.
Annunci online

 
parteattiva 
<%if foto<>"0" then%>
Torna alla home page di questo Blog
 
  Ultime cose
Il mio profilo
  Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
  Technorati
Officina Democratica
RinascitaNazionale
StefanoScargetta
SocietàCivile
Pagerank
Antimafiaduemila
OsservatorioCampania
Il Senso del Vero
Arcoiris Tv
Porta di Massa - Lab.autogestito
Doppia Ricerca
la CORRENTE.
Il Diogene
Fisicamente
Raccolta Marco Travaglio
Beppe Grillo
Narcomafie
Parco Naz. Cilento
NuovaPolitica
Loumogghe
La scomparsa dei fatti
Gira la rete
Cerca Blog
WebTematico
Abc LInk
www.codicesorgente.it
Archivio900
Bloggers
RssPress
  cerca

 

 

Creative Commons License
Parteattiva by Antonio Bruno is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato

senza alcuna periodicità. Non può pertanto
considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della
legge n. 62 del 07.03.2001
L'Autore, inoltre, dichiara di non essere responsabile
per i commenti inseriti nei post.
Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine
o dell'onorabilità di persone terze
non sono da attribuirsi all'Autore."

AUTORE

  • ANTONIO BRUNO

DAI UN'OCCHIATA A...:


PARTEATTIVA SUMYSPACE
Antonio Bruno

Crea il tuo badge



" GLI UOMINI PASSANO, LE IDEE RESTANO. RESTANO LE LORO TENSIONI MORALI E CONTINUERANNO A CAMMINARE SULLE GAMBE DI ALTRI UOMINI"

"Basta ai giovani contestatori staccarsi dalla cultura, ed eccoli optare per l’azione e l’utilitarismo, rassegnarsi alla situazione in cui il sistema si ingegna ad integrarli. Questa è la radice del problema: usano contro il neocapitalismo armi che in realtà portano il suo marchio di fabbrica, e sono quindi destinate soltanto a rafforzare il suo dominio. Essi credono di spezzare il cerchio, e invece non fanno altro che rinsaldarlo."-
Pier Paolo Pasolini

Libri Consigliati
Il Crepuscolo degli idoli  di F. Nietzsche
L'unico e la sua proprietà di M. Stirner
Cose di Cosa nostra di Giovanni Falcone e M. Padovani
Poteri forti di Ferruccio Pinotti
La Israel lobby e la politica estera americana di J.J. Mearsheimer e Stephen M. Walt
L'Anticristo di F. Nietzsche
Fratelli d'Italia di Ferruccio Pinotti
Roghi Fatui di Adriano Petta
Le vie infinite dei rifiuti di Alessandro Iacuelli
1984 di George Orwell
Una teoria della Giustizia di John Rawls

"Combattere e vincere 100 battaglie non è prova di suprema eccellenza, la suprema bravura consiste nel piegare la resistenza del nemico senza combattere" -Sun Tsu-



www.kilombo.org
segnala il tuo blog su blogmap.itSfondi Desktop Gratis Vista  Windows Vista Foto Natura
Blog-Show la vetrina italiana dei blog!Antipixel di SocialDust Blog Aggregator
Blog Aggregator 3.3 - The FilterGooglerank, pagerank di Google
Ci trovate nella Directory RSS Italiana
voli low cost  viaggi economici
Ottimizzato con TuttoWebMaster

 
"In Sicilia, per quanto uno sia intelligente e lavoratore, non è detto che faccia carriera, non è detto neppure che ce la faccia a vivere. La Sicilia ha fatto del clientelismo una regola di vita. Difficile in questo quadro, far emergere pure e semplici capacità professionali. Quel che conta è l'amico o la conoscenza per ottenere una spintarella. E' la mafia, che esprime sempre l'esasperazione dei valori siciliani, finisce per fare apparire come un favore quello che è il diritto di ogni cittadino".
-Tratto da Cose di Cosa nostra di Giovanni Falcone e Marcelle Padovani-

"Non vi è dubbio che la televisione sia autoritaria e repressiva come mai nessun mezzo di informazione al mondo. Il giornale fascista e le scritte su cascinali di slogans mussoliniani fanno ridere. Il fascismo, voglio ripeterlo,non è stato sostanzialmente in grado nemmeno di scalfire l'anima del popolo italiano: il nuovo fascismo, attraverso i nuovi mezzi di comunicazione e d'informazione, non solo l'ha scalfita, ma l'ha lacerata, violata, bruttata per sempre".- Pier Paolo Pasolini

PARCO NAZIONALE DEL CILENTO E VALLO DI DIANO

Visualizzazione ingrandita della mappa


 

Diario | SpazioCilento | Cultura | SpazioLibero | Spazio auto-gestito di informazione politica |
 
Diario
1visite.

11 novembre 2007

DISORDINE PUBBLICO

La morte del giovane tifoso laziale rimette in evidenza un problema che non è stato mai risolto dalla politica italiana: l’ordine pubblico. Troppo soventemente tale questione è oggetto di incomprensibili strumentalizzazioni di parte che creano solo confusione e timore nei cittadini. La mancanza della certezza della pena come deterrente alle azioni dei facinorosi, l’inadeguatezza delle forze dell’ordine nella gestione delle manifestazioni di ogni tipo, alla lunga portano inevitabilmente a conseguenze dolorose. Carlo Giuliani, Federico Aldrovandi,  Filippo Raciti, Aldo Branzino,  Gabriele Sandri, hanno tutti in comune una fine drammatica, sulla quale si ha il dovere di ricercare la verità. L’incertezza è la madre di tutte le tensioni. L’episodio odierno è emblematico. I media non hanno a nostro avviso, dato modo di cogliere il cuore del problema, collegando direttamente il fatto al tema della violenza negli stadi, di certo non adeguatamente coadiuvati dalle autorità preposte, che hanno fornito una versione dei fatti superficiale e non univoca. La vicenda del povero Sandri assume una valenza autonoma e se da un lato lascia la porta aperta a scenari inquietanti, non essendo accantonata dagli stessi inquirenti l’ipotesi dell’omicidio volontario, dall’altro rappresenta un caso, piuttosto grave, di inadeguatezza della tutela di pubblica sicurezza. Tale profilo fa da sfondo a numerosi episodi (non necessariamente culminati in tragedia), nei quali tale elemento si è manifestato in via esclusiva o concorrente. Si cercherà in questa sede di analizzare brevemente tale questione , senza pretese di esaustività, da un punto di vista il più possibile organico ma attinente al solo profilo della fase repressiva. La materia dell’ordine pubblico andrebbe affrontata con maggiore distacco da parte degli organi competenti, soprattutto per quanto attiene alla ridefinizione dei compiti delle forze dell’ordine.  La necessità è a nostro avviso quella di dare una risposta al problema in termini di efficienza nell’ottica di un ripensamento della concezione di tutela dell’ ordine pubblico. Da un punto di vista strutturale l’anomalia tutta italiana rappresentata dalla presenza di tre corpi militarizzati non risponde a criteri di efficienza, così come un eccessivo numero di effettivi a fronte di retribuzioni medie del tutto inadeguate. Occorre una maggiore valorizzazione del merito sia  nell’interesse dei cittadini che di quegli agenti che svolgono il loro mestiere con coraggio, professionalità, dedizione e correttezza. A tal fine maggiore efficienza e trasparenza sono auspicabili in relazione ai criteri di selezione e preparazione degli agenti. Riguardo, invece, a quelle particolari e delicate situazioni suscettibili di sfociare in scontri di piazza, troppo spesso si rinviene una carenza di coordinamento  figlia di una metodologia di tutela dell’ordine pubblico sovente inserita in una logica di scontro. Ne sono testimonianza l’abuso nell’utilizzo dei Nuclei Antisommossa e la cattiva abitudine di taluni agenti di non rispettare i regolamenti di servizio, ad esempio quando si impugna alla rovescia un manganello Tonfa (cosa che avviene praticamente sempre). Abitudine questa che è altresì espressione di una concezione fascista dell’uso della violenza che spesso è riconducibile a condizionamenti di tipo ideologico. Episodi come quello dell’uccisione di Federico Aldrovandi (tanto per fare un esempio, ma la casistica è ricca, anche a prescindere dai fatti del G8 che sono comunque un’altra storia, anche più grave) sono assolutamente inaccettabili in uno Stato (che si professa) di diritto. I colpevoli di questi crimini rimangono spesso impuniti, sia per le carenze del nostro sistema penale – giudiziario, sia per una certa reticenza da parte delle Istituzioni e della Magistratura , sia in taluni casi , segnatamente in contesto di scontri di piazza (ma non solo), per ciò che la divisa non ne garantisce la riconoscibilità e per la frequente omertà di coloro tra i colleghi che sono in grado di riferire elementi utili. Per concludere, ritornando all’episodio dell’uccisione di Sandri, vogliamo dire che si tratta di un episodio molto grave, a prescindere dall’esistenza o meno del dolo, in relazione al quale ci auspichiamo che, differenza di altre occasioni, emergano la reale dinamica dei fatti e le reali responsabilità nella misura in cui si è sbagliato. La facilità con cui si ricorre alla pistola, è in fondo anch’essa espressione di una cultura della gestione dell’ordine che va assolutamente cambiata.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. politica polizia ordine pubblico

permalink | inviato da parteattiva il 11/11/2007 alle 21:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (26) | Versione per la stampa
sfoglia
ottobre        dicembre