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  • ANTONIO BRUNO

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" GLI UOMINI PASSANO, LE IDEE RESTANO. RESTANO LE LORO TENSIONI MORALI E CONTINUERANNO A CAMMINARE SULLE GAMBE DI ALTRI UOMINI"

"Basta ai giovani contestatori staccarsi dalla cultura, ed eccoli optare per l’azione e l’utilitarismo, rassegnarsi alla situazione in cui il sistema si ingegna ad integrarli. Questa è la radice del problema: usano contro il neocapitalismo armi che in realtà portano il suo marchio di fabbrica, e sono quindi destinate soltanto a rafforzare il suo dominio. Essi credono di spezzare il cerchio, e invece non fanno altro che rinsaldarlo."-
Pier Paolo Pasolini

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Il Crepuscolo degli idoli  di F. Nietzsche
L'unico e la sua proprietà di M. Stirner
Cose di Cosa nostra di Giovanni Falcone e M. Padovani
Poteri forti di Ferruccio Pinotti
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"In Sicilia, per quanto uno sia intelligente e lavoratore, non è detto che faccia carriera, non è detto neppure che ce la faccia a vivere. La Sicilia ha fatto del clientelismo una regola di vita. Difficile in questo quadro, far emergere pure e semplici capacità professionali. Quel che conta è l'amico o la conoscenza per ottenere una spintarella. E' la mafia, che esprime sempre l'esasperazione dei valori siciliani, finisce per fare apparire come un favore quello che è il diritto di ogni cittadino".
-Tratto da Cose di Cosa nostra di Giovanni Falcone e Marcelle Padovani-

"Non vi è dubbio che la televisione sia autoritaria e repressiva come mai nessun mezzo di informazione al mondo. Il giornale fascista e le scritte su cascinali di slogans mussoliniani fanno ridere. Il fascismo, voglio ripeterlo,non è stato sostanzialmente in grado nemmeno di scalfire l'anima del popolo italiano: il nuovo fascismo, attraverso i nuovi mezzi di comunicazione e d'informazione, non solo l'ha scalfita, ma l'ha lacerata, violata, bruttata per sempre".- Pier Paolo Pasolini

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16 novembre 2008

CARNEVALE - DELL'UTRI, CHE STRANA COINCIDENZA...

Chi lo avrebbe mai detto che sarebbe bastato un lodo per risolvere i problemi della giustizia in Italia? Da quando è finita la persecuzione giudiziaria dell’integerrimo sostenitore della legalità e dell’eguaglianza giuridica degli italiani, il suo portaborse preferito è impegnato a svecchiare la macchina giudiziaria. Il ventenne Berlusconi non vuole essere ricordato come un gerontocrate!!!

La Corte di Cassazione  doveva essere di esempio in questo progetto di ringiovanimento, per questo l’illuminato Alfano ha deciso che chi, se non un giovane giudice come Corrado Carnevale dovesse essere l’interprete di questo nuovo corso. Alla giovane età di 80 anni (il limite in magistratura è di 75 anni)  , grazie ad un decreto ad personam  n.143/2008 lo sbarbatello Carnevale potrà concorrere alla carica di presidente della Corte di Cassazione, è in virtù della sua tenera età sbaraglierà tutti i suoi concorrenti. Del resto c’è gente che con il principio di anzianità ha una certa familiarità.

Quindi sappiamo in anticipo che, salute permettendo, dal 2010 con ogni probabilità la Corte di Cassazione sarà presieduta dal giovane Carnevale. Ma chi è questo giovanotto? Mah..uno “sconosciuto” giudice di “periferia” che è stato perseguitato soltanto per aver cassato (in cassazione) sentenze che riguardavano processi di bassa importanza. Che sarà la Mafia, la Banda della Magliana….suvvia in Italia ci sono problemi più importanti. E poi nel 2008 ancora si parla di certe cose, lo volete capire una volta per tutte che la Mafia non esiste.  Purtroppo in Italia abbiamo questa pessima abitudine di autodenigrarci. Piuttosto parliamo delle “risorse” del nostro paese, che ne so la Fininvest….

Lasciamo alla storia, o a quello che ne rimarrà, le vicende giudiziarie di Corrado Carnevale. Mi preoccupa l’idea che un giudice così “chiacchierato” probabilmente sarà il Presidente della Corte di Cassazione dal 2010 fino al 2013.

Guarda caso, per una “banale coincidenza” presumibilmente nell’arco temporale della probabile presidenza Carnevale, in Cassazione arriverà il processo per concorso esterno in associazione mafiosa a Marcello Dell’Utri, noto pregiudicato parlamentare nonché braccio destro del ventenne (il ventennio di questo passo sarà superato) Berlusconi.

Carnevale – Dell’Utri che strana coincidenza…

14 giugno 2007

CIRCOLO DELLA LIBERTA'(CONDIZIONATA)

Per tutti quelli che sono stanchi di giornalisti faziosi, c’è una buona notizia. E’ nata la tv delle libertà. Garante della pluralità d’informazione: Michela Vittoria Brambilla…si, proprio quella che va in tv con le autoreggenti bene in vista, a contestare tutto e tutti, sulla base di informazioni sbagliate e fuorvianti. Pensate, è così portatrice di verità, che anche i giornalisti del “Giornale” si sono rifiutati di far allegare il suo Talmud: il giornale dei circoli delle libertà!!! Cioè, giornalisti pagati da Berlusconi minacciano di scioperare per tutelarsi contro la femme fatale del Cavaliere!! Questa è la repubblica delle banane? No è l’Italia. I circoli delle libertà(condizionata!!)…il nome è tutto un programma!!! Se pensate che Marcello Dell’Utri, l’ideatore nonché fondatore de “Il Circolo”(anche per questo dovrebbero pagare il copyright a Licio Gelli), progenitore dei Circoli Brambilliani,  se verrà confermata in II° grado e in Cassazione la sentenza di condanna a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa…perderà la libertà!! Ma non è la prima volta: nel maggio del 1995 viene arrestato per aver inquinato le prove sull'inchiesta sui fondi neri di Publitalia. Nel 1983 Dell’Utri fa fallire la “Bresciano Costruzioni” di Rapisarda Filippo Alberto, finanziere siciliano in odor di mafia, il quale fugge latitante in Venezuela. La storia  parte dagli anni Sessanta, quando Dell' Utri venne assunto da Filippo Alberto Rapisarda, secondo i pm su richiesta di Stefano Bontade (capo mafia).

Dall’intervista al giudice Paolo Borsellino:

Borsellino So dell'esistenza di Rapisarda, ma non me ne sono mai occupato pesonalmente.
Giornalista
Perché quanto pare, Rapisarda, Dell'Utri, erano in affari con Ciancimino, tramite un tale Alamia.
Borsellino
Che Alamia fosse in affari con Ciancimino è una circostanza da me conosciuta e che credo risulti anche da qualche processo che si è già celebrato. Per quanto riguarda Rapisarda e Dell'Utri, non so fornirle particolari indicazioni, trattandosi ripeto sempre di indagini di cui non mi sono occupato personalmente.
Giornalista
Non le sembra strano che certi personaggi, grossi industriali come Berlusconi, Dell'Utri, siano collegati a uomini d'onore tipo Vittorio Mangano?
Borsellino
All'inizio degli anni Settanta, Cosa Nostra cominciò a diventare un'impresa anch'essa, un'impresa nel senso che attraverso l'inserimento sempre più notevole, che a un certo punto diventò addirittura monopolistico, nel traffico di sostanze stupefacenti, Cosa Nostra cominciò a gestire una massa enorme di capitali, dei quali naturalmente cercò lo sbocco, perché questi capitali in parte venivano esportati o depositati all'estero e allora così si spiega la vicinanza tra elementi di Cosa Nostra e certi finanzieri che si occupavano di questi movimenti di capitali.

Sicuramente dei Circoli avrebbe fatto parte anche Vittorio Mangano, lo stalliere di Arcore. Dall’intervista al giudice Paolo Borsellino: -“Sì, Vittorio Mangano l'ho conosciuto anche in periodo antecedente al maxi-processo e precisamente negli anni fra il 1975 e il 1980, e ricordo di aver istruito un procedimento che riguardava delle estorsioni fatte a carico di talune cliniche private palermitane. Vittorio Mangano fu indicato sia da Buscetta che da Contorno come "uomo d'onore" appartenente a Cosa Nostra…uomo d'onore della famiglia di Pippo Calò, cioè di quel personaggio capo della famiglia di Porta Nuova, famiglia della quale originariamente faceva parte lo stesso Buscetta. Si accertò che Vittorio Mangano, ma questo già risultava dal procedimento precedente che avevo istruito io e risultava altresì da un procedimento cosiddetto procedimento Spatola, che Falcone aveva istruito negli anni immediatamente precedenti al maxi-processo, che Vittorio Mangano risiedeva abitualmente a Milano, città da dove come risultò da numerose intercettazioni telefoniche, costituiva un terminale del traffico di droga, di traffici di droga che conducevano le famiglie palermitane.

Infine anche se quasi nessun giornale ne ha parlato,  il 15 maggio 2007 la III Corte d’appello di Milano ha condannato il senatore forzista Marcello Dell’Utri e il boss della mafia di Trapani Vincenzo Virga a 2 anni per ciascuno per tentata estorsione.


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permalink | inviato da parteattiva il 14/6/2007 alle 10:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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