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"Basta ai giovani contestatori staccarsi dalla cultura, ed eccoli optare per l’azione e l’utilitarismo, rassegnarsi alla situazione in cui il sistema si ingegna ad integrarli. Questa è la radice del problema: usano contro il neocapitalismo armi che in realtà portano il suo marchio di fabbrica, e sono quindi destinate soltanto a rafforzare il suo dominio. Essi credono di spezzare il cerchio, e invece non fanno altro che rinsaldarlo."-
Pier Paolo Pasolini

Libri Consigliati
Il Crepuscolo degli idoli  di F. Nietzsche
L'unico e la sua proprietà di M. Stirner
Cose di Cosa nostra di Giovanni Falcone e M. Padovani
Poteri forti di Ferruccio Pinotti
La Israel lobby e la politica estera americana di J.J. Mearsheimer e Stephen M. Walt
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Fratelli d'Italia di Ferruccio Pinotti
Roghi Fatui di Adriano Petta
Le vie infinite dei rifiuti di Alessandro Iacuelli
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"In Sicilia, per quanto uno sia intelligente e lavoratore, non è detto che faccia carriera, non è detto neppure che ce la faccia a vivere. La Sicilia ha fatto del clientelismo una regola di vita. Difficile in questo quadro, far emergere pure e semplici capacità professionali. Quel che conta è l'amico o la conoscenza per ottenere una spintarella. E' la mafia, che esprime sempre l'esasperazione dei valori siciliani, finisce per fare apparire come un favore quello che è il diritto di ogni cittadino".
-Tratto da Cose di Cosa nostra di Giovanni Falcone e Marcelle Padovani-

"Non vi è dubbio che la televisione sia autoritaria e repressiva come mai nessun mezzo di informazione al mondo. Il giornale fascista e le scritte su cascinali di slogans mussoliniani fanno ridere. Il fascismo, voglio ripeterlo,non è stato sostanzialmente in grado nemmeno di scalfire l'anima del popolo italiano: il nuovo fascismo, attraverso i nuovi mezzi di comunicazione e d'informazione, non solo l'ha scalfita, ma l'ha lacerata, violata, bruttata per sempre".- Pier Paolo Pasolini

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9 settembre 2008

IL TURISMO NEL CILENTO: UN BILANCIO NEGATIVO

Ormai l’estate è finita e ora è tempo di bilanci.  Il turismo nel Cilento è alla canna del gas, fatta eccezione per qualche famiglia che abitualmente vi trascorre l’estate, il bilancio complessivo di questa estate 2008 è pessimo. Prezzi non concorrenziali e mancanza di un’offerta turistica alternativa al solito mare e ombrellone davanti a lidi che sembrano in realtà delle palafitte. In Toscana hanno realizzato le vie del vino, perché nel Cilento non facciamo le vie dell’olio? Puntare esclusivamente alla valorizzazione(?) della fascia costiera ha un senso soltanto se l’entroterra ha già la forza per attrarre un turismo di qualità. Credo che le forze politiche abbiano siglato una sorta di pax cilentana, temendo che alterare l’equilibrio, raggiunto dopo anni ed anni di clientele e impoverimento culturale del Cilento, possa far vacillare i loro feudi. Sarà per questo che le dimissioni “forzate” del Prof. De Masi dalla presidenza del Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano sono state salutate con una sorta di silenzioso rallegramento soprattutto da parte della compagine di centrosinistra. Rinnovamento politico nel Cilento vuol dire passare da padre in figlio!!! Il modello De Masi rappresentava un pericolo per tutti quei politici cilentani che hanno fatto del clientelismo e della gestione familiare della politica un loro segno distintivo.

Le cause del mancato sviluppo  economico e di conseguenza anche del turismo cilentano sono molteplici, ma tutte aventi un minimo comune denominatore: la politica.


In un paese normale i fondi per la microfiliera del turismo dati con la formula degli aiuti “de minimis”  sarebbero serviti per incrementare l’offerta ricettiva sia di fascia media che di fascia alta. Nel nostro Cilento invece chi voleva ristrutturare la propria casa ha pensato bene di sfruttare questi fondi, improvvisandosi operatore turistico per pochi mesi l’anno. Il risultato è l’assenza di professionalità e la carente offerta ricettiva di qualità.
La politica sta comprando il silenzio dei cittadini, che ancora una volta si accontentano di qualche contentino tipo  il concerto di Pino Daniele a Palinuro ( tra l’altro davvero deludente!!!) o qualche sagra. Che aspirazioni mediocri regnano nel nostro Cilento!!!
La svolta cilentana potrebbe partire da Agropoli, dove probabilmente sorgerà un club Med.

Resta da far capire ai politicanti cilentani che oggi la competizione nel settore turistico è globale, la gente a parità di costo tra il Cilento e Barcellona sceglie quest’ultima.

E’ online l’intervista ad alcuni membri del comitato “Pro De Masi”. Ecco il link Una giornata con il comitato "Pro De Masi"




permalink | inviato da parteattiva il 9/9/2008 alle 16:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
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