituzionale con parole di fuoco, di fatto delegittimandolo, la tripartizione dei poteri non ha più ragion d’essere, e il concetto di democrazia inesorabilmente viene sepolto. Montesquieu affermò la separazione dei tre poteri: legislativo, esecutivo e giudiziario, con lo spirito che essi avrebbero contribuito a garantire ad ogni uomo il godimento dei propri diritti. Oggi si assiste ad una capitis deminutio di una persona sol perché, per ragioni non troppo arcane, deve calare la testa di fronte a certe imposizioni che deve necessariamente accettare per il  fatto che se esercita una professione questo lo deve al potente di turno, al ras che in quel momento domina non solo la vita politica ma costringe a disattendere le più elementari norme di carattere etico. Se agisse in modo libero ed indipendente si troverebbe disoccupato. Con la caduta della c.d. prima repubblica ci si era illusi che sarebbe venuto un periodo di grande ritorno al rispetto della personalità e dei diritti naturali inalienabili: è stata una mera illusione. Gli uomini politici che si erano assunti l’onere di traghettare la società verso sponde di onestà e di moralità hanno aggravato la situazione perché complici di un ingranaggio che con le sue spire li ha coinvolti permettendo che il potere politico fosse dominato da un’etica di malcostume e di compromessi. La seconda repubblica sembrava dovesse essere una primavera come quella cecoslovacca ma si è risolta in un boomerang per colpa dei suoi interpreti. Gli uomini della seconda repubblica, quelli che si erano assunti l’onere di cambiare il cammino della storia sono degli sprovveduti che per la carenza di preparazione e per la mancanza di una visione politica globale stanno portando l’Italia allo sfacelo. C’è da precisare però che più della metà di questi novelli politici proviene dalle file di una democrazia che tangentopoli si era illusa di aver decapitato.

11 gennaio 2008

I TUMORI IN CAMPANIA

In questi giorni di clamore mediatico riguardante la crisi dei rifiuti in Campania, molti giornalisti che per lungo tempo hanno ignorato le vicende campane, stanno affrontando il problema in modo alquanto superficiale, dando molto rilievo all’aspetto più evidente di questa triste e agghiacciante vicenda: i cumuli di spazzatura nelle strade. C’è un aspetto di questa catastrofe però che non gode della stessa risonanza mediatica, anche se per il tasso di pericolosità dovrebbe richiamare l’attenzione non solo della stampa, ma al tempo stesso di tutte le istituzioni, nazionali e locali: i rifiuti tossici speciali interrati in discariche abusive e non. A seguito dello studio dell’ Organizzazione Mondiale della Sanità che ha visto la partecipazione dell’Istituto superiore della sanità, Arpa Campania, Osservatorio epidemiologico regionale e registro campano delle malformazioni congenite, si è avuta la certificazione da parte dei suddetti organismi, di un’opinione diffusissima nella popolazione campana, riguardante il vertiginoso aumento dei tumori. Riporto di seguito le mappe riguardanti le statistiche sui tumori nelle diverse zone della Campania, entrambe tratte dallo studio sulla mortalità in Campania negli anni 1982-2001 reperibile sul sito della Regione Campania.


Distribuzione degli SMR in Campania negli anni 1998-2001 per alcune cause di morte secondo il distretto di residenza – UOMINI

Distribuzione degli SMR in Campania negli anni 1998-2001 per alcune cause di morte secondo il distretto di residenza – DONNE


Tratto dalla Studio sulla Mortalità in Campania negli anni 1982 - 2001

mortalità per tumori: Nel periodo 1998-2001 il numero medio annuale di decessi per malattie neoplastiche in regione Campania è pari a 11.975 di cui 11.530 morti dovute a tumori maligni (6.926 negli uomini, 4.604 nelle donne). L’analisi dell’andamento nel ventennio 1982-2001 dei tassi standardizzati per età evidenzia (vedi Figura 1) un andamento simile della mortalità per tumore maligno nei due sessi: il trend è nettamente crescente fino ai primi anni ‘90, poi comincia a flettere con un decremento più vistoso nelle donne per cui, alla fine del ventennio considerato, il tasso standardizzato raggiunge il valore di 125,5, molto prossimo a quello del quadriennio 1982-1985 da cui è iniziata l’osservazione. Nei maschi, invece, la flessione è minore ed il valore osservato nell’ultimo quadriennio è comunque più alto di quello iniziale. L’osservazione dei grafici della Tabella 4 dimostra che la mortalità per neoplasie maligne nella provincia di Napoli, in cui si registrano i valori più elevati, ha un andamento, in ambo i sessi, molto simile a quello regionale; la provincia di Caserta supera i dati regionali dall’inizio del ‘90, con trend in diminuzione solo nell’ultimo quadriennio; Avellino ha trend in netta diminuzione nel sesso femminile. Osservando la Figura 2 ed analizzando in Tabella 4 il rapporto standardizzato di mortalità per patologia neoplastica nel quadriennio 1998-2001, verifichiamo anche che i valori di SMR più bassi si riscontrano nella provincia di Avellino (80,4 negli uomini; 77,1 nelle donne) ed in particolare nell’ASL di Avellino1 (76,2 negli uomini; 74,5 nelle donne). Tuttavia anche l’Asl di Salerno3 presenta bassi valori di SMR (76,2 negli uomini; 78,5 nelle donne). Il distretto sanitario 105-Buccino ha in assoluto ed in entrambi i sessi il valore di SMR più basso con limiti fiduciali statisticamente significativi. Il rischio più alto si riscontra, invece, nella provincia di Napoli e nelle ASL Napoli1 per le donne (118) e Napoli3 per gli uomini (123,7).
Proprio alla Napoli3 appartiene il distretto 67-Afragola con il valore di SMR più alto in assoluto del sesso maschile (142), mentre per il sesso femminile il rapporto standardizzato più alto (124,8) si registra nel distretto 84-Torre Annunziata dell’ASL Napoli5. Dalla Tabella 3 e dalla Figura 1, ricaviamo quali localizzazioni dei tumori maligni sono più frequentemente causa di morte, quale è l’andamento temporale di queste patologie e quali sono le aree geografiche più a rischio. Negli uomini è il tumore maligno del polmone a causare più morti (2.227 l’anno, 32,1% della mortalità tumorale) e a presentare alto tasso di anni potenziali di vita persi (6,5); il trend diminuisce dagli anni ‘90, i tassi standardizzati diretti più alti dell’ultimo quadriennio sono registrati nelle province di Napoli (94,5) e di Caserta (84,8), i valori di SMR più critici appartengono all’ASL Napoli3 (128,9) ed al distretto 67-Afragola che ad essa appartiene (165,4). Seconda causa di mortalità neoplastica nei maschi è il tumore del fegato con 690 decessi annui (10%) e tasso di YPLL pari a 2; il trend regionale di questa neoplasia è piuttosto stabile dagli anni ‘90 ed il valore del tasso standardizzato raggiunto negli anni 1998-2001 è 25,2. Negli stessi anni, a Napoli e provincia il tasso è 31,2; l’ASL con il rapporto standardizzato più alto (191,1) è la Napoli3 dove ci sono i distretti con SMR maggiore (253,6 nel distretto 68-Caivano e 234,4 nel distretto 65-Arzano). Anche il tumore maligno della prostata e quello della vescica causano un numero considerevole di morti tra gli uomini campani (con una media annuale di decessi pari a 504 per la prostata e 427 per la vescica) ma il tasso di YPLL è basso (rispettivamente 0,4 e 0,7) perché queste neoplasie sono appannaggio di età più avanzate. In particolare, poi, il trend del tumore della prostata, positivo fino al 1994-1997, presenta una flessione nell’ultimo quadriennio. Nel caso del tumore della vescica, la provincia di Napoli e le ASL Napoli1 e Napoli2 presentano, nel periodo 1998-2001, tassi standardizzati superiori alla media regionale: rispettivamente 18, 19,9 e 19,5 contro un tasso regionale di 15,5. E’, infine, necessario considerare i tumori del canale digerente più responsabili di morte.  Il tumore dello stomaco è causa di un numero medio annuale di decessi pari a 432 (6,2%), ha un tasso di YPLL di 1,3, per cui determina morti in età non elevata, presenta trend regionale e provinciale negativo. Caserta ha i valori di tasso standardizzato costantemente superiori a quelli regionali, netto è il decremento per la provincia di Benevento (da 23,6 a 13,7, -42%) che all’inizio del ventennio presentava il tasso più alto. I valori di SMR più notevoli si riscontrano nelle ASL di Caserta1 e Caserta2 (138,2 e 132,6) e nel distretto 35-Gricignano di Aversa (211,9). Le neoplasie maligne del colon, del retto e del canale intestinale non specificato sono responsabili rispettivamente di 358, 173 e 147 casi, per un totale di 678 morti. Il tumore del colon, in particolare, presenta un trend positivo in ogni provincia e specialmente a Benevento dove si osservano, nell’ultimo quadriennio, i tassi più alti (14,4), superiori ai regionali (13,1). Il rapporto standardizzato statisticamente significativo più alto è nella Napoli1 (127,4), quello distrettuale più vistoso si osserva nel distretto 55- Bacoli (179,2). Il trend del tumore del retto è, invece, stabile dal 1982. Per i tumori del canale intestinale va osservato che essi sono generalmente localizzazioni maldefinite del tumore del colon. Nelle donne il tumore che è maggiormente responsabile di decessi e di perdita di anni potenziali di vita è quello della mammella, con 790 morti (17,2% dei tumori maligni nelle femmine) e 3,1 di YPLL. Il trend regionale di questa malattia è in calo dal 1990, la mortalità provinciale più alta si registra a Napoli, anche se nell’ultimo quadriennio lo scostamento dal valore regionale si attenua; le province di Caserta e di Benevento, in controtendenza col dato regionale, presentano andamento in ascesa dagli anni ‘90. Nella provincia di Napoli e nell’ASL Napoli1 c’è il rischio più alto (SMR pari a 110,2 e 124,5); il valore distrettuale di SMR significativo più alto si riscontra nel distretto 86-Pompei (161,8). Le altre neoplasie che nel sesso femminile meritano particolare attenzione sono il tumore del fegato (405 morti, 8,8%), quello del polmone (392 morti, 8,5%), del colon (339 morti, 7,4%) e dell’utero (245 morti, 5,3%). Il tumore del fegato, con tasso standardizzato del YPLL di 0,7, presenta un trend regionale in calo dal 1990; la mortalità provinciale più alta per tutto il periodo è quella di Napoli (125,8) e nell’ASL Napoli3 si riscontra il valore più alto di SMR (147,1). Il distretto a più alto rischio per il valore del rapporto standardizzato (239,1) appartiene alla Napoli4 ed è il 74-Roccarainola. Di grande interesse è l’andamento del tumore del polmone nel sesso femminile: questa neoplasia, che con 392 morti determina l’8,5% della mortalità tumorale nelle donne, in un’età non troppo avanzata (tasso di YPLL 1,1), ha trend regionale nettamente positivo (l’incremento nel periodo considerato è stato del 42%) che è ancora più considerevole nella provincia di Napoli (+52,7%). Solo Caserta ed Avellino, con le rispettive province, manifestano tendenza al calo dagli anni ‘90. Gli SMR più alti si osservano nella ASL Napoli1 (161,9) e nei distretti 72- Casalnuovo (199,6) e 55-Bacoli (199,1). Il tumore del colon, anche nel sesso femminile, ha in Campania andamento in crescita, e questo trend è presentato da tutte le province, con valori del tasso standardizzato nell’ultimo quadriennio più alti della media regionale per le province di Benevento, Napoli e, soprattutto, di Caserta. I valori di SMR più elevati e statisticamente significativi si riscontrano nell’ASL Napoli1 (128,4), nell’ASL Caserta1 (121,2) e nel distretto sanitario 25 che corrisponde alla città di Caserta (143,6). Per quanto riguarda i tumori dell’utero, si può evidenziarne il trend in decremento in tutte le province e sottolineare che i valori di SMR più alti di 100 non hanno significatività statistica, tranne che per i distretti 33 di Marcianise (178,7) e 90 di Gragnano (187,2).

SMR
esprime il rapporto tra il numero di morti osservato in una popolazione ed il numero di morti atteso nella stessa popolazione se su questa agissero gli stessi tassi di mortalità specifici per alcune variabili di confondimento (vedi tasso standardizzato) che agiscono su di una popolazione assunta come riferimento.
In questo lavoro l’SMR è stato calcolato standardizzando per età, utilizzando i tassi di mortalità specifici per sesso ed età della Campania. L’SMR esprime, in percentuale, l’eccesso o il difetto di mortalità, esistente tra l’ASL/distretto in oggetto e la Regione al netto delle influenze esercitate dalla diversa composizione per età delle due popolazioni.

Per i riferimenti alle tabelle e alle figure consultare lo studio sulla mortalità in Campania negli anni 1982 – 2001 su:
http://resources.regione.campania.it/slide/files/Assessori/sanita/OER/file_3663_GNR.pdf



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permalink | inviato da parteattiva il 11/1/2008 alle 20:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa

9 gennaio 2008

CRONACA DI UNA CRISI ANNUNCIATA

In questi giorni di “normale” degrado ambientale in Campania, l’opinione pubblica nazionale e internazionale, sta difficilmente cercando di capire in che modo si sia potuto arrivare alla situazione disastrosa in cui versa l’agonizzante Regione Campania. La storia maledetta inizia negli anni ottanta, quando la punta di diamante della criminalità organizzata campana, i casalesi, ha fiutato il “puzzo” del business della monnezza, disseminando nel territorio casertano e napoletano rifiuti tossici provenienti dalle più svariate attività industriali, il tutto con la complicità di amministratori e istituzioni locali. L’attività di smaltimento è andata “bene”, e ahimè, le ultime indagini delle magistratura confermano che ad oggi è ancora una voce importante del bilancio dei clan camorristici campani. Tutto ciò è stato reso possibile anche grazie al disinteressamento della politica, che si occupa del fenomeno malavitoso soltanto quando il tasso criminale raggiunge livelli di percezione così alti da non poter non intervenire. Del resto connivenze e infiltrazioni camorristiche compensano le sporadiche manifestazioni di legalità che caratterizzano l’universo politico campano e non. La diossina, i liquami tossici non sono eclatanti e rumorosi come i colpi di pistola, hanno la capacità di ammazzare senza far rumore, sono killer’s silenziosi, e rendono più della droga. Sono ormai decenni che campani e non mangiano i prodotti delle terre della morte, ma come molto spesso accade, l’economia viene anteposta alla salute dei cittadini, con il tragico risultato dell’innalzamento dei tumori. Ritornando alla cronistoria della tragedia annunciata della munnezza killer, gli anni novanta segnano il punto di non ritorno della crisi. La chiusura delle discariche comunali che per anni hanno ingoiato rifiuti di ogni tipo,  ha reso necessaria, almeno formalmente, la realizzazione di strutture idonee a lavorare e a smaltire i rifiuti, caratterizzate entrambe dalla nuova frontiere del business energetico dei combustibili da rifiuto (cdr). La giunta regionale guidata dal presidente Rastrelli decise allora di affidare la realizzazione dei suddetti impianti all’Impregilo, una garanzia di rischio, data la poca esperienza dell’azienda nel settore. E intanto i rifiuti si moltiplicano come i pani, la gente si ammala, e la realizzazione degli inceneritori procede solo sulla carta.  Di raccolta differenziata non se ne parla. Cambia il colore politico della giunta regionale, e il presidente Bassolino, in ottemperanza alla continuità amministrativa, osserva inerte il fallimento del piano di realizzazione dei termovalorizzatori. Chissà come mai quest’inerzia non si è registrata con riguardo all’utilizzo dei fondi comunitari(?).  L’opinione pubblica si indigna a pranzo o a cena guardando i telegiornali, e l’unica risposta che la politica è in grado di dare alla crisi, che ormai non può essere definita emergenza, ma semplicemente normale degrado ambientale, è l’apertura  di “nuove vecchie” discariche. In tutta questa farsa mediatica, il campano, per dirla alla Coleridge è “come uno che, per strada deserta cammina tra paura e terrore e, guardandosi indietro, prosegue e non volta mai più la testa perché sa che un orrendo demonio a breve distanza lo insegue”. Il demonio si chiama cancro da diossina, un mostro omogeneizzatore che bussa alle porte di tutti, ricchi e poveri, vittime e carnefici. Da questa triste situazione non se ne esce in una settimana o in 120 giorni (il tempo del mandato del nuovo commissario governativo), e nemmeno il De Gennaro dei tempi migliori, quelli della lotta alla mafia, può con un colpo di bacchetta magica risolvere la crisi. Cinque milioni di ecoballe giacciono sul suolo campano, e per di più non sono neanche smaltibili mediante termovalorizzazione. Tempo fa alcune di esse furono testate nel termovalorizzatore di Terni, e l’esito fu negativissimo: blocco dell’impianto dovuto alla presenza di sostanze radioattive. Nuovamente caleranno i riflettori sull’omicidio di massa campano e la morte continuerà a fare il suo corso.



Non si piange sulla propria storia, si cambia rotta”.  -Spinoza-

“Non é vero che abbiamo poco tempo: la verità é che ne perdiamo molto”. -Seneca-

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12 dicembre 2007

SITI INQUINATI IN CAMPANIA


Questa è la mappa dei siti inquinati (o potenzialmente tali) censiti nella Regione Campania. Allucinante!!! Badate bene sono solo quelli ufficiali, tutte le discariche abusive della camorra non risultano. Recentemente la Coldiretti Campania ha manifestato il suo disappunto nei confronti del piano di bonifica regionale, criticando l’esiguità dei fondi messi a disposizione per la bonifica dei siti inquinati. Probabilmente il pauroso innalzamento del tasso di tumori che si è registrato in Campania ha qualche nesso con l’inquinamento. Sono circa 2507 i siti potenzialmente inquinati solo in Campania, ma tutto ciò non preoccupa le istituzioni regionali. Una percentuale rilevante di questi siti inquinati presenta anche inquinamenti oltre che del sottosuolo anche delle acque sottostanti. Eppure ogni volte che la raccolta dei rifiuti si blocca, a causa della mancanza di inceneritori e di una seria politica di differenziazione, i mass-media si limitano a mostrare i rifiuti accantonati ai bordi delle strade, senza approfondire sulle cause di questo disastro. Certamente la camorra sta distruggendo il proprio territorio, ma in tutto ciò la politica che fa? Riproponiamo uno studio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che ha visto la partecipazione dell’Istituto superiore della sanità, Arpa Campania, Osservatorio epidemiologico regionale e registro campano delle malformazioni congenite.

I risultati di questo studio sono terrificanti:

  • La mortalità generale in Campania è superiore alla media nazionale: 9% per gli uomini e 12% per le donne;
  • La percentuale aumenta se si parla di Tumori del fegato: 19% per gli uomini, 29%per le donne;
  • Le malattie al sistema nervoso si presentano l’83% in più della media nazionale, così come quelle delle malformazioni congenite all’apparato urogenitale: 84%.
  • Il risultati più preoccupanti riguardano le città di Acerra, Bacoli, Caivano, Giugliano, Aversa, Castelvolturno, Marcianise e Villaliterno.


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1 novembre 2007

S.O.S. INFORMAZIONE CERCASI

L’informazione in Italia svolge così egregiamente la sua funzione di manipolatrice delle coscienze dei cittadini,  a tal punto da avere la forza di far dimenticare le emergenze nazionali come la mafia o i rifiuti.  Meglio subissare le menti atrofizzate di gran parte degli italiani con aggiornamenti sulla vicenda di Cogne, che sensibilizzare l’opinione pubblica sui problemi che la riguardano direttamente. Nel deserto dell’ informazione crescono specie protette di politici e amministratori che devono essere preservate dal confronto con i cittadini. Chi meglio degli organi di informazione può assolvere questo nobile compito? Gli operatori turistici della Campania hanno espresso le loro rimostranze nei confronti di una certa informazione, che  a loro direi ignora le conseguenze negative (mancati guadagni) della continua campagna informativa riguardante l’emergenza rifiuti. A questo punto i mass media, da perfetti cani da riporto del potere, celermente hanno provveduto a spegnere i riflettori sulla Campania e sui suoi tumori tossici. L’inceneritore di Acerra non è ancora ultimato, sono troppe le disavventure giudiziarie che stanno ostacolando la realizzazione dell’opera Bassoliniana. La raccolta differenziata è ferma al 5 %, ed è così lampante la scarsa importanza che viene data a questa forma di acculturamento sociale, che a Napoli per trovare un cassonetto per la raccolta della plastica bisogna cercarlo su Google Maps, alla voce Napoli!!! Forse i politici campani stanno affrontando il problema secolare del sovraffollamento di Napoli e dintorni con una campagna di morte a base di rifiuti tossici, con la camorra a fare il lavoro sporco e lucroso della semina della morte. Ci vorrebbero decenni per bonificare il territorio campano, ma la bonifica costa troppo, ci vogliono troppe risorse che inevitabilmente andrebbero ad intaccare il budget clientelare. Meglio la morte (degli altri) che rischiare di perdere le elezioni. La bonifica non s’ha da fare!!! Puntare sulla raccolta differenziata non è conveniente a breve termine, è preferibile spalmare nel tempo anche  questo lento omicidio di massa, al pari del debito regionale. La raccolta differenziata non s’ha da fare!!! C’è chi come la camorra <trasforma> i rifiuti in oro e morte, e chi come il Comune di Peccioli in Toscana utilizza i rifiuti per offrire sviluppo e servizi alla propria comunità. Gli abitanti di Peccioli i rifiuti li vogliono non li subiscono. Attraverso una società mista, La Belvedere di cui il comune è proprietario all’ 85% e il restante 15%  invece è di piccoli risparmiatori residenti nel comune, i guadagni derivanti dalla gestione della discarica (fatturato di 18 milioni di euro l’anno) vengono impiegati per realizzare strutture pubbliche, offrire servizi e infine ridistribuiti agli azionisti mediante lauti dividendi. Quella di Peccioli è una discarica non un inceneritore. E lì i controlli funzionano. A Napoli ci sono centinaia di dipendenti dell’Asia, l’azienda che gestisce la raccolta dei rifiuti, che probabilmente (per evitare querele)  non lavorano. Perché non si procede con la raccolta differenziata porta a porta, in modo da impiegare anche questi disoccupati impiegati? Ma fa così schifo vivere in modo decente? Ci dobbiamo rassegnare ad una città sporca e  piena di rifiuti?




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29 giugno 2007

LA DIVISIONE DEL POTERE

Da REPUBBLICA 29-06-2007

Campania, ecco il vero Manuale Cencelli - Tanti punti a carica e tutti sono contenti

A ogni posizione corrisponde un punteggio, ogni partito del centrosinistra ha diritto a un certo numero di punti in base al proprio peso elettorale

MARGHERITA: punti spesi 33,1, punti residui 19,3. Democratici di sinistra: punti spesi 28,2, punti residui 22,2. Punti come al supermercato, le schede fedeltà del benzinaio, i bollini blu da socio Aci. Dimmi quanti punti hai e ti dirò che poltrona vinci. Perfetta, equilibrata, finalmente equa, matematicamente inattaccabile, la spartizione campana degli uffici di diretta emanazione politica (Asl, Parchi, Università, Garante dell'infanzia, dei detenuti, Comitato Pace e Cooperazione eccetera eccetera) sta procedendo secondo lo schema mutuato dalla mente vivissima del più noto teorico della lottizzazione: il signor Massimiliano Cencelli. Un bravo cronista de "Il Mattino", passeggiando nei corridoi del consiglio regionale della Campania, ha raccolto tre foglietti sui quali era sistemata la griglia delle poltrone spartite, e quelle da spartite. Era segnalata secondo un punteggio prefissato la fame di ciascun gruppo politico. Ciò che aveva ottenuto, ciò che poteva ancora ottenere.  Fatto 100 il valore della maggioranza i diesse col 15 per cento dei voti hanno un valore percentuale del 25. Gli sono attribuiti 50,43 punti con il seguito: quanti punti hai già speso quanti ancora da spendere. In Campania comandano i migliori interpreti di Cencelli: Ciriaco De Mita e Clemente Mastella. Da qualche anno, bisogna dire, un altro allievo, Antonio Bassolino, ha raggiunto con profitto i maestri. I tre hanno fatto scuola e dunque la classe, il consiglio regionale guidato dalla signora Sandra Lonardo in Mastella, ha preso appunti e messo a frutto.  I tre foglietti ieri erano disponibili e interpretavano asetticamente le possibili aspirazioni di ciascuno. Vi sono molti punti in palio e ciascuno, secondo le inclinazioni e i bollini sulla scheda, può indicare la poltrona più in linea con il proprio sentire. Infatti nella classificazione delle singole autorità da insediare nulla, ma proprio nulla, è stato lasciato alla discrezione dei consiglieri. Chi, per dire, avverte la necessità di stare a sinistra, anche molto a sinistra, può scegliere di guidare la Commissione per il lavoro: pochi punti (1,5) ma molto onore. Vero, in alcuni ruoli di guida non si prevede compenso. Essendo la quantità di moneta ricevuta un indice che fa aumentare e anche di parecchio il punteggio, alcune funzioni da svolgere gratis sono individuate negli ultimi posti in classifica. La Consulta per l'immigrazione (l'altra per la Pace, la terza per la Cooperazione) valgono zero euro. Sono dunque destinate alla minoranza.  
Un vero partito di governo vuole di più. Il Corecom, il comitato regionale sulle comunicazioni, vale tantissimo. Chi conquista la presidenza raccoglie cinque punti. Qui non serve chiedere cosa faccia il presidente e soprattutto cosa sia il Corecom. Il valore della poltrona che presumibilmente si occuperà di controllare i tg regionali della Rai, è irrobustito da un alto compenso che automaticamente lo proietta nell'olimpo lottizzatorio. Cinque punti, tanto quanto tre revisori di conti di una Asl (1,5 punti a testa). Ce n'è però per tutti i gusti, proprio come al supermercato: dimmi quanto hai e ti dirò che pentola avrai. Molti hanno speso tanto, la Margherita più di tutti, ma anche l'Italia dei Valori: 3,78 per cento di voti che fanno in valore 5,72 per cento. Punti attribuiti 12,48, spesi: 9,5, da spendere 2,98. E con due punti e novantotto Antonio Di Pietro può prendersi l'Inps (2 punti) o scambiarlo con la seconda università di Napoli (2,5 punti) oppure col Parco del Vesuvio o del Cilento (due punti). I verdi di Pecoraro Scanio stanno meglio: degli 11 punti attribuiti ne hanno spesi soltanto 5. Gliene restano 6.  Chi non ha speso nulla sono i comunisti italiani: intatta la cassaforte con nove punti. Decideranno se, quando e dove fare gli acquisti. Intanto i lavori del consiglio regionale, malgrado la calura estiva, proseguono a ritmo serrato.


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19 giugno 2007

L'ANTIPOLITICA CAMPANA

Il dramma dei rifiuti in Campania non può essere trattato dal governo centrale come un problema locale, perché non si tratta solo di trovare una soluzione logistica allo smaltimento delle migliaia di tonnellate di rifiuti che ciclicamente invadono le strade della Campania. L’aspetto più importante di questa triste vicenda è tutelare il diritto alla salute dei cittadini, troppe volte oscurato da strategie di conservazione del potere. Alle manchevolezze della politica campana, il governo ha il dovere di sopperire con azioni concrete, anche se osteggiate dalla popolazione locale. In Campania la sinistra è al potere non solo per propri meriti, che pur volendo essere magnanimo trovo difficoltà ad individuare, ma soprattutto perché non c’è nessun avversario politico in grado di ostacolarla. Il centro destra campano rasenta il ridicolo, è in grado solo di contestare senza offrire una valida alternativa. E’ acclarato che la regione Campania è sommersa da rifiuti tossici ( una tonnellata per ogni abitante), sappiamo anche chi è il colpevole di tutto ciò, ma nessun politico si prodiga per cercare di bonificare gli sversatoi  della morte. Può sembrare banale, ma perché la Regione non istituisce un ufficio dove poter segnalare, in forma anonima, i luoghi dove sono presenti i rifiuti tossici? Consiglieri e assessori, amministratori e uomini di partito, vivono o no in questa regione dove i tumori sono diventati un’epidemia? La politica è trovare soluzioni, innovare, ascoltare la gente, tradurre in atti concreti le idee. In altri termini il rapporto politico-cittadino, deve essere come quello medico-paziente. Ma evidentemente queste persone sono più interessate a preservare le proprie clientele per continuare a regnare indisturbati senza curarsi dei disastri che li circonda. E intanto di questo passo la nostra terra andrà distrutta per sempre. 6 milioni di ecoballe giacciono tra Napoli e Caserta, prevedibilmente la camorra proseguirà nella sua opera di sversamento e intanto l’unico inceneritore di Acerra partirà, forse, ad ottobre; di raccolta differenziata neanche a parlarne, né tantomeno si accenna a predisporre un serio piano di bonifica generale del territorio, quantunque di questo passo si arriverà ad inquinare le falde acquifere e l’intero ciclo biologico - alimentare. E’ ricominciata pure la faida di Secondigliano. A Napoli si continua a sparare ovunque, anche davanti alle chiese. Il degrado è dappertutto. Gran parte della gente sembra quasi piegata ad una rassegnata indifferenza. Ma Bassolino è troppo impegnato a farsi ristrutturare gli uffici, a rilasciare interviste, a pagare i dipendenti dei consorzi della nettezza per non fare un cazzo e a finanziare i suoi amiconi.  Dove ci porterà questo modo di fare politica? La gente è stanca di parole al vento, ora devono parlare i fatti. E’ giunto il momento di voltare pagina, perché fra non molto sarà troppo tardi…


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